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Pinguini Tattici Nucleari, tra Sanremo e i Queen

Tempo di Lettura: 2 minuti I Pinguini Tattici Nucleari e il loro nuovo album protagonisti dell’appuntamento de Il Taccuino di Francesca.

Pinguini Tattici Nucleari - Credit by: Mattia Guolo

“Ahia!” può essere una bella esclamazione: per esempio, se “Ahia!” è il disco più recente dei Pinguini Tattici Nucleari. Creativi, divertenti, simpatici, “Avevamo sette canzoni pronte e ne abbiamo fatte uscire sette”. Insomma, nel cassetto i brani nuovi scalpitavano.

Del resto, scrivere canzoni nuove era l’unica cosa che i Pinguini Tattici Nucleari potessero fare in questo 2020 che doveva essere il loro anno, dopo tanta gavetta e i bei riscontri ricevuti al Festival di Sanremo: “Sì, il Festival avrebbe dovuto rappresentare la nostra consacrazione e invece, come tutti, siamo rimasti bloccati. Quando ci hanno detto – eravamo da Fabio Fazio – che ci sarebbe stata una chiusura un po’ ci siamo arrabbiati, perché lì per lì non abbiamo capito la gravità della cosa; dopo qualche giorno l’abbiamo compresa, soprattutto vedendo cosa stava succedendo nelle nostre zone della bergamasca. Allora quei sentimenti di mancata consacrazione e rabbia se ne sono andati subito”.

I Pinguini Tattici Nucleari e la loro corsa verso il successo

Certo, se la sarebbero meritata la conferma del loro successo, i Pinguini Tattici Nucleari: “Però ci sentiamo di dover dimostrare qualcosa, è anche bello che si debba sudare. Avere il settore della musica più o meno bloccato dovrebbe farci sentire più uniti, a noi ha fatto venire ancora più fame: non vediamo l’ora di tornare a fare concerti. Al momento è molto difficile dire cosa succederà, anche se le date dell’anno prossimo sono confermate”.

Pinguini Tattici Nucleari - Credit by: Mattia Guolo

Pinguini Tattici Nucleari – Credit by: Mattia Guolo

Per tornare all’album, “Con o senza Sanremo saremmo cambiati perché lo facciamo comunque da un disco all’altro. Certo però, se vado a conoscere i genitori della mia ragazza non metto i piedi sul tavolo: tradotto, bisogna sentire il peso di una manifestazione come il Festival. Per quanto riguarda l’accusa di essere diventati commerciali, è iniziata ben prima di Sanremo. Siamo abituati a questo tipo di polemica, che inizia e finisce online. Noi abbiamo sfumature diverse, la grande maggioranza del nostro pubblico l’ha capito. Abbiamo una nicchia di ascoltatori che individua nella nostra poliedricità un valore, come lo è anche il fatto che non ci sia un genere prestabilito negli album. Il modello a cui guardiamo è quello dei Queen”.

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Ultima modifica: 18 Dicembre 2020
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