La voglia di costruire qualcosa che conti davvero: Arezzo wave – Sud Wave e i suoi incontri.

Se dovessi descrivere in una sola parola l’esperienza del SudWave- Arezzo Wave probabilmente userei la parola “condivisione“. 

E’ stata un po’ questa tutta l’essenza di queste due giornate ad Arezzo: la possibilità di poter condividere esperienze con persone che avevano vissuto qualcosa di differente da noi.

L’incontro con Massimo Bonelli, Stefano Lazzari e Fabio Zaffagnini è stato sicuramente un ottimo modo per iniziare la nostra esperienza al Sud Wave. Tutti e tre hanno portato la loro testimonianza su quello che è il loro lavoro e il loro modo di svolgerlo. Si è parlato dei loro progetti: Il Primo Maggio per Massimo, l’Umbria jazz per Stefano e Rockin1000 per Fabio. 

Il primo a prendere il microfono è Stefano Lazzari. La sua peculiarità è il suo credere fortemente nell’Umbria jazz come progetto a 360°. La passione per questo progetto trapelano ogni minuto del suo racconto, Stefano  è parte integrante dell’Umbriajazz (ricordiamo che riveste il ruolo di direttore di produzione per il festival) e crede fortemente in questo evento. I risultati si vedono: l’Umbra jazz ormai è un’esperienza non più solo legata al periodo estivo, ma anche a quello invernale con diverse iniziative in giro per l’Umbria. 

Massimo Bonelli segue il discorso di Stefano parlando di quella che è l’organizzazione del Primo Maggio anche a livello di scelte musicali. Il concertone di piazza San Giovanni si è aperto negli ultimi anni ad ospitare quel tipo di musica difficilmente passata dalle radio ma molto ascoltata dai giovani, la cosidetta “musica indie”. Personalità come Motta, I Canova, Brunori Sas sono ormai nello scenario musicale italiano e sarebbe sciocco ignorarle. Massimo Bonelli ha capito l’essenza del cambiamento musicale che sta avvenendo in Italia in questi anni e ne è diventato portavoce aprendo il Primo Maggio anche ad artisti totalmente emergenti con il contest 1MNEXT (vinto quest’anno da La Municipal, vecchi amici anche del nostro blog!).

Ultimo a portare sul palco il proprio progetto è stato Fabio Zaffagnini. Che dire di Fabio, vedere la sua passione nel parlare del rockin1000 ci ha ricordato un po’ la nostra passione per il lavoro che facciamo. Un’impresa quasi impossibile quella che si era prefissata Fabio: far suonare i Foo Fighters a Cesena. Ma come affermava Demostene “spesso grandi imprese derivano da piccole opportunità” e quello che doveva essere solo un “gioco tra amici” si è trasformato nella creazione della rockband più grande al mondo. 1000 musicisti si sono ritrovati a Cesena per suonare tutti insieme  sulle note di Learn to fly dei FooFighters creando un momento di pura emozione. Mai avevamo visto qualcosa di questo tipo. Ora il rockin1000 è in espansione: concerti, album e nuove sfide per un progetto ambizioso e praticamente impossibile da realizzare sulla carta. Ma si sa che impossibile è solo una parola che Fabio e la sua squadra hanno deliberatamente scelto di ignorare.

Dai primi incontri si passa alle conferenze del pomeriggio. Toccante il momento del ricordo su Toni Soddu: la commozione e l’affetto che si percepivano in sala arrivavano al cuore di chi era seduto. Sono cadute le barriere tra il palco e il pubblico che è diventato a sua volta amico di Toni attraverso i racconti di chi gli ha voluto bene a livello umano e professionale. Testimonianza di quanto umiltà e professionalità vengano sempre premiati. 

Build a band è stata l’ultima conferenza della giornata prima dell’intervista con Ermal Meta presieduta da Drigo de I Negrita. Gli ospiti per quest’ultimo incontro sono stati: Bernard Batzen, Allan McGowan, Alessandro Ceccarelli e Valerio Soave. Si parla di Tour all’estero, gestione degli artisti, proposte di emergenti ed ognuno dei presenti porta un pezzetto del proprio modo di svolgere questo mestiere. Che è poi il mestiere della musica.

Non si può non menzionare la simpatia di Allan McGowan che non si sottrae a creare più di un sipario divertente per mantenere sempre alta l’attenzione del suo pubblico.

Valerio Soave è sicuramente uno dei protagonisti non solo della conferenza, ma anche degli ultimi anni a livello musicale. La Mescal fa musica da oltre 20 anni, ma è proprio negli ultimi anni che sta acquisendo sempre più consensi anche dal grande pubblico. Sarà proprio quest’ultimo a parlare dei suoi due artisti emergenti presentati a Sanremo con la sua casa discografica, la Mescal. Si tratta di Andrea Vigentini e Pierfrancesco Cordio, conosciuti entrambi dai più durante il tour di Ermal Meta.  L’esperimento di Soave è sicuramente uno dei più riusciti negli ultimi anni: avere tra le mani un talento ed essere assolutamente in grado di tirarne fuori i lati migliori lasciando che l’artista rimanga quello che è non è cosa semplice. E non intende fermarsi Soave: afferma che per il giovane artista italo-albanese è stata già firmata una data in Canada per la primavera-estate 2019 e lascia intendere la possibilità di sbarcare nel mercato spagnolo (vogliamo rassicurare le lettrici: non c’è ancora una versione di Vietato Morire in spagnolo!). 

Abbiamo iniziato l’articolo con la parola “condividere“, vogliamo concluderlo con la parola “costruire“. Il verbo costruire è alla base di tutte le storie di cui siamo venute a conoscenza. Credere in un progetto significa lavorare sodo per poterlo rendere reale, significa costruire mattone su mattone le fondamenta per poter raggiungere il proprio obiettivo.

In un momento della società in cui lo slogan potrebbe essere “tutto e subito”, avere testimonianze come quelle riportate all’Arezzo Wave ci ricordano che solo lavorando sodo si raggiungono i propri obiettivi e questo noi speriamo di non dimenticarlo mai. 

Ringraziamo l’organizzazione dell Sudwave-ArezzoWave per l’opportunità dataci. Momenti di condivisione come questo dovrebbero essere replicati più spesso. Un grazie particolare a Mauro Valenti, sei stato un perfetto maestro d’orchestra. 

https://www.rockin1000.com/it/

https://www.primomaggio.net/

http://www.umbriajazz.com/

https://www.sudwave.com/

 

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