Io inizierei a parlarvi del concerto a cui ho partecipato il 27 novembre, come uno dei concerti più sorprendenti che io abbia mai visto, ma del resto, cosa ci si può aspettare da un’artista poliedrico come Motta? Solo lui infatti poteva avere l’idea geniale di portare in 4 speciali date Les filles de illighadad, tre musiciste Nigeriane  che prendono il proprio nome dal loro villagio di origine.

Tre musiciste di un villagio del Niger da cui prendono il nome, una chitarra, il deserto e il tende, uno strumento a percussione in pelle di pecora. Una serie di date europee divise tra Motta e Acid Arab, concentrate in poco tempo per via del visto. Les Filles De Illighadad aprono il live in un turbine di percussioni, chitarre e nenie, probabilmente molto più simile a come viene pensata la musica in posti che non sono questo rispetto alla declinazione decisamente più occidentale, ad esempio, di Bombino.

Il concerto è scandito in tre tempi: una prima parte, che vede protagoniste le musiciste africane; la seconda parte, in cui sarà sul palco Francesco Motta con i suoi brillanti musicisti riproponendo brani del nuovo e vecchio album alcuni completamente riarrangiati e la terza parte, la più soprendente.

Su questa vorremmo soffermarci un pochino di più, poichè, se già nelle precedenti avevamo assistito ad un qualcosa di unico, vedere entrare Les Filles De Illighadad con chitarre elettriche e iniziare a suonare le canzoni di Francesco Motta (prima tra tutto Ed è quasi come essere felice) è stato, a dir poco, sbalorditivo.

Tutta la sala Sinopoli ballava ad un ritmo di musica incalzante mentre sul palco si svolgeva un incrocio di culture che dava un risultato davvero unico nel suo genere. Se Francesco Motta si è innamorato di 4 donne fantastiche, come lui stesso a più volte ripetuto durante il concerto con un’emozione visibile nella voce e nei movimenti, noi siamo rimaste assolutamente rapite da un progetto che davvero porta qualcosa di nuovo all’occhio dello spettatore.

Un commento finale: Speriamo in qualche nuova data in modo che un pubblico sempre maggiore possa godere di un concerto unico nel suo genere.

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