Written by 16:49 Chiacchiere cantautorali • One Comment

Chiacchierata con la Rua al Primo Maggio

La redazione

Dopo l’apertura del Concertone, i La Rua ci hanno concesso due battute sulla giornata:

Questa è la vostra terza partecipazione al Primo Maggio, quest’anno avete aperto, una grossa responsabilità, qual’è stata l’emozione che avete provato?

L’emozione è stata forte, è la terza volta ma è come se fosse la prima, il pubblico poi è sempre pronto a mangiarti vivo oppure ad essere al tuo servizio e quindi noi lo abbiamo messo al nostro servizio (risata)

Noi vi abbiamo seguito durante il Sanremo world tour, abbiamo partecipato alla vostra prima tappa qui a Roma, quanto è stata importante questa esperienza per voi?

Abbiamo girato tutto il mondo, è stata una cosa anche folle e siamo stati davvero felici di aver potuto partecipare, anche se i dusi orari ci hanno ucciso e ci siamo trovati a suonare difronte a persone a Tokio piuttosto che Sidney, i posti sono stati tutti sold out quindi è stata una vera bomba nucleare.

Com’è stata la reattività da parte del pubblico estero rispetto ad una band italiana?

La reattività è stata molta, le persone sono disposte ad ascoltare musica italiana, siamo noi che spesso abbiamo paura e pensiamo di non essere abbastanza per loro.

Una domanda più social, in un momento in cui il lavoro in Italia è difficoltoso per i giovani, quanto è importante un palco del genere per poter trattare un’argomento del genere?

Quel palco è un grande esempio di persone che se lo sono inventate un lavoro, perchè la creatività porta ad inventartelo, quindi in un certo senso i giovani dovrebbero avere il coraggio di andarselo a trovare un lavoro, senza aspettare che arrivi da sé, non siamo più negli anni Ottanta, il lavoro non arriva, dobbiamo inventarcelo.

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Tag:, , , Ultima modifica: 10 Luglio 2019
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