In occasione dell’evento Play! Storie che cantano abbiamo scambiato quattro “chiacchiere” con Roy Paci e Diodato e l’elemento più bello è stato trovarsi di fronte a due belle anime, oltre a due grandi artisti. Avere una sensibilità così spiccata verso certi temi non è cosa comune, abbiamo davvero riscoperto il senso più viscerale della parole “comunità”. Leggere per credere!

Siete due artisti molto attivi per ciò che riguarda i temi sociali. Quanto è importante partecipare ad eventi come questi?

Roy Paci: Per quanto mi riguarda è molto importante poiché se non portassi avanti quella che è l’educazione che mi hanno dato i miei genitori probabilmente mi ritirerei dalla musica. Non avrebbe senso per me diversamente. La musica che creo e che faccio ha sempre un legame con il territorio e con la gente che mi circonda. Sono pezzi e spaccati di vita reale che, nella gioia e nel dolore, mi permettono sempre di respirare bene ed essere in pace con me stesso. Se così non fosse stato, sarei rimasto tranquillamente a lavorare in campagna con mio padre! In casi come Play! storie che cantano, come il Primo Maggio di Taranto (Roy Paci e Diodato sono direttori artistici insieme a Michele Riondino) è portare la musica come veicolo per portare la gente ad eventi come questi in modo da essere un altoparlante per il tema principale. La realtà delle donne malate di tumore al seno metastatico è una realtà difficile, spesso le persone che hanno questa malattia vengono messe un po’ da parte, diventano fantasmi e a me questa storia non va bene. Io e Antonio (Diodato) veniamo da due città pesantissime sotto questo punto di vista: Taranto e Augusta. Entrambe con problematiche serie che riguardano malattie e tumori. E’ un tema che ci sta davvero a cuore e siamo felici di poter sposare questa causa.

Diodato: La musica non è la soluzione, ma può essere una cassa di risonanza per far arrivare dei messaggi e anche per aggregare, per far arrivare la gente a riconoscersi e a contarsi. E’ importante Per far davvero capire che siamo in tanti a volere dei cambiamenti sociali e nelle abitudini di tutti i giorni.

Roy Paci- Play! Storie che cantano. Credit by: Angelo Costanzo

Voi siete due personalità molto importanti a livello musicale, sia per la musica che portate sia per l’immagine che avete. Che cosa vi aspettate da una serata del genere?

Roy Paci: Che la gente possa soffermarsi, che possa abbandonare un attimo i momenti di libertà che vengono utilizzati per cose inutili e riesca a ritagliarsi una piccola percentuale del proprio tempo giornaliero ad interessarsi a questa problematica del tumore al seno metastatico. Non dico di andare nelle corsie di un ospedale o andare a casa delle persone malate, ma dedicare un po’ di tempo a queste situazioni. Io non sono un medico, ma quando posso dedico tanto tempo a queste situazioni. Io ho un’altra medicina, quella degli abbracci, delle carezze alle persone. Per me è davvero importante che la gente possa sensibilizzarsi e possa dedicare del tempo anche a queste situazioni.

Diodato: Viviamo in un periodo in cui siamo tutti collegati, c’è un’interazione costante con chiunque. Paradossalmente però si sono creati dei muri ancora più grandi, delle vere e proprio barriere di isolamento. Manifestazioni come queste servono per vivere una giornata insieme, tramite la bellezza. Se non stiamo insieme non riusciremo mai a combattere gravi problemi e non riusciremo a crescere umanamente.

Roy Paci: Noi siamo molto felici di non essere soli, è bello vedere che i musicisti sono sensibili a certe tematiche. Abbiamo questa mansione di portare, attraverso la musica, dei messaggi importanti.

Diodato- Play! Storie che cantano. Credit by: Angelo Costanzo
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