Oggi un’altro mese dell’anno si racconta nella nostra rubrica chiacchiere cantautorali. Questa è la volta di Settembre!

Come nasce il tuo progetto?

Il mio progetto nasce un paio di anni fa, quando ho caricato su Soundcloud alcuni brani, una sorta di ep.
Prima di allora ho sempre suonato e scritto canzoni in varie band, passando da uno strumento all’altro, senza mai metterci tuttavia la voce e la faccia.
Nel 2016, stanco quindi della precarietà dei progetti precedenti, ho deciso di incominciare un mio percorso.

Ci è già capitato di lavorare con un mese dell’anno, ” Ottobre” ahahha, come mai tu hai scelto questo mese? che tra l’altro è il mio mese preferito!

Il nome Settembre è stato scelto per due motivi: il primo – e anche forse più banale- è perchè si tratta del mese in cui sono nato; la seconda ragione ha invece a che fare con la musica, dato che settembre ha in sè sia i colori caldi dell’estate che quelli più malinconici della stagione autunnale, più o meno come nei miei brani convivono allo stesso tempo ironia e malinconia.

Parlaci un po’ del tuo album, quando è uscito, l’idea di base da cui è nato

Il mio primo album si chiama “Di questi tempi” ed è uscito il 3 Aprile 2018, distribuito da Belive Digital e promosso da Costello’s, label e management milanese.
E’ stato scritto e suonato da me, più per mancanza di mezzi che per presunzione.
Ad impreziosire il lavoro in studio ci ha pensato l’intervento di Andrea Suriani in fase di mastering: lui è il tecnico del suono dietro Calcutta, Cosmo, Coez e molti altri.
E’ un disco nato per caso, ho iniziato registrando un paio di pezzi senza pensarci su e da lì poi sono nate altre canzoni che, di tanto in tanto, incidevo ( quanto è anni ’60 ‘sto termine).
Come si può dunque capire, non c’è stata fin da subito l’idea di ” fare un disco”; non c’è un concept di fondo: tutto è nato semplicemente dalla voglia di fare canzoni, che è da sempre il mio desiderio principale.

Un pezzo dell’album a cui sei particolarmente legato e perchè

Mi prendo la libertà di indicarvi due pezzi a cui tengo parecchio: il primo è “1999” perchè, dopo averlo scritto, mi sono detto: ” Ok, questa è la canzone che mi mancava”.
Il secondo è “La canzone da Radio”, perchè è un brano che avevo in cantiere da tantissimo tempo e vederlo uscire su Fanpage mi ha proprio reso felice.

I testi li hai scritti tu? se si, in che modo trovi l’ispirazione? ti basi sempre e solo sui tuoi trascorsi o cerchi altrove spunti?

Sì, i testi li scrivo io. Penso ci siano due tipi di autori: quelli come Dalla che scrivono vere e proprie storie ( Anna e Marco è un film per quanto mi riguarda) e quelli come Vasco o Cremonini che ti raccontano cosa gli è accaduto la sera prima.
Io mi reputo di questa seconda categoria, forse per praticità, non saprei.

Che tipo di musica ascolti?

Devo dire che ascolto veramente di tutto.
Se dovessi citare però gli artisti che mi hanno realmente influenzato, ti direi il cantautorato italiano anni ’70 e ’80 ( Rino Gaetano, Battisti, Carboni) e il brit pop inglese: gli Oasis sono la mia band della vita. Mi hanno detto che sono ascolti “strani” per un ragazzo di 23 anni, ma per me suonano ancora attualissimi.

Come vedi il panorama musicale italiano al momento? Secondo te stanno un po’ cambiando le cose? c’è più spazio per voi musicisti emergenti?

In Italia mi pare che la musica goda finalmente di buona salute.
C’è proprio maggiore interesse da parte del pubblico verso qualunque cosa appaia fresca e nuova, e questo ovviamente dà maggior spinta agli emergenti.
Il fatto che la gente si stia interessando sempre più alla musica, ha fatto sì che anche i locali in cui suonare diventino più frequentanti e aprano le porte a nuove proposte.
Fino a due anni fa andavo come spettatore all’ Ohibò ( noto locale di Milano) a vedere i Canova o Calcutta, mentre il mese scorso ho avuto il piacere di suonarci, segno che le cose per gli esordienti stanno cambiando.

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