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Dune: l’arduo tentativo di Villeneuve sul grande schermo

Era il 2016 quando la Legendary Pictures acquisiva i diritti del film “Dune” tratto dal romanzo omonimo di Frank Herbert e decide di affidare il progetto e la regia a Denis Villeneuve già famoso per pellicole come “La donna che canta” del 2010 e “Arrival” del 2017. Il film vanta le star del momento Timothèe Chalamet, Zendaya, Rebecca Ferguson e Oscar Isaac e ha una durata di circa 155 minuti. Data la durata importante del film, si può certamente affermare che Dune non è sempre di facile comprensione o di semplice accesso per lo spettatore che si trova a vedere sul grande schermo una pellicola importante e seria nel suo genere fantascientifico. A tratti lento, silenzioso, metaforico, filosofico e introspettivo, Dune non è certamente un film adatto a tutti, ma è chiaramente un lungometraggio per gli amanti del genere, per i grandi appassionati del romanzo di Herbert e per i cinefili che seguono il mezzo audiovisivo da sempre. Con qualche pezzo di sceneggiatura mancante, Villeneuve fa un riassunto della trama del primo romanzo che vanta ben più di 700 pagine e ne prende i momenti salienti: il pianeta Arrakis anche detto Dune contiene uno dei beni più preziosi al mondo, ovvero la Spezia, una sostanza che allunga la vita agli uomini e garantisce viaggi nel tempo. A capo del pianeta Dune c’è il duca Leto Atraides con la sua concubina Jessica e suo figlio Paul e tutti insieme decidono di partire per Arrakis anche se il viaggio si mostra da subito pieno di insidi e pericoli. Paul e Jessica alla fine arriveranno dai Fremen, nativi di Arrakis, che vivono nel deserto e sono quasi un tutt’uno con esso. Ci sono varie tematiche presenti nella pellicola: il rapporto madre – figlio, che in Dune è rappresentato quasi come una simbiosi dove ciò che avverte uno è parte anche dell’altro; la tematica politica – sociale è implicita e affrontata in modo delicato in una narrazione dove Paul (Chalamet) è considerato l’eletto e viene chiamato Messia e i popoli si fanno guerra tra loro per poter avere la spezia, che ha un potere sovrannaturale; il potere come brama e desiderio assoluto, inseguito da tutti e raggiunto veramente da pochi; il rapporto dell’uomo col deserto e con la natura che comanda imperterrita in modo imprevedibile; il senso fraterno dell’amicizia che lega Paul e Duncan (Jason Momoa) dove si è pronti a perdere la vita per l’amore dell’altro; il fitto senso del mistero dato dalle visioni che Paul ha dall’inizio della pellicola e che disorientano e incuriosiscono molto lo spettatore. A livello tecnico non ci sono elementi non validi, ma due fattori spiccano più di altri: la fotografia di Greig Fraser che dona al film una luce e dei colori spiritualmente emotivi e la colonna sonora del gigante del settore Hans Zimmer, che riesce a creare un’atmosfera di grande suspense e tensione senza mai alleggerire il tono grazie ad una musica sempre tesa, sempre potente (sia a livello acustico che emotivo) e che ha il privilegio di non adagiarsi mai su sé stessa. Infine grande merito va all’intero cast attoriale e soprattutto alla figura protagonista di Timothèe Chalamet, che con il suo portamento puro, dolce, magro ed etereo cambia gli stereotipi del grande divo Hollywoodiano passato, alto, muscoloso e possente. La sua è una recitazione pulita, aggraziata e mai fuori luogo o eccessiva, per questo il mondo cinematografico aveva bisogno di un volto nuovo come quello di Chalamet e ricordiamo che è grazie a Luca Guadagnino (il primo ad averlo notato nel film Chiamami col tuo nome) che il ragazzo oggi è il nuovo volto di Hollywood. Presenti nel film alcuni rimandi o evocazioni da saghe fantasy e fantascientifiche che hanno fatto la storia come: Star Wars e Star Trek.

Ricordiamo che Dune, presentato in anteprima alla Settantottesima edizione della Mostra Internazionale d’arte cinematografica di Venezia fuori concorso, è in uscita il 16 settembre in tutte le sale cinematografiche.

Dune, Voto: 7

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Tag:, , , , Ultima modifica: 15 Settembre 2021
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