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Storia di un musicista: Andrea Vigentini e la sua Magari

Se una mattinata di fine anno ti ritrovi a bere una tazza di The fumante mentre intervisti uno dei più interessanti musicisti emergenti sulla scena italiana, vuol dire che hai davvero trovato il regalo di Natale sotto l’albero.

Andrea Vigentini non ha bisogno di introduzione. Entrare nel suo mondo e nella sua vita è stato, per noi, un po’ come fare un viaggio verso una meta precisa: La Musica.

Vi lasciamo alle nostre “chiacchiere”, felici di iniziare un nuovo anno ancora con voi, ancora con la musica.

Com’è nata Magari?

Magari è nata un anno e mezzo fa, giugno 2017. È una canzone che ho scritto con Andrea Bonomo, un amico e autore con il quale lavoro da 8 anni. Abbiamo sempre scritto insieme per il piacere di scrivere, senza un preciso obiettivo, accumulando negli anni molte canzoni alcune delle quali vedranno la luce. Magari è una canzone che parla d’incontri, d’amore. Si tratta di tante sliding doors, fotografie che parlano di situazioni di vita reale.

Come hai scelto questa canzone come brano per la selezione di Sanremo Giovani?

Nella rosa finale delle scelte ne erano rimaste 4, ma di questa canzone mi convinceva molto l’impatto musicale che aveva.

Come è iniziato il tuo percorso con la musica?

Ho iniziato in realtà tardi. Mi è sempre piaciuta la musica, c’è sempre stata nella mia vita, ma mi sono realmente avvicinato allo studio della musica alle superiori, per essere esatti in quinta. Mi piaceva cantare, ma volevo imparare qualche accordo per accompagnarmi nel canto (non era facile trovare le basi come ora su internet). Da lì è iniziato tutto. Poi ho mio padre che suona tastiere e pianoforte e mio zio il basso; fanno altro di professione, ma la musica c’è sempre stata in famiglia. Iniziando a studiare, pian piano ho deciso di migliorarmi, sia con il pianoforte che con il canto, ma mi accorgevo che, dopo un po’ che cantavo, perdevo la voce. Quindi ho iniziato a studiare anche canto. Alla fine si è aggiunta la chitarra.

Quali sono state le tue esperienze più significative nella tua esperienza musicale?

Io sono un vecchio giovane, poiché lavoro nell’ambiente da tanto tempo, ma questo è il mio esordio discografico. È uscito qualcosa anni fa ma ormai era tempo che non pubblicavo nulla. Le mie prime esperienze hanno coinciso con l’iscrizione ad una scuola di Milano che si chiama “Bevoice” con Anna Garaffa. Con lei, le prime esperienze Gospel; inoltre Anna Garaffa, in quel periodo, stava lavorando con Milva quindi io vent’enne ho iniziato a lavorare con un’artista molto affermata. Era l’anno del suo ritorno a Sanremo con “The show must go on”. È stata davvero una grande esperienza poiché ho visto da vicino il lavoro di una grande artista, con tutte le sue fragilità. Ogni volta provava emozioni incredibili nonostante il suo grande successo.

Quando hai iniziato a studiare musica, lo immaginavi che sarebbe diventata la tua vita? 

Assolutamente no. Ho iniziato per me, perché mi piaceva. Ho sempre cercato di migliorarmi per me stesso. Sentivo di essere predisposto, ma non avevo mai pensato di fare questo nella mia vita.

La collaborazione con Ermal Meta come musicista come è nata?

Noi ci conosciamo da tanti anni, da quando si è trasferito a Milano post-Fame di Camilla e lavorava come autore, intorno al 2013. La frequentazione è stata, inizialmente, un’amicizia. Quando poi ha dato forma alla nuova band per accompagnare il suo progetto solista, mi ha coinvolto.

Come sono stati questi anni di concerti con Ermal Meta?

Guarda in realtà è stato bellissimo, perché quando è nata questa collaborazione Ermal era fresco di Sanremo Giovani e non sapevamo cosa sarebbe successo dopo. Sicuramente Ermal è uno che è arrivato al successo ‘maturo’, aveva molta esperienza ed era sicuramente molto solido, ma il futuro è sempre un’incognita. Anche se partecipi al Festival di Sanremo non è detto che arrivi il successo, devi essere poi tu,  lavorando sodo, a trovare forza e modo per portare avanti la tua carriera.  Dopo Sanremo Giovani è iniziato a partire tutto: abbiamo fatto i primi concerti estivi e poi un tour in piccoli e medi club a novembre. Noi sentivamo che stava per partire qualcosa, ma nessuno aveva la sfera di cristallo. Poi c’è stato Sanremo Big con “Vietato Morire” e da lì è davvero partito il tutto. Siamo passati in pochi mesi da concerti piccoli, al live dell’Alcatraz per poi andare al concerto del Primo Maggio, tutte  le varie manifestazioni estive, il tour, L’Eurovision e il Forum d’Assago. Questo è stato bellissimo: assistere e vivere il crescendo del suo progetto e farne parte. Sono stato testimone 3 passi indietro. Spero che questa cosa davvero possa servirmi come esperienza.

In futuro come vedi la tua carriera?

Le carriere di autore, musicista e cantautore sono in realtà tutte collegate e mi interesserebbero tutte. Io ho sempre pensato di fare il solista, anche se ho lavorato tantissimo come vocalist e nei cori. Ho lavorato tantissimo anche in studio negli ultimi anni, ma nella mia testa mi sono sempre visto solista. Con Ermal abbiamo davvero fatto tante cose ma nel futuro vorrei avere un progetto tutto mio, quello che sto costruendo adesso.

A livello autorale, qual è una voce a cui ti piacerebbe dare una tua canzone?

Cavolo, ce ne sono tante!! Tendenzialmente si scrive per interpreti, anche se oggi si scrive anche con i cantautori. Anche a me piace scrivere le canzoni con altri poiché hai sempre un altro parere, un’altra testa e un altro gusto musicale con cui confrontarti. Diventa anche un momento di condivisione ed è tutto più bello. Ovvio che alcune canzoni nascono da sole e si possono scrivere solo in solitaria. Poi è interessante non scrivere sempre su se stessi e uscire dalla propria zona di comfort. Per gli uomini mi piacerebbe scrivere ovviamente per Marco Mengoni, poiché a livello vocale è pazzesco. Per le donne, Alessandra Amoroso, Emma, Malike Ayane e Noemi.

Progetti futuri? 

Uscirà il mio primo album nel 2019 e lo porterò in giro per l’Italia con concerti in vari club. (Ha promesso di venire anche a Roma, non si può tirare indietro!)

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Ringraziamo Andrea Vigentini e la Mescal per la disponibilità

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