Gero Riggio, artista indipendente, ha da poco pubblicato il suo nuovo singolo, pubblicato in anteprima da Repubblica tv, L’amore salva. Come è nostro solito fare, non ci siamo risparmiate nel curiosare e fargli domande! Scoprite con noi qualcosa in più su questo musicista!

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Innanzitutto, come è giusto che sia, vorrei sapere un po’ com’è nata questa tua passione per la musica, e quando hai deciso di intraprendere questo percorso.

La mia passione per la musica si sviluppa in età adolescenziale quando frequentai con amici un centro di aggregazione e imparai a suonare la chitarra. Prima mi divertivo a cantare a casa inventando testi in italiano a grandi successi internazionali, all’età di sedici anni iniziai a scrivere le mie prime canzoni originali e partecipare ai primi festival regionali e nazionali che mi regalarono grandissimi riconoscimenti. Da quel momento in poi iniziai ad alzare la posta in palio e arrivò subito la Finale in diretta su rai uno del Festival di Castrocaro (2007). Subito dopo iniziai a lavorare alle mie produzioni.

Che tipo di musica ascolti?

Mi piace ascoltare un po’ di tutto per stimolare la mia fantasia e abituarmi ad un concetto di scrittura molto vario. Cerco di addentrarmi nel mondo degli autori e delle produzioni, capire le scelte editoriali e artistiche e godermi le canzoni, le novità.

Quando hai capito che ciò che scrivi poteva essere “canzone?”

Beh da subito, nel senso che essere autore e avere una propensione per la musica è una cosa che avverti e che nasce spontanea. Come dico sempre scrivere una canzone è un miracolo perché fondamentalmente è un bisogno che avverti e solo se hai una certa sensibilità riesci a tirare tutto fuori. Dio mi ha dato questo grande dono e spero di poter scrivere canzoni per sempre.

Il tuo singolo è davvero molto bello, cosa significa per te “l’amore salva”?

Grazie! Ci abbiamo lavorato tantissimo con questa produzione. L’Amore Salva è un progetto in cui crediamo molto perché traspira un mood molto fresco e una formula orecchiabile molto “radiofonica” come la definisco. In Studio ci siamo divertiti moltissimo a ricercare i suoni giusti che potessero rendere al brano la luce migliore. Ci siamo riusciti perché all’arrangiamento ho abbinato un messaggio importante: credere nell’amore come l’unico moto che possa salvare l’essere umano dalle fragilità della vita. Ormai in pochi credono nel valore di questo sentimento ed è una cosa che mi fa paura. Ad odiare si impiega il doppio del tempo e della fatica.

Il video del pezzo è originale, simpatico e rende bene l’idea del messaggio che vuoi infondere. Come ti è venuta questa idea?

Non ci crederai ma ho preso spunto da un idea di cronaca avvenuta nel paesino dove vivo. Ho pensato che una “non-identità” potesse rappresentare un anima alla ricerca di amore, convinta di poter addirittura volare, di potersi fare riconoscere dalla gente che però è diffidente, lontana e spaventata. Se ne rende conto nel momento in cui incontra la musica! Parallelamente il musicista nonostante canti l’amore ne è alla ricerca, ricerca che si realizza quando incrocia lo sguardo di una donna conosciuta per caso. Un puzzle che si compone.

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