Scritto da Benedetta Liguori

Oggi vi parlo di un’artista, Effenberg. In realtà sarà lui a parlare, a raccontarsi, ma prima, voglio scrivere due righe. Qualche giorno fa ero in camera con le cuffie e il mio laptop (come al solito). Stavo ascoltando i 12 artisti del 1 maggio next, finchè non mi imbatto in lui. Apro spotify e inizio ad ascoltare l’album Elefanti per cena. Non amo descrivere i momenti in cui ascolto nuovi lavori, per me è come entrare in un mondo nuovo e sconosciuto per la durata di qualche canzone, ma, stavolta voglio farlo. Sarà che ne avevo bisogno, sarà che in quell’album ha descritto senza volere un periodo particolare della mia vita, ma ho pianto. Non so come descrivere quelle lacrime, o meglio si, direi che sono lacrime di emozione, la musica smuove ricordi e pezzi di anima che pensavi non esistessero più. Da quel giorno sto ascoltando questo album in loop, e non riesco a stancarmi. Il suo sound ricercato, un pizzico di indie (che a me piace un casino) e soprattutto sincerità. La prima cosa che emerge infatti è la sincerità con lui l’autore ha scritto.Bando le ciance e andiamo avanti, ho avuto il piacere di fargli un paio di domande, ora a raccontarsi è lui:

Com’è nato il tuo progetto?
Ufficialmente potremmo dire che tutto nasce in maniera più strutturata nel 2015. Nel senso che in quell’anno ho registrato un disco, “piazza affari chiude in calo” che poi ho volutamente lasciato ad invecchiare nel mio hard disk. Prima di quel periodo c’erano solo un po’ di canzoni, le suonavo ogni tanto con la chitarra ma era una cosa fine a se stessa, un modo per passare 5 minuti.
Cosa ascolti? Quali sono i tuoi artisti italiani preferiti?
Tanta musica italiana, però mi piace anche la nuova scena cantautoriale Brasiliana ( Cicero, Tulipa Ruiz, Rubel etc) e anche qualche artista americano (Joan As A Policewoman, Sufian Stevens)
In questo momento i miei artisti italiani preferiti sono: Giovanni Truppi, Riccardo Sinigallia, Bianco, Edda e Motta.

Parlami del tuo album ” Elefanti per cena” che è diventato la mia colonna sonora degli ultimi giorni Intanto mi fa piacere che sia diventata la tua colonna sonora, a questo punto mi piacerebbe rigirarti la domanda. Comunque che dire…”Elefanti Per Cena” è un disco prodotto e arrangiato in sala prove, le canzoni sono tutte frutto di esperienze personali, difficilmente riesco a raccontare storie che non abbia vissuto in prima persona.
Chi è la cantante che ti accompagna in “Badanti?” Com’è nata la collaborazione? Si chiama Ilaria Giannecchini, è una cantante jazz molto brava. La collaborazione è nata in maniera del tutto casuale. Avevamo registrato Le Badanti, eravamo in studio e Emmanuele (il bassista) ha avuto l’idea di inserire una voce femminile sul finale della canzone. Lo studio dove registriamo è all’interno di una scuola di musica, e al piano superiore c’era proprio Ilaria che stava studiando. Le abbiamo chiesto se le andava di registrare una voce. Si è messa al microfono e dopo dieci minuti abbiamo capito che il pezzo era finito e non c’era più da aggiungere altro.

Come mai hai inserito in “per ora non esco” un campionamento di una partita Napoli Roma? ( curiosità da tifosa del Napoli)

Quella canzone parla della domenica e dell’apatia che mi genera quel giorno. Di solito di sottofondo a crearmi ancora più ansia si sentono le voci dei telecronisti che escono dai televisori. Quando ho scritto il pezzo ero seduto sul divano a casa dei miei e c’era proprio Roma Napoli. Quindi mi sono alzato, ho avvicinato il telefono alla tele e ho registrato.

Hai avuto esperienze da autore? Se no, Ti piacerebbe?

Si, poco tempo fa ho partecipato ad una sessione di scrittura con un altro autore per conto di un agenzia di publishing con cui collaboro. Abbiamo scritto una canzone che potrebbe anche funzionare, peccato che abbiamo registrato la bozza del pezzo sulle note audio del mio cellulare che è caduto nel bagno di un bar e purtroppo non si accende più. Non l’ho ancora detto ai titolari dell’agenzia.

Sei eccitato all’idea che potresti suonare sul palco del primo maggio? Si, sicuramente, però la strada è ancora lunga e tortuosa. Vedremo come andrà a finire.

Un grazie di cuore a Effenberg per aver creato questo album, e per la gentilezza e la professionalità.

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