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Chiacchiere cantautorali: La Gabbia

Esce oggi Madre Nostra, il nuovo album dei La Gabbia. Violenza è l’ultimo singolo estratto da questo lavoro ricco di significati. Scopri con noi di più sui brani di “Madre Nostra” e su questa super band!

Partiamo subito da “Madre Nostra”, il disco si apre con ” Ilaria”, una canzone che mi ha colpito molto, come nasce e come mai la decisione di metterla come prima traccia dell’album?

“Ilaria” è l’immagine estremamente distorta che apre la strada all’analisi affrontata nel disco di questa “Madre nostra”, ossia l’umanità. “Ilaria” è l’icona della controversia e della complessità umana e proprio per questo è la prima cosa che sentirete: in ogni persona convivono il male e il bene e un numero infinito di sfaccettature che derivano da questi due poli opposti. Il disco procede poi con l’acquisizione, una alla volta, di varie consapevolezze del nostro “essere umani”.
Diciamo che “Ilaria” serve a porsi il problema, è un “casus belli”.
La canzone è stata ispirata da un mix di esperienze personali. All’inizio Andrea (il nostro bassista) è arrivato con il cuore pulsante concettuale del brano in mano “Ti piace essere usata, Ilaria, tu ami essere odiata, Ilaria” e un’idea generale già quasi definitiva dell’armonia. Poi è arrivata la frase della chitarra di Francesco e a quel punto Michele ha scritto tutto il resto del testo e ideato la melodia della voce dall’inizio alla fine. La fusione è stata amore al primo ascolto.

Un altro brano che mi ha colpito è ” la luna e i falò”, intitolata come un grande libro di Cesare Pavese, ha qualcosa a che fare con quest’opera?

Non solo “La luna e i falò” ha a che fare con l’omonimo libro ma è proprio un omaggio dichiarato a uno dei poeti e scrittori italiani che più amiamo. Il brano è nato jammando in sala prove con Michele che leggeva il libro sopra la struttura del brano che lentamente prendeva forma. Ha avuto una gestazione lunghissima questa canzone, ci teniamo tantissimo sin dal principio. Il testo è un misto di frasi prese dal libro e di frasi scritte da Michele. Speriamo che Pavese non si rivolti nella tomba.
L’immensa mole di emozioni scaturite dal libro le abbiamo convertite in una canzone che canta di sogni, nostalgia, terra, radici e uguaglianza. Abbiamo tutti tanto bisogno di tutto questo. Oggi più che mai.

Come mai la scelta di intitolare l’album “Madre Nostra?”

Viene dal testo del secondo singolo “Violenza”. A livello evocativo la sentivamo come la cosa più azzeccata al fine di racchiudere il senso del nostro lavoro di ricerca e del concetto di “umanità”. “Madre nostra” è la natura umana in tutta la sua complessità, ci sta dentro tutta la luce e il buio che possiamo donare come uomini e come donne.
Questo disco combatte il bisogno disperato (legittimo ma, secondo noi, sbagliato) di rinnegare ciò che siamo, nella nostra interezza. Dobbiamo invece aver voglia di fare luce sui punti ciechi, scavare, esplorarci e tirare fuori tutto così com’è, accettarlo, capirlo e canalizzarlo per fare qualcosa di grande.

Dopo l’uscita a cosa lavorerete?

Videoclip pronto, tour in costruzione e in continuo ampliamento (speriamo). Soprattutto speriamo di suonare questo disco in tutto lo stivale.
Vorremmo battere ogni centimetro: abbiamo un casino di influenze tra l’Italia e l’estero ma tutte ci riportano alla consapevolezza (appunto) che siamo una rock band e il nostro habitat naturale è il palco. La nostra dimensione ideale è quella in cui pogate, ballate, piangete con noi. Vi aspettiamo ai nostri concerti.

Esce oggi Madre Nostra, il nuovo album dei La Gabbia. Violenza è il primo singolo estratto da questo lavoro ricco di significati. Scopri con noi di più sui brani di "Madre Nostra" e su questa super band!
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Tag:, , , Ultima modifica: 29 Novembre 2019
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