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Pensieri e ricordi sparsi – Il Mare

Tempo di Lettura: 2 minuti La storia di oggi parla di mare e di ricordi, un modo per esorcizzare l’ansia di un’altra giornata uguale nel millesimo giorno di quarantena.

Al millesimo giorno di quarantena la mente inizia a vacillare, i pensieri vagano senza sosta, almeno loro possono uscire dagli schemi. La storia di oggi parla del mare. Non si tratta di una vera e propria storia, ma di pensieri nati l’ennesima mattinata uguale osservando dalla finestra lo stesso scenario di sempre. Lasciatevi trasportare anche voi dai pensieri dopo aver letto questa storia. Pensate a cose su cui non riuscite mai a focalizzarvi durante le giornate normali, sempre piene di cose da fare. Questo è il momento giusto per ricordarvi di episodi che avete chiuso a chiave nel vostro cuore nella scatola “da aprire un casi di emergenza”.

Il mare e la libertà

Il mare

È in giorni come questi che la mancanza del mare si fa ancor più viva nel mio cuore. Ad esserci però c’è sempre, spesso nascosta in un sorriso o in una ruga d’espressione. Del resto si sa che quelle vengono per il sole, e io non ho mai avuto paura di espormi ai suoi caldi e roventi raggi. Non sono una di quelle che riesce a stare su una sedia a sdraio per tutta la giornata a leggere o a perfezionare l’abbronzatura, ma sono una che il sole lo vive con l’avventura. Iperattiva anche l’estate, passo la giornata a far diventare i miei polpastrelli squamosi e a muovermi al ritmo delle onde. È in momenti così che riaffiorano nella mia mente ricordi di veleggiate con mio padre, quando l’unica cosa che ci distanziava dall’acqua erano due scafi uniti alla buona. Il catamarano è la cosa che forse mio padre ha amato di più nella sua vita oltre me, entrambi siamo suoi frutti anche se in maniera diversa. Da quando ha deciso di venderlo per una barca più grande non è più lo stesso, lo so io e lo sa anche lui. Nonostante faccia finta di essere felice con Batalú, io lo so che non fa altro che pensare al piccolo catamarano a remi e alle domeniche d’inverno passate in spiaggia a rimediare ai guai che il mare aveva fatto. Ricordo benissimo quando al tramonto io e mio padre navigavamo verso l’infinito con quei due piccoli scafi e un po’ di incoscienza. Alcuni dei momenti più belli della mia vita sono riconducibili a quelle veleggiate, a quando era il mare a decidere la tua direzione a seconda del movimento delle onde.

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Tag: Ultima modifica: 16 Marzo 2020
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