Marco Ligabue ci racconta delle sue esperienze e della sua musica con tutto l’entusiasmo che lo contraddistingue. Partendo dal suo ultimo singolo, Altalena , ci racconta del suo tour e della sue esperienza a All together now che lo ha visto protagonista la scorsa primavera su canale 5.

Un artista con la A maiuscola tutto da scoprire. Vi lasciamo alle nostre chiacchiere con Marco Ligabue.

Il tuo ultimo brano, Altalena, parla di una storia d’amore. Com’è nata?

L’altalena parla di un amore finito, di quando ti rendi conto che la vita è un’altalena di emozioni. Mi è venuta questa immagine di quando sei bambino e sei spinto verso il futuro, verso qualcosa di nuovo e cose belle. Poi però l’altalena ti porta indietro. Perché la vita è così e devi anche fare i conti con dei dolori come una storia finita. La vita è proprio come un’altalena che ti fa tornare indietro.

Per quel che riguarda l’arrangiamento hai avuto qualche particolare ispirazione?

Per quanto riguarda l’arrangiamento ho voluto dargli un taglio alla Mumford & Sons, una band che mi piace molto.

Anche se tratta di un amore finito, il brano rimane molto positivo.

Si, nella musica voglio sempre dare un messaggio positivo, anche se succede qualcosa di brutto che ti ferisce nel profondo, come lasciarsi con una ragazza con cui si è stati per anni. Bisogna sempre andare avanti, anche ricominciando dalle piccole cose o dalla volontà di recuperare un rapporto che possa essere di amicizia dopo la fine di una relazione. Ho cercato di farlo sia attraverso il testo che con la musica che è bella energica.

Marco Ligabue

Parlaci del live che porti in giro per l’Italia: Sarà Bellissimo.

E’ da qualche anno che porto nelle piazze un viaggio nella musica italiana. Sono una decina di canzoni mie e alcune canzoni di cantautori italiani. Vengono tutte suonate in chiave molto energica. La cosa più bella è proprio vedere le persone che passano dove suono senza aspettative e alla fine sono tutti a cantare sotto palco. E’ davvero bello.

Quindi il nome del tour Sarà Bellissimo è proprio perché rappresenta lo spettacolo che porti nelle piazze

Sarà Bellissimo è proprio un augurio, della serie venite a vedermi che vi garantisco che sarà bellissimo!

Senti tu hai fatto tantissimo tra album, inediti di tutto. Com’è cambiata la tua scrittura e il tuo modo di vedere la musica?

Guarda io sono partito come cantautore, e ho tirato fuori subito 3 album nei primi 4-5 anni perché volevo far vedere e sentire cosa avevo da dire. Poi, nell’ultimo anno e mezzo, sono andato seguendo questa tendenza di far uscire la propria musica per singoli. Ormai la gente ascolta la musica ovunque, con telefonino, in macchina, semplicemente creandosi la propria playlist. Quindi ho deciso di seguire quest’onda. Poiché nel 2020 farò 50 anni, cercherò magari di raccogliere tutto il materiale realizzato in questi anni.

Tu eri uno dei 100 giudici del muro di All together now: come racconti questa esperienza?

All together now mi ha lasciato tanto. Sicuramente perché era la prima volta che ero parte di uno spettacolo e non ero in tv come intervistato. La cosa che mi ha colpito di più è stata l’unione di noi 100 giudici. Probabilmente perché eravamo tutti uniti dalla musica poiché c’erano musicisti, dj, vocale coach davvero di tutto. Continuiamo ancora a sentirci.

E per i ragazzi è stata una vetrina importante secondo te?

All together now ha dato davvero tanto spazio ai concorrenti, cosa che non si trova sempre nei talent. Secondo me poi la musica più che di giudizi è fatta da un flusso emotivo che o arrivo o non arriva, ed è giusto dare spazio a chi la realizza. Anche i ragazzi che sono arrivati tra i primi classificati si stanno togliendo le prime soddisfazioni, facendo concerti e portando in giro la loro musica. Sicuramente la comparsa televisiva da un’accelerata, ma non è la risoluzione di una carriera, a quello poi devi pensarci tu con il tuo percorso, i tuoi brani e la tua musica.

Marco Ligabue

Marco Ligabue- Altalena
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