Arte a 360°: l’Anonima Armonisti è stato uno spettacolo unico sotto le stelle di una serata d’estate romana.

Scritto da Federica Giuliani e Benedetta Liguori

Mettete una sera d’estate, un’amica a farti da spalla, il Farnesina Social club da cornice e un’intervista da fare. E’ sempre suggestivo incontrare gli artisti prima di un concerto: l’emozione e la concentrazione scorrono tra le pareti del backstage e sentirsi parte di quegli attimi di magia che si vengono a creare è un dono unico. Soprattutto per noi che amiamo la musica, soprattutto per noi che crediamo nella musica.

L’Anonima Armonisti è un settetto vocale a cappella che porta sul palcoscenico non solo musica, ma un vero e proprio spettacolo mettendo in gioco tutta la loro professionalità e creando con il pubblico un rapporto che va ben oltre il concerto. Rompendo la barriera tra palco e platea mettendo sapientemente in scena la ben complessa tecnica teatrale del Teatro nel Teatro (come insegnano Plauto, Shakespeare, Pirandello e come mi ha insegnato mia sorella Arianna che ne sa più di me di tecniche teatrali!), l’Anonima Armonisti è un perfetto connubio di musica, arte e spettacolo con l’aggiunta di una bella dose di ironia che rende la ricetta praticamente perfetta per il pubblico.

Come di consueto nelle nostre “chiacchiere cantautorali”, lasciamo spazio ai nostri artisti. Leggete e condividete il nostro articolo e correte al loro prossimo live, vi assicuriamo una serata speciale!

Io comincerei dal principio, com’è nato questo progetto, da chi è partita l’idea?

L’idea è partita 15 anni fa da Dodo, appassionato di musica a capella chiamando diversi amici.

Com’è la risposta del pubblico a questo tipo di musica?

In realtà negli anni abbiamo cantato praticamente in ogni tipo di contesto, e la risposta è sempre stata sempre molto calorosa. E’ capitato spesso che noi non fossimo molto soddisfatti all’interno, ma il rapporto con il pubblico è sempre stato molto positivo.

Il repertorio?

Noi abbiamo iniziato con arrangiamenti già pronti per gruppi a cappella, ma con il tempo abbiamo allargato il repertorio a brani non presenti nel mondo a cappella, abbiamo una settantina di brani in repertorio, dai Queen ai Beatles, rock puro e altro.

Quanto è complicato riportare un arrangiamento non preparato per un gruppo di questo tipo?

È divertente, è quasi come scrivere una canzone nuova

Album in attivo? progetti futuri?

3 album, tra cui uno natalizio. Ogni gruppo a cappella che si rispetti ha un album natalizio

Per quanto riguarda il discorso radiofonico, com’è la reazione verso il vostro gruppo riuscite a portare i vostri pezzi?

Siamo stati in tantissime radio. Ad esempio Radio Rock ,dopo aver ascoltato il nostro album, ci ha fatto fare due live nonostante noi non avessimo mai fatto particolari sforzi in questo senso, anzi, in qualche modo, ci siamo tenuti lontani da questo mondo. Più volte abbiamo ricevuto chiamate da parte di talent, abbiamo scelto di non farlo non perché rifiutiamo il Mainstream o perché siamo snob, ma per vari motivi. Di base, se non fai un passo del genere senza l’entusiasmo di tutti e 7 è meglio non farlo. Anche perché questi passi fatti in maniera sbagliata spesso possono portare anche alla “fine” del gruppo.

La differenza fra la crescita organica e quella con gli steroidi è evidente, una bolla può gonfiarsi facilmente ma può scoppiare altrettanto facilmente.

Secondo voi funziona il filone della musica a cappella?

Si, soprattutto quando non somiglia a musica a cappella, come la nostra. All’estero c’è una cultura diversa,non che in Italia non sia radicata, ma purtroppo qui è stereotipata molto.

Potete trovare tutto sull’Anonima Armonisti andando sul loro sito internet:

http://www.anonimarmonisti.com/concerti

Facebook: @anonimarmonisti

Instagram: https://www.instagram.com/anonimarmonisti/

Twitter: @anonimaarmonisti

Ringraziamo Andrea Colarieti per le foto della serata, seguitelo su Facebook: @acolarietiphoto

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