Scritto da Maria Vittoria Guaraldi

Sono passati più di vent’anni dal primo capitolo uscito nelle sale nel 1995 ma evidentemente sentiamo ancora il bisogno di giocare. Dopo otto anni da Toy Story 3- La grande fuga, il 21 giugno è uscito un nuovo capitolo ( il 26 in Italia) , il primo senza la voce italiana storica di Fabrizio Frizzi,sostituito da Angelo Maggi. Altri doppiatori sono lo storico Massimo Dapporto, Luca Laurenti, Cinzia De Carolis e Corrado Guzzanti. Il film è diretto da Josh Cooley, prodotto dalla Pixar Animation Studios e distribuito da Walt Disney Picture.

Woody e Buzz insieme ai loro amici sono proprietà di Bonnie, una bambina che deve iniziare la scuola. I suoi genitori la portano al luna Park prima dell’inizio delle lezioni: qui Woody in un negozio di antiquariato ritrova Bo Bee- una lampada che era stata venduta anni prima appartenuta alla sorellina di Andy- e conosce Gabby Gabby ,una bambola che ha bisogno di un ripetitore. Il film segue le loro avventure nel tentativo di salvare Forky, un giocattolo creato da Bonnie con pezzi di recupero.

Il franchise, dopo tante storie, ha ancora qualcosa da raccontare e mantiene sempre un buon ritmo narrativo nel mostrare il punto di vista dei giocattoli e le loro mirabolanti avventure. Tanti sequel hanno perso la presa che avevano sul pubblico forse perché non hanno trovato storie fertili da sviluppare oppure perché hanno reso in maniera diversa e non altrettanto interessante personaggi molto amati: basta pensare a Mushu, il simpatico drago di Mulan che nel sequel non solo cambia doppiatore ma diventa un disturbatore antipatico e geloso della relazione tra Mulan e Shang.

Toy story è la prova che i bambini, anche se hanno tanti dispositivi con cui giocare e distrarsi , non si dimenticano mai dei giochi veri, quelli che ti regalano, quelli che ti fanno compagnia, quelli che ti porti a letto, quelli protagonisti delle tue avventure immaginarie. Anche il bambino più solo sarà felice di ricevere un giocattolo. Woody e Buzz sono sempre pronti e come vuole la tradizione verso l’infinito e oltre.

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