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La cantautrice romana AvA e il suo album Lo Squalo

Tempo di Lettura: 4 minuti La cantautrice romana AvA racconta di sé e del suo album di esordio Lo Squalo. Portatrice del genere moombahton in Italia, AvA è nata per stravolgere.

La cantautrice romana AvA.

AvA, cantautrice e produttrice romana, con il suo disco di esordio Lo Squalo, rompe ogni regola portando in Italia il moombahton, genere dove il rap viene contaminato con il pop e la trap con la latin wave e l’afrobeat. La musica di AvA rompe le barriere per arrivare dritta all’orecchio dell’ascoltatore (Avete già letto le nostre chiacchiere cantautorali con la cantautrice romana Noemi Smorra? Ecco qui il link dell’intervista)

AvA sembra avere un unico desiderio: spingere la sua musica per farla arrivare lontano e perchè no, su qualche grande palco nazionale e internazionale.

Ecco la nostra intervista alla cantautrice romana AvA, dove ci racconta di sé, dei suoi esordi e dello Squalo del suo nuovo album.

Com’è nata AvA?

AvA nasce dall’esigenza di abbracciare i mostri che abitano la nostra coscienza. Anche l’immagine dello squalo che utilizzo non è casuale. Prima di AvA sono stata 10 anni con le Calypso Chaos, un progetto elettro acustico, e ho sentito l’esigenza di approcciarmi a qualcosa di più rumoroso. Sentivo la necessità di approcciarmi a qualcosa di più forte proprio a livello di produzione musicale. Stesso discorso a livello concettuale poiché durante il periodo passato con le Calipso Chaos mi sono sempre sentita dire che non avevo sufficientemente alzato la cresta. Essendo io una persona estrema ho lavorato tutta la vita per mitigare questo aspetto e paradossalmente sono diventata famosa per la mia moderazione! Avevo però sempre questa cosa che mi stava mangiando dentro. Ad un certo punto mi sono detta: “Sai che c’è? Uscisse fuori e dicesse quello che vuole”. E così è nata AvA che è completamente diversa da Laura, AvA si è fatta strada calpestando qualsiasi cosa le si presentasse davanti e non si fa nessun tipo di scrupolo. Ha un messaggio molto chiaro e molto estremo da portare avanti.

Qual è il messaggio che AvA vuole far passare attraverso l’album Lo Squalo?

Lo Squalo è un album di presentazione e ogni brano fa riferimento alle caratteristiche di questa donna Squalo. Il messaggio di fondo che vuole far passare è il sovranismo femminile, senza passare per la parità di genere. Invece di metterci 50 anni per arrivare alla parità di genere, io propongo un ribaltamento totale dei ruoli. Anche perché l’origine della civiltà occidentale deriva da un matriarcato profondo, ribaltato dall’invasione di popoli un po’ più orientali che hanno ridotto la donna ad essere figura di contorno. Alcuni dei periodi più fiorenti della società occidentale sono stati proprio appannaggio delle donne.

La cantautrice romana Ava

La cantautrice romana AvA

Nel tuo album abbracci un genere che è prettamente maschile in Italia: la Trap. Tu ti sei presa la Trap a tutti gli effetti.

Sì, assolutamente. Diciamo che non escludo che la donna debba utilizzare il proprio fascino per arrivare a qualsiasi tipo di fine e auspico che donne come Belen Rodriguez facciano strada e che in giro ci siano milioni di donne come lei. L’unica cosa che spero è che, una volta arrivate, non si mettano a fare la morale. Per questo nomino Belen perché, sotto questo punto di vista, lei è la numero uno: non solo non ha mai rinnegato il suo passato ma non ha neanche mai fatto la morale a nessuno. Secondo me le donne sono già le padrone del mondo ma non se lo ricordano. Abbiamo davvero tutti i mezzi per distruggere questo sistema maschilista dall’interno, senza rinunciare alla bellezza o alla sensualità. Essere intelligenti non significa non essere sexy o sessualmente desiderabili. Con le Calypso Chaos suonavamo vestite e sedute, AvA fa l’esatto apposto, non va in giro nuda ma non ha paura di prevaricare chiunque le stia intorno. Uso il corpo come prolunga della voce e del messaggio.

La bellezza della donna è proprio il poter essere un essere completo a 360 gradi.

Esatto, e l’eventuale sovranismo femminile non si pone l’obiettivo di cancellare la razza maschile dalla faccia della terra. AvA non ce l’ha con gli uomini, anzi le nemiche numero uno di AvA spesso sono proprio le donne che avallano una certa mentalità o si fanno la guerra tra di loro. Gli uomini non devono temere che una donna emancipata possa sminuire il loro ruolo all’interno della società, ma tanto meno viceversa.

Dove vuoi portare AvA?

AvA meriterebbe di stare su grandissimi palchi, lo dico io e lo dice il personaggio AvA che non ha alcuna paura di sembrare presuntuosa. Lei è stata la prima a portare il genere moombahton in italiano, genere che ho dovuto spiegare ai discografici e alle radio. Un genere che adesso sta girando e non credo sia una coincidenza. Ci tengo a sottolineare questo aspetto perché il rischio che si corre è che possa essere riconosciuto questo merito a persone che hanno la fortuna di avere più visibilità di me. AvA non ha nulla da temere anche da grossi nomi che sono in televisione.

Pensi ci sia la possibilità che si approprino di un qualcosa che hai portato tu in Italia?

Si, potrebbe esserci. Nel mondo del business non conta chi ha avuto l’idea per primo ma chi l’ha venduta per primo. Il rischio c’è, la differenza sta nel fatto che chi si appropria di qualcosa che non gli viene da dentro è molto meno credibile e quando inizia a scrivere si sente che è costruito, il pubblico non è stupido. Se un personaggio non è un artista ma un semplice interprete sul quale costruiscono un’immagine, beh all’interno di tutta questa dinamica c’è la sua debolezza. Se non sei un artista e ti devono appiccicare qualsiasi cosa sicuramente avrai i giorni contati, è sbagliato pensare che il pubblico non sia in grado di percepire la credibilità di un artista.

 

 

 

 

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Ultima modifica: 28 Gennaio 2020
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