Temi Wilkey: Lover Girl al Pleasance Courtyard – Recensione del Fringe di Edimburgo

Temi Wilkey, photo by Jonny Ruff

Attraversando la città da Summerhall verso una scena più ampia e piatta al Pleasance Courtyard, l’immediatezza intima della narrazione di Temi Wilkey viene inevitabilmente diluita. Eppure Lover Girl – la parte centrale della sua trilogia di Main Character, che segue il suo primo spettacolo di ritorno nel 2024 – mostra un’artista che matura in tempo reale. Dichiara di voler rimettersi sul mercato romantico e di cercare la persona perfetta; Wilkey domina lo spazio con una classe non necessaria, spezzando la quarta parete in un modo che risulta al contempo vulnerabile e magnetico.

La sua esplorazione della solitudine e della bisessualità non bada a mezze misure, smantellando ogni sfumatura dello spettro romantico con una schiettezza gloriosamente inflessibile. Si tuffa pesantemente nel territorio del cabaret, posizionandosi nello stesso punto preferito dal Fringe tra teatro e stand-up. La messa in scena prende una piega inizialmente bizzarra quando le sue stesse parti del corpo chiedono soliloqui teatrali (il concetto di “infinity pussy” non ha nulla a che fare con un gatto cosmico, anche se l’umorismo resta straordinariamente fuori dal mondo).

La regia scattante di Ragevan Vasan mantiene un ritmo serrato, perfettamente valorizzato da un tocco di estro visivo nel comparto dei costumi. L’unico vero inciampo dello spettacolo si riscontra all’inizio della sua ultima terza parte, dove appare un po’ ripetitivo e leggermente brusco – piuttosto che pienamente guadagnato o risolto.

Quello che eleva la performance al rango di quattro stelle è la notevole virata finale: i riff giocosi e caotici si dissolvono improvvisamente in un finale sapientemente costruito che espone una vulnerabilità cruda. È un’ora di intrattenimento travolgente, e sarò tra i primi in fila per la conclusione della trilogia.

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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