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Romulus: la nuova serie epica di Matteo Rovere

Romulus è la nuova serie diretta da Matteo Rovere che sarà trasmessa su Sky Atlantic e distribuita in streaming su Now Tv dal 6 novembre prossimo. I primi due episodi della serie sono stati presentati alla Festa del Cinema di Roma in anteprima mondiale lo scorso 23 ottobre, evento a cui era presente buona parte del cast a partire dal creatore e regista Matteo Rovere fino agli attori principali tra cui Andrea Arcangeli che interpreta Yemos e Marianna Fontana nei panni di Ilia. La serie è divisa in dieci episodi ed è ambientata nel VIII sec. A.C , si concentra quindi sugli accadimenti precedenti alla nascita di Roma. Mentre ne “Il primo re”, film di Rovere del 2019 si narrano le vicende di Romolo e Remo riguardanti quindi la nascita di Roma, in Romulus lo spettatore assiste a quella parte di storia che ancora oggi risulta essere molto poco conosciuta, quella antecedente alla fondazione leggendaria, storica e mitica di Roma. Matteo Rovere con Romulus, dove in più interviste durante la Festa del Cinema di Roma ha affermato di essere “ossessionato” dalla storia della fondazione di Roma, qui viaggia indietro nel tempo immaginando un mondo arcaico governato dalle lotte di potere e dalla violenza.

La trama di Romulus

La serie è ambientata nel Lazio e ci troviamo nel VIII secolo a.C. dove a governare i trenta popoli della Lega Latina è il re di Alba che sarà uno dei personaggi cardini dell’intera serie. A causa della lunga siccità e della carestia che sembrano non avere mai una fine, gli abitanti di queste popolazioni si trovano a vivere con grande difficoltà in un mondo che sembra essere governato solamente dalla natura, dai fenomeni atmosferici e dalla forte fede verso gli Dei, esseri soprannaturali da temere e rispettare. Il credo negli Dei presente in Romulus, somiglia molto a alla fede professata dagli antichi Greci nei confronti delle Divinità che muovono le fila del destino degli uomini. All’interno di questa cornice storica, sono presenti le vite di due ragazzi chiamati Yemos e Enitos, fratelli gemelli orfani di padre. Si tratta degli eredi legittimi al trono, i ragazzi infatti denominati dalla loro madre “la destra e la sinistra” dovranno governare insieme senza mai separarsi e senza mai ostacolare uno il potere dell’altro.  Nel momento in cui a Yemos e ad Enitos spetta il trono, la situazione però si rovescia e tutto sembra prendere una piega diversa: Enitos viene assassinato e tutto il popolo crede che la colpa sia del fratello gemello Yemos, che lo avrebbe ucciso per semplici motivi di potere, di invidia e di ambizione. Non rivelerò in questa sede la trama estesa dei due episodi come non rivelerò il nome dell’assassino di Enitos. Dopo il tragico accadimento a Enitos, la storia prosegue e Yemos che ora si trova in fuga, è fatto schiavo da una tribù selvaggia che vive in mezzo ai boschi. Yemos non rivela mai a nessuno la sua identità e il suo obiettivo di voler tornare presso il suo popolo per prendere il governo, mentre lui si trova ad essere uno schiavo in un posto sperduto nel bosco, nella sua terra il caos regna sovrano. Finalmente torna la pioggia a scendere violenta sul terreno e Albalonga sembra avere il suo nuovo re, la scelta ricade sul padre di Ilia: Amulius, zio dei due ragazzi gemelli. Ilia è un personaggio molto importante all’interno della storia, è una sacerdotessa devota alla Dea Vesta che ha sempre amato in segreto Enitos dal quale è contraccambiata. Il loro però è sempre stato un amore impossibile perché la ragazza ha votato la sua vita e la sua fede alla Dea, tutto questo avrà un tragico risvolto per Ilia, costretta ad una vita di sofferenza rinchiusa nel tempio di Vesta e pronta a vendicare la morte di Enitos, suo unico amore. La trama sembra avvincente e i primi due episodi della serie lasciano senza dubbio allo spettatore una grande curiosità, un forte interesse e un grande desiderio di proseguire nell’intera visione dei seguenti otto episodi. Matteo Rovere sembra quindi confermarsi come uno dei più giovani e talentuosi registi italiani del momento e chissà se un giorno non sentiremo parlare di lui ad Hollywood.

Le particolarità di Romulus

Sicuramente tra le varie particolarità della serie, si ha quella che tutti gli attori recitano le loro battute in protolatino, una lingua antesignana del latino, basata su questa lingua e che era parlata nel Lazio nel III e II sec. a.C.. Il cosiddetto protolatino è stato ricostruito come lingua a tutti gli effetti da un gruppo di linguisti presso l’Università di Roma La Sapienza per la creazione nel 2019 della pellicola “Il primo re” di Matteo Rovere. La maestosità di questa lingua arcaica rende il racconto epico e tragico al tempo stesso e lo fa avvicinare alla grandezza delle famose serie internazionali come “Game of Thrones”. Certamente sappiamo oggi che per recitare in protolatino gli attori si sono sottoposti ad una sfida difficile sotto tutti i punti di vista, dal ricordare le battute, dallo studio della lingua fino alla sua pronuncia corretta davanti alla telecamera. Per quanto riguarda la regia, Romulus è un racconto corale girato da più registi, in particolare tre: Matteo Rovere, Enrico Maria Artale e  Michele Alhaique che si sono alternati ed aiutati a vicenda per una perfetta esecuzione dell’opera. La serie inoltre ha una ricostruzione precisa seguita da archeologi che si sono recati ogni giorno sul set per assicurarsi della veridicità della messinscena, mentre il racconto narrativo in sé è inventato e staccato dal mito. Matteo Rovere in un’intervista ha affermato: “Abbiamo lavorato in libertà cercando di andare incontro allo spettatore e farlo divertire, cercando sempre di essere fedeli a quello che era l’VIII secolo, con le trenta città, creando un’arena non dico alla Game of Thrones, ma coerente con quello che poteva essere nel tempo.” Con Romulus, per la prima volta l’Italia si avvicina alla maestosità e alla grandezza epica dei grandi racconti mitologici presentati sul grande o piccolo schermo nel corso del tempo. Per quanto riguarda il livello tecnico, la serie vanta un’incredibile fotografia e una sceneggiatura potente a cura di Filippo Gravino, di Guido Iuculano e dello stesso Matteo Rovere. Il cast è  formato da bravissimi interpreti:

Romulus
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Andrea Arcangeli  è Yemos, Marianna Fontana interpreta la giovane vestale Ilia e Francesco Di Napoli è Wiros. Completano il cast Giovanni Buselli, Silvia Calderoni, Sergio Romano, Demetra Avincola,Massimiliano Rossi, Ivana Lotito, Gabriel Montesi e Vanessa Scalera. Ricordiamo la data di uscita di Romulus programmata per il 6 novembre 2020 su Sky Atlantic e ogni venerdì verrà trasmesso un episodio della serie TV.

Qui il trailer:

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Tag:, , Ultima modifica: 27 Ottobre 2020
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