Stessa storia, stesso posto, stesso bar, per citare il grande Max Pezzali, ma non potevamo descrivere meglio la situazione. Il posto è sempre ormai il nostro amato L’Asino che vola, la storia è sempre quella di un live, ma questa votla la novità è che si tratta di un’artista femminile con una potenza vitale pazzesca!!! E’ questo l’elemento più significativo del concerto di Ketty Passa: lei e la sua band sul palco fanno davvero tremare il pavimento! Sinergia stupenda e arrangiamenti ad Hoc fanno da cornice all’ottima vena cantautorale di Ketty che non sbaglia un colpo! Vi lasciamo con le nostre chiacchiere cantautorali (che questa volta sono state anche un po’ tra donne) e con un consiglio: ANDATE AD ASCOLTARLI LIVE!!!

Ciao Ketty! Iniziamo subito con la prima domanda: Come è nato il sodalizio tra te e i tuoi musicisti? Perchè effettivamente sul palco traspare un’armonia pazzesca tra di voi.

Confermo tutto quello che dici, questo è stato uno dei colpi di fortuna più grandi della mia vita. Infatti, per amicizie in comune l’etichetta la 22R , che mi ha seguita all’inizio del percorso e che mi segue tutt’ora, conosceva il chitarrista. Quando poi hanno ascoltato il disco che ha una vena molto urban anche elettro, ma con un arrangiamento suonato e degli strumenti fatti bene si è sentita l’esigenza di portare questo suono anche dal vivo, quindi un suonato reale. Loro dunque hanno pensato a Marco Sergi il chitarrista e hanno contattato lui che ci ha messo in contatto con gli altri ragazzi. Siamo diventati cinque, i ragazzi hanno ascoltato l’album e hanno iniziato ad investirci soprattutto a livello di testa. Fabrizio, il tastierista, è stato il primo ad investire facendo risuonare tutte le sequenza per il live, che è una parte importantissima. Probabilmente questo era proprio il lavoro più grande da fare dietro: riproporre l’area urban che c’era nell’album anche dal vivo. E poi ovviamente c’è la parte suonata, la batteria, il basso e la chitarra e la figata è che sono tutti musicisti fortissimi! Tutti hanno già lavorato anche con altre situazioni, il bassista lavora anche con un’altra band romana che si chiama La Scelta, Fabrizio ossia il tastierista, suona anche con Renzo Rubino e Manuel, il batterista, lavora con Alex Britti. C’è una bella sinergia proprio perchè sono musicisti che lavorano a livelli alti.

Tu invece da quanto è che fai “questo mestiere”?

Guarda che canto ti risponderei una decina di anni, ho tirato fuori il mio primo disco con la mia prima band nel 2008. Poi ho fatto un altro album sempre con loro, poi ho fatto il mio album Cantakettypassa, il mio primo disco in chiave rock-pop sempre con quest’altra band con cui però poi è finito tutto perchè mancava un pò quella chimica che qui c’è. E soprattutto nelle forme artistiche questa cosa deve esserci ed è molto importante. Poi da lì ho trovato un po’ la mia dimensione. Essendo un’ascoltatrice di musica, perchè io lo dico sempre prima di farla la musica io la ascolto, ho trovato un po’ tutto quello che mi sarebbe piaciuto riproporre, il mio accanimento per la musica americana, quindi ho iniziato a fare produzioni di questo tipo. Nel frattempo queste cose venivano fatte in Italia dai rapper, mentre in Italia le cantanti tendono ad avere produzioni più melodiche, ed io invece ho voluto fare l’esperimento di cantare un po’ più sul ritmico. Devo dire che sono molto contenta, per quanto nel disco non c’è la spinta che ha ovviamente l’impatto live, in realtà poi ho capito che mi è servito anche questo perchè il prossimo lavoro sarà sicuramente più spinto. E stiamo già lavorando ad un pezzo nuovo…

State già lavorando al nuovo album quindi?

Più che al nuovo album, a nuovi singoli adesso andrei a pezzi. Ho fatto uscire un disco neanche un anno fa quindi ora vorrei muovermi con singoli brani messi online e da aggiungere alla scaletta live. Poi si prosegue vedendo anche come va. 

L’album è davvero molto curato, all’interno c’è il fumetto di Caterina e il micio che nel booklet divide ogni testo scritto. La Caterina del fumetto chi è?

la Caterina sono io, da un punto di vista autobiografico. Quindi la Caterina è una bambina con i capelli verdi che poi è un po’ una sorta di ironia per dire che il capello verde è una sorta di “state of mind” e non è una tinta per capelli. E’ un po’ un voler dire “io ero così da quando ero piccola, anche se i capelli non erano ancora azzurri!”. Poi parla di una bambina diversa e la diversità l’ho voluta mettere anche nella tinta dei capelli. Mentre il micio nero è un po’ il mio amore per i gatti neri unito sempre al discorso che il gatto nero porta sfiga.

Quali sono i tuoi punti di riferimento a livello musicale?

Io ho un problema: ascolto davvero di tutto. A livello di riferimento sembrerà assurdo, ma io ho difficoltà ad ispirarmi a qualcuno perchè quando sento un pezzo poi mi viene da riproporlo identico. Quindi banalmente, quando io scrivo, non ascolto musica. Adesso che sto scrivendo il pezzo nuovo non sto ascoltano musica, perchè l’orechio poi si abitua a certe cose e io invece nel mio piccolo vorrei tirar fuori qualcosa di diverso. Quindi è ovvio che dei riferimenti ci sono, perchè io nel settore ci lavoro non solo come cantante quindi la musica è il mio pane quotidiano, però diciamo che cerco di non ispirarmi veramente a qualcuno. Però ovviamente ci sono dei grandi nomi, mi piace tutta la produzione artistica di Rihanna, Beyoncé, Gwen Stefani, piuttosto che cose più elettroniche come i Daft Punk, The Chemical Brothers tutto ma anche Bruno Mars di cui mi ascolto volentieri il disco. E poi tutti gli italiani partendo dalla scena anni 90, gli Afterhours a cose più vecchi, Battiato, i Bluvertigo che è una band che mi ha segnato nell’adolescenza e i Subsonica.

Com’è l’approccio di una donna a questo mondo che può essere un po’ complicato per noi?

Diciamo che è difficile e stimolante perchè quando vedi che le persone ti rispettano a prescindere dal sesso che porti è bello, poi io ho la fortuna di avere un carattere maschiaccio che è anche una sfortuna però perchè bisogna sempre avere quel lato un po’ femminile che aiuta. Nell’espressione mie private, quindi negli ambienti dove lavoro io come ad esempio la mia band, vengo sempre molto rispettata. Io mi reputo fortunata.

Il tuo album è interamente scritto da te giusto?

Si, i testi sono tutti miei, le melodie e gli arrangiamenti li alterno con i musicisti con cui lavoro. Nel pezzo nuovo che stiamo costruendo, l’approccio armonico è di tutta la band. Quindi la chitarra l’ha scritta il chitarrista, uguale per basso e batteria. Sempre con un mio apporto, mi piace rompere un po’ le scatole!

MUSICISTI BAND:

Marco Sergi – Chitarra

Marco Pistone – Basso

Fabrizio Dottori – Synth sequenze e tastiera

Manuel Moscaritolo – Batteria

Link album spotify:

Facebook: https://www.facebook.com/kettypassa?ref=br_rs

Instagram: https://www.instagram.com/kettypassa/

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