Che siamo delle livehaolic (malate di concerti) era un concetto che già ben chiaro per noi e per chi ci segue. Fatta questa premessa, non saremmo mai mancate al concertone del Primo maggio in Piazza San Giovanni, soprattutto dopo la conferenza stampa a cui abbiamo partecipato lo scorso giovedì che già ci aveva incuriosite molto.

Dopo peripezie varie per riuscire ad arrivare ad un posto “decente” per poter godere dello spettacolo, inizia anche per noi questo concerto in Piazza San Giovanni che, come verrà ribadito più volte, avrà come protagonista la sicurezza sul lavoro.

A questo proposito, molto bravi sono stati i due presentatori, Ambra Angiolini e Lodovico Guenzi (in arte Lodo), a mantenere sempre viva l’attenzione su questo tema così scottante ed attuale, portando storie e parlando di questioni tenendo sempre lontana la retorica.

La musica è il perfetto modo per celebrare una giornata che deve essere l’emblema di un cambiamento che lentamente deve avvenire nella nostra società, per poter ambire a quei diritti che tutti hanno il dovere di riscattare.

I ministri sono i primi ad aprire la seconda parte del “concertone”, portando una carica rock sul palco ineguagliabile. E come se volessero aprire una porta verso l’anima rock della musica, I ministri fanno da apripista alla regina della serata: Gianna Nannini. Attenzione, la nostra non vuole essere retorica o reverenza verso una grande della musica italiana, quanto piuttosto una constatazione: con una gamba rotta e seduta sopra un trono a causa della difficoltà di movimento, la Nannini smuove la piazza con la sua musica sempre attuale e piena di una energia che solo una vera rock star può trasmettere. A tratti sembrava commossa di essere lì, è stata un tutt’uno con il pubblico che rispondeva ad ogni suo gesto.

La serata continua con una carrellata di artisti: Ultimo con la sua giovane età riesce a coinvolgere il pubblico con la forza dei temi trattati nei suoi testi. Sferaebbasta è seguitissimo dai giovani che cantano ogni parola delle sue canzoni, come se le storie che racconta nei suoi brani parlassero anche un po’ di loro.

Da due giovanissimi cambiamo atmosfera con un gigante della musica italiana, Max Gazzè accompagnato dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana. Su di lui si ha difficoltà a scrivere perché la sua poliedricità è tale da risultare un teatrante che usa il bel canto per narrare storie. Aggiungiamo il suo essere un eccellente bassista e capiamo perché ha deciso di entrare in scena vestito da Papa dorato!

È poi il turno di Ermal Meta. Ermal è ormai una garanzia: entra in scena accompagnato dalla sua band, prodi cavalieri della musica armati dei loro strumenti. Quando invita la gente ad intonare il ritornello di Non mi avete fatto niente sembra davvero scatenarsi un grido contro il terrore che fa tremare il terreno per poi volare alto a proteggerci. Da brividi.

La cantatessa Carmen Consoli ha portato in alto il cantautorato femminile che ha ancora tante difficoltà ad imporsi. Lei e le sue splendide musiciste hanno regalato alla piazza autenticità e bravura.

Con Cosmo cambia l’atmosfera, in un tripudio di colori si accende Piazza San Giovanni che non può non scatenarsi sotto la sua musica. Cosmo si lancia tra la folla e si rotola su di essa non risalendo più sul palco (per la disperazione della security). L’empatia con il pubblico è fortissima.

Arrivimo alle battute finali con Le Vibrazioni. Loro sono proprio quella band che ti fa venire voglia di andare a sentirli più volte live poiché hanno una forza musicale davvero unica. Sempre bellissima la canzone Giulia, stupendo il coro che parte dal pubblico sul ritornello di Vieni da me.

Non poteva che concludersi con Lo stato sociale il nostro concerto. Irriverenti, simpatici, autoironici e mai scontati, si sono presentati vestiti da potenziali candidati sindaci-premier e hanno portata tutta la loro essenza sul palco del primo maggio. Band poliedrica dove si ha l’impressione che “tutti possano fare tutto” , la loro forza sta proprio sulla loro unicità: come loro ad oggi in Italia non c’è nessuno.

In conclusione, ci sembrava corretto riportare le parole di uno degli scritti più interessanti dell’era moderna, La Costituzione della Repubblica Italiana.

Art 1: L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. La sovranita`appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Cerchiamo di non ricordalo solo il 1 giorno di maggio.

Seguirà a breve un video-reportage della serata

Annunci

Rispondi