Oggi, per la rubrica chiacchiere cantautorali, Guendalina Edvige si racconta rispondendo alle nostre domande. Buona lettura!

1 Innanzitutto, sono molto curiosa di sapere com’è nata la tua passione per la musica e non solo, anche per l’arte in generale, siccome mi hai detto di amare molto anche la danza

In realtà non c’è stato un evento in particolare che ha segnato l’inizio di questo percorso. Ho iniziato a ballare da piccola, e questo mi ha permesso di sfogarmi, di venire a contatto con la musica e poter usare il mio corpo come strumento creativo! L’unica cosa di cui sono certa, è che ho sempre avuto questo desiderio di creare. Anche il mio abbigliamento risente di questa forza estrosa che mi ha sempre caratterizzato! Per quanto riguarda la passione per la musica, penso sia nata dalle necessità di scrivere e in seguito di voler cantare ed esprimermi in questo modo.

2 Sei molto giovane ma si puó dire che hai alle spalle un bel percorso, tra cui anche la partecipazione ad “Officine Buone” che conosciamo e stimiamo molto , ci racconti la tua esperienza?

Si, ho partecipato due volte a Special Stage, è stato divertente e istruttivo! Venire a contatto con persone “fuori” dalla solita routine, mi ha messa alla prova, avevo paura di combinare guai, di fatti vorrei poter partecipare più spesso a questo tipo d’iniziative per poter imparare e conoscere da altre persone.

3 Quando e come è nata la tua attività da cantautrice? qual’è stato il primo pezzo che hai scritto e hai deciso di far sentire non solo ai “muri della tua camera?”

Ho iniziato a scrivere da piccola, in italiano e in inglese, scrivere le stupidaggini più assurde, come il voler andare su una decappottabile a 13 anni. Ho sempre voluto “fare” qualcosa di mio, di unico, e cercare di differenziarmi da gli altri. La prima canzone che ho pubblicato era un featuring con mio zio (24 anni), che ora è il mio produttore, in italiano. Aveva fatto il giro della scuola, avevo 14 anni. La mia prima canzone da solista invece è “Memories Kill Us”, con un video girato a caso con le mie amiche in centro a Milano (ovviamente non più in circolazione ahah). Ho iniziato scrivendo in inglese, perché mi sentivo più a mio agio ed ero guidata dal sogno di sfondare in America!

4 Parlaci di Ologramma, bellissima canzone dai richiami asiatici, come mai questa scelta? (che reputo vincente)

Ologramma è la prima canzone in italiano che ho pubblicato, e prima di promulgarla l’ho portata ad Area Sanremo, è stato una bella esperienza. Penso di aver affrontato un certo tema in bilico tra il superficiale e il personale. Ho passato un periodo in cui molte persone sono uscite dalla mia vita senza spiegazione, scomparendo e lasciandomi nell’ignoranza, per cui le paragono ad un ologramma. Una cosa a cui ho sempre ambito è il portare suoni e strumenti di altre culture nella mia musica, sono appassionata di arte giapponese per cui sono andata a documentarmi su diversi strumenti.

5 Le tue canzoni sono tutte autobiografiche o ti ispiri anche ad altre cose?

Credo che con Ologramma si sia chiuso un certo capitolo, un po’ confusionario (visto che sono passata dall’inglese all’italiano, dal genere cinematic a qualcosa di più pop), ho affrontato alcuni temi con le pinze, da lontano, cercando di mettere in gioco il mio punto di vista ma non avevo ancora una certa maturità. Attualmente sto lavorando ad un ep, alcune canzoni sono già registrate e le ho portate a diversi live, sono molto autobiografiche ma mescolate a storie inventate o ispirate a quadri. Mi piace molto osservare, sopratutto quando sono a lavoro o torno con la metro, e anche ogni giorno possono nascere nuove idee se si va oltre l’aspetto concreto. Spero di farvi sentire qualcosa presto!

6 Che tipo di musica ascolti e qual’è l’artista che stimi in particolare?

Banalmente ascolto di tutto, e cerco di ascoltare di tutto, va molto a periodi! Adoro la dream pop, lo psychedelic rock, l’indie-rock (i generi a cui m’ispiro), ma ascolto anche Jazz, cantautorato italiano, hip hop vecchio stile! Tra gli artisti big a cui m’ispiro ci sono Florence + the machine, Janis Joplin, Aretha Franklin, Lorde, Lady Gaga, David Bowie e la lista è lunga!

7 Cosa consiglieresti a tanti ragazzi che come te hanno questa passione?

Uno dei miei obbiettivi è quello di realizzare tour e poter coinvolgere artisti emergenti, non solo in ambito musicale, e ho sempre pensato di voler ispirare persone come me che non hanno disponibilità economiche, conoscenze o supporto da parte della famiglia.
Nonostante il mio percorso sembri “piccolo” per tanti, io ne sono molto contenta, perché mi sono sempre data da fare da sola, mi sono buttata dentro e poi non ho guardato nessuno. Quello che mi ha guidata (nonostante tutte le critiche, il poco supporto, la concorrenza) è sempre stato il motto “se credi lo puoi ottenere”, ed effettivamente se avessi mollato all’inizio non avrei mai dato a me stessa l’occasione di dimostrarmi il contrario. Quello che vorrei dire è di non lasciarsi influenzare negativamente, pesate bene prima le parole, e le opportunità dovete cercarvele da soli (le potete trovare ve lo assicuro), dovete anche sacrificare qualcosa se è quello che amate fare.

Annunci

Rispondi