Written by 13:57 Chiacchiere cantautorali

Love is the Bomb e il loro Volo su Marte

Scritto da Federica Giuliani

Come ben sapete, siamo sempre a caccia di progetti interessanti e quello di oggi lo è decisamente. Da un’idea di Martina Catalfamo (attrice di origine siciliane) e Francesco Santalucia (compositore e produttore pugliese) prende vita Love is the bomb e il loro primo singolo Volo su Marte. Tra una melodia malinconica e forti richiami alla Magna Grecia dalla quale Martina proviene, ci si ritrova davanti ad un brano che urla forte e chiaro il suo amore per la terra che deve essere riscoperto anche allontanandosi da essa per volare via verso Marte. Perché come ogni amore perduto, sembra più dolce da lontano.

Per scoprire di più su Volo su Marte leggete le nostre chiacchiere con Martina Catalfamo e correte ad ascoltare il loro singolo.

Come nasce il progetto Volo su Marte?

Volo su Marte, oltre ad essere il nome del singolo, sarà anche il nome del concept-album. E’ un modo per dire BASTA. In un momento storico in cui la società sembra aver raggiunto un limite, l’unica via di fuga sembra sia andare su Marte, dove tutto è inesplorato e si può ripartire da capo. Sulla terra sembra davvero che, non solo la natura si ribelli a noi, ma anche che noi esseri umani abbiamo perso la bussola. E’ un periodo pieno di rabbia, di odio, di pregiudizio e di poca attenzione nei confronti dell’altro e dell’ambiente stesso, non mancano piccole realtà che lavorano per creare un qualcosa di diverso, ma sono ancora poche. Ma nel momento in cui compi l’atto di andare via dalla terra, riscopri anche l’importanza che per noi aveva questo pianeta guardandola da lontano. Quindi un andare via per riscoprire la terra stessa e ri-porterla amare.

Marte, quindi, simboleggia qualcosa di diverso rispetto a quello che stiamo vivendo?

Si, Marte è un luogo nuovo e utopico dove si può essere completamente liberi. Gli schemi sociali cadono completamente e ognuno può esprimersi liberamente poiché cada il pregiudizio. Per questo Volo su Marte-Martedì facciamo l’amore perché è un grido di libertà. Il “Facciamo l’amore su Marte” è un concetto molto ampio che non si restringe al rapporto di coppia, ma un vero e proprio atto di libertà. Su Marte posso spogliarmi e posso essere me stessa nella mia essenza più pura e senza maschere.

Come mai avete deciso di richiamare il culto delle Baccanali (festività-greco romane in onore a Dioniso)?

Il Baccanale erano le festività greco-romane in onore a Dioniso ed erano propiziatorie per la fertilità della terra. Parlare di Baccanali significa rendere fertile una terra che è priva di vita come lo è Marte. E’ quindi un rito propiziatorio che serve al terreno. Quando si parla di Sorelle baccanali giganti di quei sogni infranti è un sottolineare che è un atto compiuto da donne perché lei è simbolo della fertilità. La donna quindi è molto da paragonare alla terra. Qui c’è un po’ un elemento nostalgico, perché le donne vogliono fare questo rito e liberarsi dei sogni infranti che possono essere qualsiasi cosa: una delusione d’amore, essere dovute partire dalla propria terra di origine. Per me i sogni infranti sono l’aver abbandonato la mia terra, la Sicilia.

Quanto la tua terra d’origine , la Sicilia, ha influenzato la scrittura di questo brano e di quello che sarà il concept-album?

Tantissimo, se non ci fosse stato questo atto del viaggio, ossia io che dalla Sicilia decido di spostarmi a Roma per realizzare i miei sogni, non avrei potuto recuperare la bellezza di quella che era la mia terra con la quale avevo un rapporto conflittuale. E’ sicuramente una terra splendida dove poter andare anche in vacanza, ma a livello quotidiano non offre tanto. Tutti noi giovani che andiamo via dal nostro paese, abbiamo un rapporto conflittuale con la terra che poi riscopriamo. La Sicilia per me è il posto dei tanti sogni infranti, dei miei giochi da piccola che non si possono più fare perché sei cresciuta e le dinamiche cambiano. Questa forte nostalgia l’ho riportata su Marte: se noi in quanto umanità andassimo su Marte, potremmo riscoprire la bellezza della nostra terra e delle nostre radici.

Quando parli di concept-album, cosa intendi?

Concept Album è un progetto che ha un filo conduttore tra la prima traccia all’ultima sia a livello testuale che musicale. L’universo sonoro creato da Francesco è realizzato in successione collegando tutti i brani, come se fosse un viaggio che viene dallo stesso punto di partenza, così come i testi. Nel primo brano si vola via su Marte per poi compiere un’evoluzione.

Tu, Martina, sei attrice e cantautrice, Francesco è un compositore. Com’è stato per voi lavorare insieme?

Devo dire che Francesco, componendo musiche di scena, colonne sonore, lavori teatrali e cinematografici è abituato a lavorare per immagini. Nelle sue composizioni già c’è quindi questo lavorare per immagini che ben si presta alla mia scrittura che è per immagini. E’ stato molto semplice: Francesco è riuscito a creare il mondo melodico che avevo in testa riportando perfettamente quella che era la mia idea mentale. Aveva l’empatia giusta per farlo.

Il Video clip sembra un cortometraggio, e dalle parole che ci siamo scambiate sembra che l’idea sia proprio questa. 

Esatto, l’idea sarebbe proprio quella di creare il “concept” non solo a livello musicale, ma anche a livello di video-clip. Quindi partire da questo appena uscito per evolversi nella narrazione. Per i video-clip abbiamo collaborato con Arianna Del Grosso che è una regista cinematografica proprio perché volevamo dare un taglio cinematografico alla narrazione. Anche lo scenografo e la costumista venivano dall’ambito teatrale, abbiamo voluto unire i mondi da cui venivamo e riportarli in questo progetto musicale.

Avete spettacoli-live in programma?

Il live lo abbiamo già strutturato, stiamo aspettando la pubblicazione dell’album per poi iniziare a girare con i live. Uscirà a breve un secondo singolo.

Ringraziamo Martina Catalfamo per la disponibilità e aspettiamo con ansia di ascoltare l’intero concept-album.

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Tag:, , , , , , , , , , , , , , , , , , Ultima modifica: 10 Luglio 2019
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