Written by 13:23 Di tutto un po'

Quanto i Videoclip sono importanti per le canzoni?

Tempo di Lettura: 2 minuti Se è vero che la musica si nutre di note, anche l’occhio vuole la sua parte. Quanto sono importanti i videoclip nella riuscita di un singolo?

Videoclip - Beyoncè Formation. Credit by:imagesvc.meredithcorp.io

A 39 anni dalla sua comparsa negli Stati Uniti, possiamo senza aura di smentita affermare che Mtv abbia rivoluzionato totalmente il modo di fare e concepire la musica. È ormai un fatto naturale aspettarci che il singolo scelto per lanciare un album – di qualsiasi artista e genere esso sia – venga accompagnato da un videoclip. Dal più raffinato al meno impegnativo, sulla scorta di un vero e proprio film di breve durata (con una narrazione alla base e dunque una sceneggiatura ben strutturata) o più semplicemente una versione visiva del brano, questo tipo di produzione ha ridefinito l’intrattenimento musicale al punto da portare in alcuni casi alla genesi di visual album che fanno aderire al 100% l’aspetto musicale e quello delle immagini.

I video clip come futuro della musica

Se è vero che, come affermavano i Buggles nel 1981, “video killed the radio stars” (nonostante questa visione un po’ apocalittica si sia rivelata soltanto in parte vera), le radici di tutto questo affondano, almeno per quanto riguarda l’Italia ma sicuramente anche in giro per il mondo occidentale ci saranno stati degli equivalenti (magari, in alcuni casi, anche meglio confezionati), a vent’anni prima, quando le canzoni venivano scelte per la promozione di prodotti di vario tipo (i famosi caroselli, antesignani dei nostri spot pubblicitari) e perfino chiamate in causa maestranze del cinema d’autore per presentarle al meglio.

Da Fotoromanza a Michael Jackson

È buon costume, nella prassi della produzione di videoclip, che le immagini non ricalchino in modo fedele e stretto il brano. A rendersene conto, a spese di “Fotoromanza” di Gianna Nannini, è stato il grande regista Michelangelo Antonioni che nel 1984 pensa che la tecnica giusta sia quella di seguire alla lettera il testo – con il risultato di avere sì una prova dell’unione tra il lato più intellettuale e di livello della settima arte e il neonato mondo del videoclip, ma anche di come il prodotto, poi, non sia funzionale e scorrevole.

Nel corso del tempo, da ogni parte del mondo sono arrivati esempi più o meno popolari di video che hanno fatto la storia, anche se la nostra mente inevitabilmente viene portata a Michael Jackson e Madonna che, per primi, hanno dedicato una parte importante della loro attenzione alla creazione di contenuti visivi che avrebbero poi ispirato tutte le generazioni successive, fino ad arrivare, oggi, a proposte come “Lemonade” e “Black is king” di Beyoncé strutturati in modo da creare una storia continua attraverso le canzoni.

Capita anche che siano gli stessi artisti, in uno slancio di versatilità reale o percepita, a scrivere e/o dirigere gli stessi videoclip, come nel caso recente di Tommaso Paradiso e “Raccontami”, così da ottenere il risultato desiderato senza il filtro di terze persone che potrebbero voler contribuire con la propria creatività.

 

La videomusic, insomma, è un’arte popular a tutti gli effetti e come tale merita la giusta considerazione per poter migliorare e offrire un ventaglio di opere sempre più vasto e complesso e variegato.

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Ultima modifica: 16 Ottobre 2020
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