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Chiacchiere cantautorali: Giogia Bazzanti e il suo album “non eri prevista”

Tempo di Lettura: 2 minuti Chiacchiere cantautorali con Giorgia Bazzanti, una giovane artista che l’11 novembre ha pubblicato “Non eri prevista” Scopri di più sulla sua musica!

La protagonista delle chiacchiere cantautorali di oggi è una grande artista, Giorgia Bazzanti. Il suo nuovo album, uscito l’11 novembre è un prodotto molto valido, e per questo motivo abbiamo deciso di farle qualche domanda.

L’Intervista

“Non eri prevista” è uscito da pochi giorni, parlami di questo album e del motivo per cui hai deciso di intitolarlo come un brano al suo interno, è per caso quello che ha “aperto” il lavoro?

Non eri prevista” è il mio nuovo album prodotto dalla psr factory, l’etichetta discografica di Guido Guglielminetti (bassista, band leader e produttore di De Gregori) con cui collaboro da circa due anni. Un disco che mi vede sia come cantautrice sia come interprete, che contiene brani con cui ho già vinto dei premi ed ulteriori “preziose” collaborazioni.
Dieci tracce che racchiudono un concetto di femminilità che si esprime in varie forme, con coraggio e libertà, nel rispetto delle identità, e che ci svincola da ogni pregiudizio e luogo comune.
“Non eri prevista” mi ricorda una delle giornate più emozionanti passate in studio ed è il brano con cui ho vinto il Premio Seconda Classificata al premio Valentina Giovagnini, il Premio della Critica e il Premio Terza Classificata al Pop Rock Music Fest.
L’inatteso può capitare a chiunque ed esso ci libera appunto da ogni giudizio: un tema dunque che ben suggerisce quello centrale dell’album.

All’interno del disco hai inserito anche un brano in dialetto. Cosa pensi riguardo all’importanza di mantenere vivi questi linguaggi che per alcuni potrebbero sembrare antichi, anche poco educati, ma in realtà sono alla base della nostra cultura?

Il dialetto è un bene prezioso (linguistico, storico e culturale), è puro e contaminato allo stesso tempo, caratterizza la nostra storia. Ed è importante che in certi contesti possa sopravvivere. “Famme giocà” in questo modo appare ancora più vera, spontanea e sincera.

Oltre al brano in dialetto, un’altra particolarità è la cover di “Viaggiatori d’occidente” di Ivano Fossati, come mai la scelta di questo brano?

Questi due anni sono stati pieni di viaggi e il tema del viaggio si collega con quello dell’album e con la conoscenza dell’altro e di noi stessi; solo aprendo i nostri orizzonti possiamo realmente liberarci di tutti i nostri pregiudizi. Ma, soprattutto, perché ero in studio con gli stessi musicisti che la suonarono al tempo con Ivano Fossati: Guido Guglielminetti, Elio Rivagli, Fabrizio Barale.

Cosa vorresti comunicare a chi ascolta i tuoi brani?

La musica per me ha da sempre una funzione catartica e mi fa scoprire altri mondi. Ed è quello che spero anche io di suscitare con i miei brani.

A pochi giorni dall’uscita dell’album, a cosa stai lavorando adesso?

Mi sto preparando ad una presentazione, a qualche data in cui far ascoltare i miei brani in versione acustica, essendo un’amante soprattutto dei posti intimi e raccolti. In questo momento cerco di assaporare ogni passo!

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Tag:, , Ultima modifica: 24 Novembre 2019
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