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Bauli in Piazza – “Un unico settore, un unico futuro”

Tempo di Lettura: 2 minuti Lo scorso Sabato a piazza del Duomo a Milano sono scesi in piazza i lavoratori dello spettacolo per “Bauli”. Di cosa si tratta?

Bauli. Credit by: ilfattoquotidiano.it

Sabato 10 ottobre sono scesi in Piazza del Duomo, a Milano, i lavoratori dello spettacolo con al manifestazione Bauli. Il mondo dell’arte è uno dei settori più colpiti dalle conseguenze della pandemia e del  lockdown. Sono circa 570.000 le persone coinvolte nella cancellazione del 95% degli eventi live. Non si parla degli artisti che vogliamo andare a vedere sul palco, o, meglio, non solo: i veri protagonisti sono tutti coloro che partecipano alla creazione di concerti ed esibizioni dal vivo, che si tratti di musica, di teatro o di una qualsiasi forma di intrattenimento.

Il simbolo di questa protesta è un oggetto che chi frequenta gli eventi live conosce bene: i bauli in metallo foderato, solitamente stracolmi di cavi e di tutti gli strumenti necessari ma vuoti per l’occasione. Ai lati adesivi rotondi con gli slogan, uno su tutti, “Un unico settore, un unico futuro”  per far capire al meglio quale sia lo scopo della manifestazione. Vestiti di nero e con le mascherine dello stesso colore sul volto, più di 1300 tecnici e artisti hanno voluto manifestare per mostrare in quali condizioni versino le loro professioni al momento.

Il Covid non lascia scampo e i bauli devono essere mostrati in piazza

Se è vero che la situazione non è delle più rosee leggendo ogni giorno i bollettini che riguardano i numeri dei tamponi e i loro esiti, è altrettanto vero che queste persone si trovano da mesi ormai senza lavoro – o comunque non allo stesso livello di dieci mesi fa – e una soluzione va trovata al più presto. “Non vogliamo sussidi,” spiega uno dei promotori, Maurizio Cappellini, “vogliamo tornare a fare il nostro lavoro”. Una richiesta più che legittima, insieme a quella di potersi confrontare con il governo per raggiungere un accordo sulla ripartenza anche di questo settore. L’obiettivo, insomma, è quello di chiedere delle nuove regole che garantiscano la sicurezza agli spettatori, al personale tutto e permetta di ritornare negli stadi, a teatro e ovunque si possa organizzare un evento dal vivo che accolga molte persone.

La speranza di un futuro più consapevole

Molti sono ormai ex lavoratori dello spettacolo: per sopperire alla mancanza di entrate, infatti, diverse persone hanno trovato un’altra occupazione e/o si sono reinventati, perché il tempo passa ed è necessario trovare i mezzi per arginare il danno – non ricevono una paga da febbraio! Il problema, insomma, è che dietro, anzi all’interno di un mondo illuminato dai riflettori, fatto di arte e artisti, ci sono migliaia e migliaia di persone che necessitano di essere non soltanto tutelate ma riportate ad una situazione dignitosa.

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Ultima modifica: 12 Ottobre 2020
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