È difficile descrivere a parole. È stata una giornata di prime volte sia per noi che per Fabrizio Moro. Per quest’ultimo infatti, ieri è stato il primo concerto allo stadio Olimpico di Roma, il coronamento di un sogno. Per noi invece, è stato il primo concerto come accreditate stampa, possiamo definire anche questo un bel traguardo.

Ora andiamo al dunque:

Il concerto:

Bramavamo un live di Moro da tempo, è un artista che stimiamo particolarmente tutte, sia per il modo che ha di scrivere, sia per il percorso artistico che ha alle spalle, quindi abbiamo colto al volo l’occasione di partecipare a questo evento enorme.

Il concerto è iniziato pochi minuti dopo le 21:00 e lo precedono Andrea Febo e i KuTso che hanno egregiamente preparato l’olimpico a ciò che di lí a poco sarebbe accaduto.

La scaletta del concerto

Le sorprese della serata sono state diverse. In particolare, sono rimasta colpita positivamente dalla scelta di cantare Fermi con le mani, brano che ha scritto a seguito della vicenda di Stefano Chucchi, brano su cui non percepisce denaro, fruibile gratuitamente su tutti gli stores digitali, diventato poi colonna sonora di un reportage realizzato con lo scopo di riuscire a conoscere la verità. Il fatto che lui abbia deciso di metterla in scaletta, sapendo di avere visibilità nazionale grazie anche alla diretta Rtl, è stato un grande atto di coraggio, di umanità e consapevolezza.

Inoltre, sia con Ultimo che con Fiorella Mannoia, oltre a interpretare con il primo L’eternità (il mio quartiere) e con la seconda I pensieri di Zo (brano che ha donato proprio a quest’ultima), ha interpretato altri due pezzi, mettendo i due artisti ancora più in luce e non rendendoli soltanto semplici comparse. Questo è sintomo di sicurezza, non ha avuto paura di lasciare spazio ad una diva come la Mannoia, non ha avuto paura di essere oscurato dal suo talento, altra scelta che dimostra quanto questo artista sia maturo sotto diversi punti di vista.

Cameo eccelso quello con Ultimo: come si cattura un’emozione? Ancora non lo sappiamo, ma ieri Ultimo e Moro l’hanno creata cantando insieme Melodia di Giugno.

Terzo ed ultimo ospite della serata Ermal Meta con cui ha cantato Non mi avete fatto niente. Un abbraccio fraterno descrive perfettamente la loro sintonia vocale e umana.

Credo sia arrivato il momento di spendere due parole sullo scheletro di questo concerto: la band. Sono stati strepitosi, arrangiamenti molto curati e ogni pezzo è finito in maniera diversa da come finisce in registrazione, su ogni pezzo è stato ricucito su misura un finale particolare, inaspettato. Ció che ho con piacere costatato da questo concerto è stata la maturità espressa sia da Moro che dai musicisti che hanno suonato per lui. Si percepiscono gli anni di carriera che ha alle spalle, è sicuramente un esempio vivente di quanto conti la gavetta in questo mestiere.

Le lacrime finali di Fabrizio sono le lacrime di ognuno di noi che aveva un sogno ed è riuscito a realizzarlo. Quelle lacrime dicono “io ce l’ho fatta.” Ci auguriamo di piangere spesso anche noi. Ma di gioia.

Nient’altro da dire quindi, eccetto che ieri sera la musica ha trionfato, e anche alla grande! Siamo contente di aver ricevuto i nostri primi accrediti stampa proprio con Fabrizio Moro, artista che ammiriamo tanto e stimiamo perché è uno di quelli che non si è tirato mai indietro, che ha seguito sempre solo una strada, una strada fatta di note che gli auguriamo di continuare a percorrere!

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