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Light of my life: il nuovo film di Casey Affleck alla Festa del Cinema di Roma

Tempo di Lettura: 2 minuti Light of my life: recensione del nuovo film di Casey Affleck presentato alla Festa del Cinema di Roma.

Recensione a cura di Lorenzo Celesti

Light of my life è stato uno dei film presentati in concorso nella sezione Alice nelle città, festival giunto ormai alla sua 17° edizione. Casey Affleck torna a scrivere, dirigere ed interpretare una pellicola che lo vede protagonista a 360 gradi. Già nel 2010 infatti si era messo alla prova con il mockumentary I’m Still Here che vedeva protagonista un insolito Joaquin Phoenix, in delle vesti del tutto nuove.

Affleck con questo nuovo progetto porta sullo schermo un mondo post-apocalittico, colpito da una piaga che ha condotto alla quasi totale estinzione del genere femminile. Le poche fortunate, ritenute immuni dal virus, vengono controllate in apposite zone dagli uomini che regnano sovrani. E’ proprio in questa cornice catastrofica che un padre sarà costretto alla ricerca disperata di un luogo sicuro dove poter stare con la figlia.

Con il passare dei minuti ci si rende conto come Casey Affleck non voglia affatto delucidare lo spettatore con nuove e più approfondite informazioni riguardo il temibile virus che ha colpito la popolazione, ma pone la sua concentrazione sui sentimenti e sulle emozioni del rapporto familiare. Emblematica è infatti già la prima lunga scena del film dove, inquadrati dall’alto, il papà racconta alla figlia una storia prima di andare a dormire. Qui è racchiusa l’intera volontà della pellicola, il genere post-apocalittico è infatti solo un pretesto per potersi concentrare su una storia intima che vede emergere sempre più l’amore di un padre nei confronti della figlia. Una persistente fuga silenziosa che porta con sé la speranza di poter giungere finalmente ad un luogo sicuro, dove far vivere una vita normale alla figlia Rag.

La pellicola si muove a stretto contatto con i due protagonisti, con dei tempi dilatati che vengono riempiti da dialoghi e da alcuni flashback che ricostruiscono la storia familiare sin dall’arrivo della piaga. È come assistere ad un percorso in totale crescendo, perché uno dei punti di forza del film è proprio questa sua natura di saper improvvisamente velocizzare i ritmi attraverso scene che fanno rimanere attaccati alla poltrona. Il tutto arricchito da delle ottime interpretazioni che lasciano il segno, come quella di Casey Affleck che ancora una volta si conferma capace di straordinarie e duttili prove attoriali. Qui il suo personaggio lascia trasparire quel senso di protezione e di speranza per tutta la durata del film, esplodendo in una scena finale che rimane uno dei momenti più emozionanti.

Una storia che quindi si vuole narrare non dall’esterno ma dall’interno, che fa emergere i più puri sentimenti racchiusi in un rapporto umano. Il pianto di sfogo sul finale non fa altro che apportare ulteriore forza a quella sincerità che Casey Affleck ha voluto mettere in luce nella pellicola, un’ avventura d’amore.

Voto: 8

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Tag:, , Ultima modifica: 28 Ottobre 2019
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