Luca Bussoletti

Luca Bussoletti, noto cantautore, ci racconta della sua recente pubblicazione di una raccolta di racconti Microcinici, strane storie di intercettazioni lontane.

Noi siamo abtuati a vederti nelle vesti di cantautore, musicista. Com’è nato il tuo approccio alla scrittura non più legata solo alla musica?

In realtà io nasco come autore di libri, di narrativa ma non l’ho mai detto alla gente, le persone mi conoscono come cantautore ma io mi conosco come scrittore. Ho impiegato tanto tempo ad esordire perchè questa è una cosa alla quale io tengo moltissimo, e adesso penso sia arrivato il momento.

Il tuo “debutto” come scrittore è stata una cosa decisa precedentemente, oppure hai deciso di tramutare alcune canzoni che hai nel cassetto in racconti?

Alcuni racconti sono canzoni che avevo nel cassetto, altri spunti di facebook, altri ancora invece sono nati come veri e propri racconti. É stato un casino come spesso la mia vita creativa, e devo dare merito a Luigi Politano, che è l’editore del libro che mi ha corteggiato veramente come una donna dell 800′ per un po’ di tempo, perchè avevo molte paure, non legate a lui o alla casa editrice, ma al mondo editoriale in generale, però lui è riuscito a convincermi e sono contento.

In che modo hai deciso di rendere tutti questi stimoli creativi un libro?

Io non volevo esordire con un romanzo. Nonostante io ne abbia quasi finito uno e magari forzando i tempi avrei potuto finirlo, però è un po’ come buttarsi in acqua di colpo, e io ho preferito mettere prima un “piedino”.

Quindi hai provato con dei racconti

Si, e se vogliamo usare la metafora del corteggiamento, mi ha portato a cena. Inoltre vedo che la raccolta di racconti sta andando molto bene come tipologia di libro perchè vanno sempre tutti di fretta.

Oltre l’ultimo racconto del libro, che è stato scritto appositamente per far parte di esso, ce ne sono altri’

Ho riscritto tutto per il libro perchè magari ho rivisto e modificato alcune cose, però diciamo che circa la metà è stata finita per il libro mentre la parte restante fa parte delle molliche del mio cassetto

Come mai questo titolo così particolare?

Perchè secondo me sintetizzava bene micro perchè sono molto brevi, e cinici perchè seppur tutti i racconti siano molto variegati, e sembrava non esserci un filo conduttore, il mio editore lo ha trovato, perchè c’è un cinismo giusto o sbagliato in tutti i racconti. Così è nato Micro-cinici, anche perchè a me i giochi di parole piacciono.

Il cinismo come filo conduttore è stata una cosa riflettuta, oppure ti sei accorto dopo della sua esistenza?

Me ne sono accorto dopo, e temo sia semplicemente lo specchio del mondo in cui viviamo, a me non piace il cinismo ma ne sono immerso.

Come hai scelto l’ordine dei racconti?

Non credo sia casuale ma non l’ho scelto io, a sceglierlo è stato il mio editore proprio perchè io non ero in grado di fare questa scelta

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