Noi di Hai sentito che musica abbiamo avuto la fortuna di conoscere Davide Moreno per fare quattro chiacchiere insieme sul suo percorso artistico. Vi lasciamo alle sue parole, buona lettura!

Noi di Hai sentito che musica amiamo i cantautori, in merito a questo, cosa ti spinge scrivere?

Scrivo da quando avevo 10 anni, non dico che scrivo (scrivevo) delle canzoni fantastiche, ma mi sono messo in gioco appena ho imparato i primi due accordi..e non so il vero motivo! Forse una necessità, l’esigenza di esprimermi in un modo MIO e soltanto MIO, soprattutto per suscitare emozioni E’ la cosa che amo di piùdi quello che faccio sapere che grazie ad una mia canzone ho fatto emozionare e riflettere qualcuno. Non servono grandi composizionia volte, forse solo la melodia e le parole giuste.

Hai mai pensato un giorno di poter fare anche l’autore? Se si, sognando in grande, a chi ti piacerebbe donare un tuo pezzo?

In realtà fare l’autore è il mio sogno nel cassetto! Cantare le mie canzoniè certo importante, a non ho mia creduto fortemente nella mia voce. Vorrei invece che le mie canzoni fossero più ascoltate, in modo da far “emozionare” sempre più persone. Quindi, sognando in grande, mi piacerebbe donarle a grandi interpreti…magari come Mengoni, Amoroso, Noemi, Tiziano Ferro, Francesca Michelin, Samuel… e tanti altri!

Cosa ascolta Davide Moreno?

Davide Moreno ascolta un botto di roba! Dal genere più commerciale a quello più complesso, alcuni nomi: John Mayer, Cremonini, Ghemon, Mecna, Subsonica, Francesca Michelin, Flavio Secchi, Sikitikis, Niccolò Fabi, Ed Sheeran, Galeffi, Gazzelle, Ermal Meta, Elisa… insomma, troppi!

Hai partecipato ad “Area Sanremo”, raccontaci un po’ di questa epserienza e se la ritieni positiva per la tua crescita artistica.

Area Sanremo è stata una bella esperienza formativa. Ho superato le selezioni regionali e sono arrivato alle semifinali a Sanremo. Due giorni di stage molto molto interessanti, e la mia esibizione per la giuria. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto crescere, conoscere tanta bella gente, imparare cose nuove…ma soprattutto mi ha fatto rendere conto che di artisti in Italia ce ne sono davvero tanti, anche che valgono, sicuramente anche più di me! Quindi è stata stimolante al fine di migliorare tanto, e chissà magari una mia canzone verrà cantata proprio su quel palco dell’Ariston!

Raccontaci del tuo album “Cantastorie”

Cantastorie è composto da 9 brani che ho scritto dai 15 ai 17 anni, frutto di quei cosidetti “viaggi mentali” così cari ad un adolescente, le storie che quotidianamente costruivo mentalmente e hanno trovato vita con la mia chitarra, come un menestrello (da qui il nome Cantastorie) che canta le sue storie con il suo amato strumento. Quindi raramente scrivevo proprio di me, ma di fatti che sentivo, di situazioni che costruivano la mia giovanissima quotidianità. Ora che sono un po’ cresciuto la storia è diversa parlo più di me e delle mie cose, anche se lo trovo più difficile…ma più soddisfacente!

Cosa ti auguri per il futuro?

Ora sono studente in scienze dell’educazione e della formazione all’università di Cagliari. Questo perchè la musica con il mondo dell’educazione vanno molto d’accordo. Non ho mai avuto infatti la pretesa di buttarmi nel mondo della musica con la sicurezza di avere successo, e di portarmi a casa il pane. La musica è colonna portante della mia vita, ma non posso essere sicuro che un giorno possa darmi da mangiare, la stabilità che desidero per avere, magari, una famiglia! Per questo voglio laurearmi per avere una sicurezza in più! Intanto continuo a scrivere, con la speranza che a qualcuno piaccia la mia musica e possa darmi una possibilità.

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