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I love my Radio fra top e flop

Tempo di Lettura: 4 minuti Di cosa tratta il progetto I Love My Radio conclusosi domenica 11 ottobre? Da Tiziano Ferro ad Elisa tantissimi gli artisti conivolti.

I love my radio - Credit by: www.radiosubasio.it

Domenica 11 ottobre si è conclusa la festa per celebrare i 45 anni delle radio libere, iniziata lo scorso maggio con il progetto I love my radio. Un evento unico quello condotto da Gerry Scotti, per l’occasione tornato al ruolo di speaker come ai tempi di Radio DeeJay negli anni ’80, andato in onda “a reti unificate” su tutte le radio private e sui rispettivi canali televisivi. Erano presenti anche alcuni volti noti che nella loro carriera hanno prestato (e ancora prestano) la propria voce al mezzo inventato da Meucci: Amadeus, Ambra, Renzo Arbore, Carlo Conti, Fiorello e Linus. Il miniconcerto si è tenuto presso il palco di Radio Italia alla presenza di pochi spettatori – a distanza di sicurezza l’uno dall’altro – simbolo di una “quasi normalità” che nasconde, in realtà, quelle difficoltà molto ben espresse dalla manifestazione dei lavoratori dello spettacolo avvenuta in Piazza del Duomo a Milano lo stesso pomeriggio.

I love my radio tra pezzi interessanti e altri dimenticabili

Facciamo un passo indietro e torniamo a quando I love my radio ha dato il via ai festeggiamenti con la prima delle dieci cover che ci hanno accompagnato fino ad agosto. Ad aprire le danze è stata Elisa con “Mare mare” di Luca Carboni in veste urban pop: benché dal vivo abbia reso di più, il risultato non si è allontanato troppo da una mediocrità che non ci si aspetterebbe da un’artista di livello come lei. Marco Mengoni, secondo nome scelto per questo progetto, ha regalato una bellissima versione di un brano simbolo di Pino Daniele, “Quando”, di cui ha dato un’interpretazione fedele ma non pedissequa e – soprattutto – l’ha resa propria senza snaturarla. Non si può dire lo stesso di Gianna Nannini e di “La donna cannone”: se è vero (e lo è!) che ogni artista ha il diritto di fare di una sola canzone ciò che ritiene più giusto a prescindere dal fatto che si tratti di un capolavoro o di un brano misconosciuto, è altrettanto vero che esiste anche una linea tra l’espressione della creatività e l’esagerazione che, in questo caso, è stata superata di molto. Non si tratta di considerare intoccabile e inavvicinabile un artista (qui, Francesco De Gregori) o la sua produzione, ma di buon senso.

Eros Ramazotti super promosso con “Una donna per amico”

Per fortuna, Eros Ramazzotti ci è corso in aiuto salvando in parte la situazione con una cover di “Una donna per amico” che si è segnalata per essere senza troppa infamia e senza eccessiva lode: una versione personale della canzone di Mogol e Battiti che ci ha portati nella comfort zone dell’artista romano ma almeno senza sorprese sgradevoli. Giorgia, invece, ha offerto quello che è sembrato essere uno scarto dal francamente discutibile album di cover “Pop Heart” con “Non sono una signora” di Loredana Bertè. Sono seguiti i Negramaro con una carina ma non esplosiva “Sei nell’anima” (Gianna Nannini), una dimenticabile – nel senso che l’unica via d’uscita è dimenticarla – “Centro di gravità permanente” (Franco Battiato) cantata da Biagio Antonacci e l’esagerazione di Jovanotti che di “Caruso” di Lucio Dalla ha dato due versioni: una apprezzabile semi acustica e una su ritmo di cumbia che ha lasciato buona parte del pubblico piuttosto perplessa.

Tutt’altra strada è stata percorsa da J-Ax con una stupenda “50 special” (Lunapop), a cui ha aggiunto una strofa rap in linea con il brano, e Tiziano Ferro che – riprendendo la collaborazione di Sanremo2020 – ha proposto una versione in studio di “Perdere l’amore” (forse il miglior pezzo dell’intero progetto) che vede una perfetta unione della sua voce con quella di Massimo Ranieri (al punto che, in alcuni passaggi, ci va quel secondo in più per distinguere chi dei due stia effettivamente cantando).

Concerto conclusivo del progetto I love my Radio l’11 ottobre

La via indicata dal progetto radiofonico I love my radio, però, è stata in parte stravolta durante l’evento conclusivo. Dei partecipanti originali soltanto quattro erano presenti (Elisa, Negramaro e J-Ax a Milano, mentre Tiziano Ferro in collegamento da Los Angeles) e alcune cover sono state affidate ad altri nomi. L’atmosfera era quella di un concerto esclusivo, per pochi intimi, da club: luci basse e soffuse, pochi artisti sul palco – in alcuni casi soltanto il cantante – e un contatto con il pubblico (sempre a rigorosa distanza) più immediato.

La serata dell’11 ottobre è stata aperta da I Negramaro con una bella versione della loro hit “Estate” seguita da “Sei nell’anima” che live è risultata più coinvolgente. Segue Mahmood, il primo outsider della serata, che ha proposto il suo ultimo singolo “Dorado” – senza Sfera Ebbasta e da questa assenza il brano ne ha guadagnato non poco – e “Due destini” dei Tiromancino, anche questa volta urban (la tendenza nel pop, per certi versi, è ormai quella) ma di grande effetto. Francesco Gabbani ci ha riportati alla vittoria di Sanremo2017 con “Occidentali’s karma” accompagnato solo dal pianoforte e la chitarra (niente scimmia né coreografia) per poi spostarsi su una personale “Centro di gravità permanente”, con lo stesso organico strumentale, molto ben eseguita e di qualità.

Tiziano Ferrro, da Los Angeles, ha cantato un frammento di “Perdere l’amore” e presentato il suo prossimo album di cover con “Rimmel”, mentre Elisa è stata l’artista che più ha interagito con il pubblico, chiamandolo a cantare “Se piovesse il tuo nome” prima di riproporre “Mare mare” che ha affermato di aver scelto per la sua atmosfera cupa. Si è arrivati quindi agli ultimi due artisti: il primo è stato Tommaso Paradiso, al pianoforte, con “Questa nostra stupida canzone d’amore” e la sua versione di “L’ultima luna” in omaggio a Lucio Dalla, il secondo, J-Ax, con “50 special” ha confermato l’ottimo risultato raggiunto che dal vivo è apparsa altrettanto bella e convincente. Da segnalare, però, un’escusatio non paetita del rapper di Milano, che ha tenuto a difendere i suoi colleghi da chi non li ha apprezzati: “se questo Paese fa un passo avanti e due indietro è per colpa di chi giudica senza capire l’omaggio”. Sarebbe un vero peccato se, per principio, dopo questa presa di posizione da adolescente ribelle la sua cover di “50 special” scendesse dal podio delle migliori di I love my radio…

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Ultima modifica: 12 Ottobre 2020
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