Negli ultimi giorni, a tutti noi sarà capitato di ascoltare la canzone Cara Italia di Ghali. Musicalmente può piacere o no, ma un piccolo spunto di riflessione sicuramente lo sta fornendo.
Ghali, 25 anni a maggio, è un rapper italiano figlio di genitori tunisini. Vive in Italia praticamente da sempre e spesso nei suoi testi fa presente questa differenza fra le sue origini e la terra in cui vive, soprattutto in questa sua ultima canzone.
“Ma che politica è questa?
Qual è la differenza tra sinistra e destra?
Cambiano i ministri ma non la minestra
Il cesso è qui a sinistra, il bagno è in fondo a destra”

“C’è chi ha la mente chiusa ed è rimasto indietro
Come al Medioevo
Il giornale ne abusa, parla dello straniero come fosse un alieno
Senza passaporto, in cerca di dinero”

Oh eh oh, quando mi dicon: “Vai a casa!”
Oh eh oh, rispondo: “Sono già qua”
Oh eh oh, io t.v.b. cara Italia
Oh eh oh, sei la mia dolce metà

Questi sono solo alcuni dei suoi versi, eppure c’è già molto su cui riflettere. Si, perché tra partiti politici che inneggiano all’odio verso gli immigrati e italiani che dimostrano il loro odio più o meno esplicitamente questo ragazzo ama il paese che lo ha ospitato e che gli ha dato la possibilità di diventare ciò che voleva:un rapper.
Un nostro concittadino, che non ha origini italiane da generazioni, come molti altri di noi, che ci insegna ad amare il nostro paese, paese che lo ha accolto e che molto spesso noi odiamo per le poche cose che ci offre.
È quasi incredibile che, nella stessa settimana in cui il rapper ha pubblicato questa canzone, abbia avuto luogo a Macerata, un attentato razziale da parte di un italiano, nei confronti di persone provenienti da altre parti del mondo.
Fa quasi ridere, e sottolineo quasi, che l’integrazione la debba insegnare un ragazzo di 24 anni, quando noi per decenni, siamo stati migranti e non abbiamo esportato sempre e solo bene nei posti in cui siamo andati (Al Capone è forse l’esempio più famoso, ma rende bene l’idea). Si dovrebbe promuovere l’integrazione perché SOLO in questo modo possiamo crescere come nazione e dando la possibilitá a individui diversi da noi solo per una sigla sul passaporto, di avere un futuro dignitoso e di poter realizzare i propri sogni.

Ghali, con questa sua canzone, mostra quanto sia sbagliato il luogo comune in cui il diverso é il nemico, la generalizzazione per cui tutti gli extracomunitari vengano qui per distruggere il nostro paese.

Molti di loro, invece,amano il nostro paese anche più di noi perché ha rappresentato una cosa molto semplice: la speranza.
L’attentatore ci mostra quanto sia pericoloso recepire solo i messaggi negativi e quanto non sia vero che noi siamo le “vittime”, sappiamo essere perfettamente carnefici. Lui, come tutti quelli che lo osannano.

Il male e il bene sono ovunque e Ghali, con la sua carriera e con questo suo testo trasmettano perfettamente il messaggio che ci deve arrivare, ovvero che chi viene qui, viene per la speranza di una vita migliore. Lui, figlio di migranti, ha realizzato un sogno ed ama la nostra terra, che è anche sua e di chiunque venga qui per un futuro migliore.

Simona Noemi Esposito

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