Mika - Revelation tour. Credit by: Hai sentito che musica

Mika e il suo concerto a Roma. La sintesi di tutto ciò che è bellezza

Si sta svolgendo in questi giorni la tournée italiana di Mika, che torna a calcare i palcoscenici con concerti che coprono tutta la nostra penisola dopo l’uscita del suo ultimo album: My Name is Michael Holbrook.

Quattro anni di pausa dividono Mika dal suo ultimo album, No Place in Heaven, che lo consacrava ancora di più in un’Italia che già aveva dimostrato di amarlo durante tutto il suo percorso ad X-Factor, programma che lo ha fatto conoscere al grande pubblico.

Si riparte con un nuovo percorso, un nuovo album da far conoscere e anche un nuovo Mika. La scenografia del Revelation tour risulta essere più scarna rispetto a quella del precedente tour, ed è perfettamente in linea con il Mika di adesso. Nessun cambio di abito per il cantante, se non per le ultime canzoni per le quali indossa un completo azzurro. Perfetto nella sua elegante semplicità, non servono orpelli. Lui è Michael Holbrook e non ha timore di mostrarlo.

Mika – Revelation tour. Credit by: Hai sentito che musica

Inizia il concerto con un monologo sul Big Bang, l’origine del mondo e la sua origine. L’immagine dei suoi genitori farà parte della scenografia per tutta la durata del concerto. Sembrano guardargli le spalle per tutto il tempo, lo accompagnano in questo nuovo cammino.

La struttura del concerto è molto semplice: 7 i colori dell’arcobaleno, 7 le parti in cui è diviso il concerto. Ognuna è aperta da un breve monologo del cantante che, in un italiano perfetto, descrive il sentimento e le emozioni legate al colore specifico. Da li si alternano canzoni in linea con il sentimento espresso dal musicista. Le canzoni fanno parte dell’arcobaleno di colori di Mika, I colori fanno parte del mondo che Mika vuole trasmettere al pubblico.

Inizia tutto con Tiny Love, toccante ascoltare “My name is Michael Holbrook I was born in 1983” cantanta da Mika, molto apprezzato il tributo ai Queen all’interno della canzone. Freddie Mercury ne sarebbe stato sicuramente orgoglioso.

Il susseguirsi di vecchi successi e nuovi brani riesce a rendere partecipe tutto il pubblico che segue Mika nel suo racconto. Passando da momenti più intimi (Underwater e Paloma solo per citarne due) a momenti dove è impossibile rimanere seduti (Relax, Lollipop, Elle me dit) il concerto scorre ad una velocità incredibile senza mai creare attimi di stasi.

Impossibile non citare il momento in cui il cantante si butta letteralmente nel parterre per ballare con il suo pubblico che non aspettava altro che festeggiare con lui il suo ritorno. E’ un momento di convivialità molto intenso.

Mika – Revelation tour. Credit by: Hai sentito che musica

La cosa che maggiormente salta all’occhio però è una: Mika è decisamente cambiato, il nome dell’album rispecchia quello che lui realmente è ora, Michael Holbrook Penniman Junior. Il cambiamento è una parte fondamentale nella crescita di ognuno di noi, ma la bellezza del musicista libanese è la sua incontenibile voglia di vivere che trasmette con una gioia sconfinata di essere proprio lì, su quel palco.

Mika continua a professare i valori che lo hanno da sempre contraddistinto, abbracciare la diversità, farla propria e renderla un punto di forza; l’unicità della persona messa in primo piano rispetto a tutti gli altri aspetti, la realizzazione che passa solo attraverso l’accettazione di sé stessi. Tutto si concretizza nella ricerca del bello, dove il bello siamo noi. Tutti noi.

Mika è come dovrebbe essere l’Europa: aperta, vibrante e proficua di opportunità per tutto il suo popolo. In un momento così grigio e difficile per tutti noi, i colori di Mika ci ricordano che è possibile scegliere una strada migliore. Una strada fatta di amore, senza pregiudizi o barriere. Dobbiamo fare in modo di non scordarlo mai.

Stay High 😉

Mika al Palalottomatica
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