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Piccole donne il film: al cinema dal 9 gennaio

Tempo di Lettura: 3 minuti “Se i miei sogni sono diversi dai tuoi non vuol dire che siano meno importanti”: Greta Gerwig dà nuova vita alle sorelle March.

Piccole Donne. credit by: hotcorn.com

Chi non ha mai letto almeno una volta il grande classico Piccole Donne? Scritto da Louisa May Alcott, venne pubblicato in due volumi, il primo bel 1868 e il secondo nel 1869. Dal momento della divulgazione, Piccole Donne è diventato da subito un grande classico della letteratura Americana e mondiale.

Con l’avvento del cinema, varie sono state le riproduzione del romanzo della Alcott sul grande schermo e tutte sono state accolte dal pubblico con amore: la prima trasposizione cinematografica fu nel 1918, quando il cinema era ancora agli albori. Harley Knoles portò il romanzo sul grande schermo conquistandosi il titolo di primo regista in assoluto che comprese la versatilità di un romanzo che sembrava già confezionato per il cinema. Ma questo fu solo l’inizio:

  • 1933, George Cukor fu il regista che diede voce al romanzo in bianco e nero
  • 1949, versione che vedeva una biondissima Elizabeth Taylor nel ruolo di Amy.
  • 1978, anno in cui Piccole Donne venne proposta come mini serie di due puntate.
  • 1988, con Una per tutte, tutte per una sbarcò la versione anime del tanto amato romanzo della Alcott.
  • 1994, adattamento che vedeva Winona Ryder nel ruolo di Jo

Sei sono state le trasposizioni cinematografiche di Piccole Donne, la domanda che sorge spontanea dunque nel 2019 è una sola: Che cosa altro c’è da raccontare su questo romanzo?

L’impresa di addentrarsi all’interno di un campo minato come quello di Piccole donne è sicuramente rischiosa: se da una parte sembra piuttosto banale la scelta di far uscire a ridosso del periodo natalizio un film del genere, dall’altra il rischio di ricorrere nella banalità è forte. Come può un regista riuscire a snocciolare qualcosa di innovativo in un romanzo che è conosciuto, amato e apprezzato dai più?

La risposta non l’abbiamo, ma Greta Gerwig è riuscita nell’impresa.

Dall’inizio del film ci ritroviamo in una dimensione totalmente diversa da quella che ci aspettiamo, il tempo scorre al contrario e per quanto ogni elemento sembra rispondere al romanzo della Alcott, tutto sembra nuovo, da scoprire.

La Gerwig, con sapiente intelligenza ribalta l’occhio dell’osservatore attraverso l’utilizzo del flashback che avviene attraverso gli occhi della protagonista Jo, eroina tra le eroine, femminista prima delle femministe, essere umano ancor prima che donna.

Piccole Donne – Trailer ufficiale

Da qui tutto cambia in un susseguirsi di vicende che conosciamo ma che abbiamo la voglia e la necessità di ripercorrere perchè tutto sembra visto da una prospettiva differente. Le rappresentazioni natalizie di Jo sembrano coprirsi di un nuovo lustro, Il dolce Laurie si introduce in un contesto in cui sembra mancare solo la sua presenza per essere completo e infine il giovane Friederich Baher così lontano da Laurie, così perfetto per Jo.

Greta Gerwig cambia alcuni punti del romanzo rendendolo più affine a quello che è il suo modo di vedere le sorelle March. Inezie, calcolando i recenti stravolgimenti realizzati da alcuni film su storie realmente accadute. Il risultato è vincente senza dubbio.

In questo contesto, ben si incastra il cast scelto per il film. Anche qui non poche erano state le perplessità proprio sulla poca somiglianza di alcune delle sorelle al ritratto che la Alcott realizzò di loro stesse. Eppure, nella visione di Greta Gerwig, anche questi stravolgimenti sembrano avere un senso. Saorsie Ronan è credibile nel ruolo di Jo, nonostante i suoi lunghi capelli biondi. Il suo temperamento e la sua ribellione fuoriescono dallo sguardo fiero della Ronan, ma si lascia spazio anche per la fragilità e la dolcezza che contraddistingue Jo.

Non ha molto convinto Emma Watson nel ruolo di Meg. Nonostante l’indiscutibile bravura della Watson, il temperamento pacato e frivolo di Meg stenta ad uscire fuori. Emma Watson ha un fuoco negli occhi difficile da spengere, anche nei panni di un personaggio come Meg.

Amy e Beth, interpretate rispettivamente da Florence Pugh e Eliza Scalen, sono coloro che maggiormente ricalcano nelle fattezze le sorelle minori descritte dalla Alcott.

Greta Gerwig si concentra molto sui sentimenti, i pensieri e le contraddizioni di quattro ragazze che devono necessariamente bilanciarsi tra gli insegnamenti e i loro temperamenti e una società che ancora vedeva relegate le donne nel ruolo di moglie e madre.

Un film da vedere, da assaporare, da comprendere per se stessi ancor prima che per rendere omaggio ad uno dei romanzi più emblematici del 1800.

Menzione finale a Meryl Streep, attrice unica e senza eguali, anche nel ruolo della poco empatica zia March.

Scheda del film:

Titolo: Piccole Donne

RegiaGreta Gerwig

Genere: sentimentale, drammatico

Durata: 134 minuti

Uscita nelle sale: 09/01/2020

Voto: 8

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Tag:, , Ultima modifica: 2 Gennaio 2020
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