Deriva: Yann Gross e l’impero artificiale della palma

Alcuni potrebbero ricordare Yann Gross come una figura di rilievo – nel 2008, quasi vent’anni fa – del PHotoESPAÑA Discoveries Award per il suo portfolio Horizonville, nel quale ha ricreato i modi di vita in una zona industriale della Svizzera, paese natale. Lo ritroveremo anche nell’edizione di quest’anno del festival, poiché farà parte del collettivo “Volver aimagina” al Círculo de Bellas Artes, e sarà protagonista anche di una mostra personale a Madrid: La Casa Encendida espone i capitoli iniziale e finale del suo progetto Deriva, che collega etnografia e botanica e mette in luce le conseguenze a lungo termine della circolazione delle piante verso paesi in cui non sono originarie.

Gross, che di solito collabora con le comunità indigene e ha operato nello stesso modo anche questa volta, esplora come, nel contesto degli antichi imperi coloniali, le specie vegetali (insieme a narrazioni e immagini) si spostassero tra aree geografiche e paesaggi rimodellati. Questo autore sottolinea che quel cosiddetto progresso spesso prodotta conseguenze non necessariamente associate al progresso: trasformazioni degli ambienti e condizioni materiali discutibili.

Deriva. Yan Gross. La Camera accesa

Il punto di partenza della sua proposta risiede nel bando scatola di Nathaniel Ward, inventato nella prima metà dell’Ottocento dal medico britannico per trasportare specie botaniche vive su lunghe distanze, assicurandone la sopravvivenza. In mostra vedremo un manufatto simile che ospita una palma, ovviamente viva, originaria dell’Asia e preservata per il suo nuovo ambiente artificiale; Di origine asiatica sono anche le palme di canapa che hanno proliferato sulle Alpi per la loro particolare resistenza al freddo, al punto da diventare una specie invasiva che spiazza la flora locale.

Vedremo testimonianze di questa espansione nella serie fotografica Fortuna dal nome in allusione al botanico scozzese che introdusse quella varietà, la Trachycarpus fortunei in Europa, inviandolo dalle montagne della Cina. Sebbene, come abbiamo detto, la sua introduzione sia avvenuta nel XIX secolo, la sua massiccia piantagione nel cantone svizzero del Ticino arrivò solo negli anni ’60 e con l’intento di attirare il turismo con viste panoramiche tropicali; Dapprima si è diffuso nei viali e nei giardini, successivamente nel sottobosco e a quote più elevate.

Il risultato è stato un paesaggio ibrido alpino-tropicale in cui la biodiversità nativa è andata perduta, come mostrano le immagini scattate da Gross utilizzando tecniche multispettrali utilizzate dagli studiosi di selvicoltura.

Deriva. Yan Gross. La Camera accesa

Infine l’artista presenta Elaeis, un video multicanale in cui gli abitanti dell’Amazzonia si voltano osservando lo spettatore mentre esso si muove davanti a loro. Ci osservano; Anche loro sono monitorati.

Si tratta di membri di comunità indigene e quilombola che risiedono su terreni ora popolati artificialmente da palme da olio originarie dell’Africa e destinate alla produzione di biocarburanti. Per recuperare queste aree per le colture locali, effettuano un monitoraggio approfondito di chiunque entri nelle loro località affinché non vengano prese nuove estensioni per lo sfruttamento e non si ribellino alle azioni dei gruppi di sicurezza privati.

Mentre contempliamo i loro volti, potremo ascoltare le dichiarazioni di Lula da Silva e Dilma Rousseff, difensori teorici di queste popolazioni, che elogiano il potenziale di questi biocarburanti per il miglioramento della regione, nello Stato del Pará. La storia dello sviluppo si confronta così con la sua dubbia percezione sul campo.

In questa mostra e nelle mani di Yann Gross, le palme asiatiche e africane ricollocate diventano metafore del nostro desiderio di crescita, a costo di disacclimatare ciò che è radicato, e dell’artificialità che possiamo arrivare ad apprezzare negli ambienti da cui ci aspettiamo una maggiore autenticità naturale. Gli squilibri da lui evidenziati rivelano le contraddizioni del passato e forse il fatto compiuto.

Deriva. Yan Gross. La Camera accesa

Deriva. Yan Gross. La Camera accesa

“Drift. Yann Gross”

LA CASA SU

Girone di Valencia, 2

Madrid

Dal 16 maggio al 26 luglio 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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