Gio Evan (all’anagrafe Giovanni Giancaspro) è un artista tra i più interessanti nel panorama cantautorale italiano. Ma Gio Evan non è solo questo. Poeta, scrittore, umorista e filosofo nel suo curriculum vanta poesie e romanzi per un totale di 6 scritti pubblicati tra versi e prosa.

Unico nella scrittura, vive la sua vita in un contatto estremo tra arte, natura e la sua anima, connubio che lo porta a donarci il suo talento. Le sue parole creano dei veri e propri quadri dando vita ad una nuova forma d’arte che non interpella solo l’udito.

Vi lasciamo alle nostre chiacchiere alla scoperta di questo artista assolutamente unico. Godetevele fino all’ultima parola.

Sei un artista poliedrico, hai scritto davvero di tutto: canzoni, poesie, libri. Dove prendi ispirazione per i tuoi testi?

La strappo dai piccoli dettagli della vita quotidiana. Non ho mai avuto maestri, però sono uno che sta molto attento, ai particolari soprattutto, al giro largo della vita.

Crei una forte empatia con il pubblico, basta venire ai tuoi live per accorgersene…

Si, diciamo che è facile quando sul palco non ci sono delle entità costruite. Noi non costruiamo dei personaggi, anzi siamo i primi a dire come ci sentiamo nel momento in cui siamo li. Quando si mette di fronte la parte più vulnerabile, difficilmente non ti predisponi al miracolo.

Tu vivi davvero la vita in modo artistico a 360°, quanto è coraggiosa una scelta di questo tipo?

Non lo so se si tratta di coraggio. Bisogna vedere le cose dalla prospettiva più alta possibile. Lo dico anche sul palco: ci insegnano a guardare a destra e a sinistra, ma non ci insegnano mai a guardare in alto prima di attraversarci. Se non guardi all’alto le cose non ti arriva la visione, l’epifania che la vita in realtà è un attimo. Un attimo eterno, perché ho davvero la consapevolezza e l’esperienza che la morte non esiste, ma bisogna non crogiolarsi su questo discorso di eternità.

E’ un pensiero molto importante…

Si, ma dobbiamo renderci responsabili che è fatta, è finita. Questo materiale di cui siamo fatti è già in degrado e quindi perché non vivere ad alta voce, perché non amare a caso, perché non espanderci, perché non fiorire. I fiori o le farfalle lo capiscono subito, ecco perché la loro vita è più breve perché danno il massimo. Subito. E chi da il massimo subito ha fatto. Noi abbiamo paura di dare questo massimo.

E’ difficile nella vita abbracciare questo pensiero, pensare che in fondo l’esistenza non è rimanere inquadrati in certi schemi ma è riuscire a guardare oltre…

Esatto, Vivere la vita è “l’azzardarsi” a prendere tutto. Avere la tenerezza di accettare che siamo ogni cosa. Spesso si sente dire “non dimenticare le radici”, ma mai nessuno che pone l’attenzione sui rami. La ramificazione è prendersi gli altri venti, gli altri cieli e riuscire ad inter-connettersi all’altra parte della foresta. Si fa davvero tanta attenzione a non dimenticare da dove veniamo, ma bisogna anche capire dove si vuole andare e dove si sta andando. E per fare questo servono i rami.

Si ha difficoltà nel farsi questa domanda forse perché scoprire cosa si vuole fa paura.

si, ma non è neanche colpa nostra, siamo stati educati a pensare così.

Parlando del tuo ultimo brano, Amazonia: cosa ti ha portato a discostarti dai tuoi brani precedenti avvicinandoti ad uno stile differente?

Amazonia sarà probabilmente il brano più allegro dell’album. C’è stato un momento nella mia vita in cui sono stato davvero felice, una gioia che non avevo mai provato. Mi sentivo felice di essere diverso, ma anche proprio artisticamente diverso. Non riesco ad approcciarmi bene con la scena, non riesco a fare amicizia con gente del settore. Sono immerso nei contadini, questo sono io. Io vivo in montagna, ho le capre, un bosco e lo vedo che cozzo con il sistema. Ma la bellezza in realtà è proprio questa: non fare la stessa storia, dare una luce e guardare il riflesso che la luna da sul mare da un’altra parte di costa. E sono stato contento di questa cosa per la prima volta. Da qui ho scritto Amazonia, che è molto nostalgica, ma anche molto felice.

Discografia:

  • Biglietto di solo ritorno (album)
  • Amazonia (singolo)
  • Scudo (singolo)
  • Himalaya Cocktail (singolo)
  • Più in alto (singolo)

Romanzi:

  • La bella maniera – Narcissus, 2014
  • Cento cuori dentro – Fabbri editori, 2019

In versi:

  • Teorema di un salto- StrettLib, 2015
  • Passa a sorprendermi – Miraggi edizioni, 2016
  • Capita a volte che ti penso sempre – Fabbri editori, 2017
  • Ormai tra noi è tutto infinito – Fabbri editori, 2018
Gio Evan

Annunci

Rispondi