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Rohmer in Paris: analisi di uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague

Tempo di Lettura: 2 minuti Recensione del documentario Rohmer in Paris di Richard Misek : analisi di uno dei maggiori esponenti della Nouvelle Vague.

Éric Rohmer è stato un regista, sceneggiatore, scenografo e operatore nel campo dello spettacolo della Nouvelle Vague. Si tratta di uno dei maggiori esponenti del movimento francese degli anni Sessanta e le sue caratteristiche si possono riscontrare in uno dei lavori intitolato Rhomer in Paris realizzato dal regista Richard Misek.

Rhomer in Paris è un film documentario del 2013, qui Misek pone la sua attenzione alla città di Parigi ma lo fa con una caratteristica: Parigi viene vista con gli occhi di Rhomer, uno sguardo dettato dagli stilemi della Nouvelle Vague.

Il film si divide in capitoli e le vicende dei personaggi si intrecciano tra loro, infatti è importantissimo all’interno del lungometraggio la geometria che si crea tra le varie storie e tra i vari incontri. La geometria è legata inoltre a teoremi che il regista mette in atto e che fanno sì che tutto all’interno del film si intersechi, così troviamo chi si incontra nell’autobus, chi a un incrocio della strada o semplicemente passeggiando in una giornata di sole.

Le storie dei personaggi si intrecciano tra loro come delle linee geometriche che si muovono all’interno di un problema matematico e tutto assume così un aspetto ben preciso e lineare.

Al centro di tutto si può notare Parigi con la sua Tour Eiffel che svetta in cima al cielo e con la sua maestosità mette in ombra ogni altra inquadratura della città, molto belle inoltre sono i paesaggi a Montmatre, delle vie interne ai quartieri che sprigionano poesia da ogni lato, la musica un po’ vintage che sa di malinconia e gioia allo stesso tempo.       

La musica a tratti ricorda i decenni passati della Seconda Guerra Mondiale con ritmi tipici degli anni Quaranta del Novecento che accompagnano i personaggi all’interno della narrazione. Importante è il fatto che le persone che si incontrano all’interno del film non sono attori professionisti, si rimane così in un’atmosfera estremamente realistica tipica della Nouvelle Vague.

Il bianco e nero si mischia con scene a colori in una composizione che risulta poetica e  reale allo stesso tempo e questo non stanca e non annoia mai a livello visivo lo spettatore.                                                            

 La telecamera riprende spesso i personaggi da dietro e li segue passo passo senza mai lasciare nessun dettaglio al caso, bellissime le inquadrature ai cartelloni cinematografici di Hiroshima Mon Amour, film manifesto della Nouvelle Vague e di Lawrence D’Arabia, grande classico del cinema di ogni epoca.

Ci troviamo quindi in una cornice meta cinematografica che arricchisce il tutto, in questo contesto sono importanti le scene in cui vengono nominati Truffaut e Godàrd massimi esponenti della Nouvelle Vague.

La fotografia merita un cenno di attenzione in più, bellissimi infatti sono i colori dei tramonti sul mare o dei colori spenti e accesi allo stesso tempo di Parigi, città senza tempo.

Molti caratteristici sono inoltre i vestiti che vengono ripresi con dettagli, la moda è quella che precede il tempo della moda hippy anni Settanta con gonne corte, stivali e pantaloni a zampa di elefante. Le donne stanno cambiando e con loro i tempi, le mode e i comportamenti di un mondo che va sempre più avanti.

Emblematico è il finale che inquadra la tomba di Rhomer e la sua lapide, tutto finisce con la morte forse o forse no, questo sta allo spettatore deciderlo.

Scheda del film:

Titolo: Rohmer in Paris

Regista: Richard Misek

Genere: Documentario

 Voto: 7

La pellicola è visibile gratuitamente cliccando qui.

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Tag:, , Ultima modifica: 11 Gennaio 2020
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