L’Auditorium e la sua Festa del cinema quest’anno ci stanno regalando davvero dei momenti magici e speciali, uno dei tanti è stata la serata di mercoledì 24 ottobre. Quella sera tutte noi tre abbiamo fatto la fila per andare a vedere il docufilm di Francesco De Gregori, peccato che la fila era quella sbagliata. In effetti quella era la fila per andare a vedere il film Green Book con attore principale Viggo Mortensen. Viggo Mortensen? Ho capito bene? Ma si è proprio lui, uno dei miei idoli! Così decido di andare da sola anche se con le stampelle e il tutore alla prima del film e saluto Federica e Benedetta che invece raggiungono la sala per vedere De Gregori.Tutta la sala sembrava piena, non c’erano più posti a parte uno in terza fila laterale e così lo raggiungo e mi siedo. Prima dell’inizio della proiezione vengono presentati produttori e sceneggiatori, alcuni italiani tra loro ed infine il protagonista Tony Vallelonga interpretato da un geniale Viggo Mortensen. Lo sguardo di Viggo è umile, gentile e grato al pubblico romano di assistere insieme a lui alla prima di Green Book. Il film inizia e l’emozione sale, ci troviamo davanti ad un genere misto : drammatico, ironico, divertente, sociale e sentimentale. La vicenda infatti è quella di un uomo sulla cinquantina marito e padre in cerca di un lavoro e lo trova da un pianista molto famoso, una star della musica. Infatti Tony farà l’autista al musicista e partiranno in tour per varie tappe del nord America. C’è un fatto da sottolineare però: il musicista è un ragazzo di colore e per questo troverà molti ostacoli e insidie sulla sua strada. Don Shirly è interpretato da un bravissimo Mahershala Ali, giá premio oscar per Moonlight nel 2016. Green book si può ritenere anche un road movie dato che una gran parte del film è girata all’interno della macchina guidata da Tony ed è proprio qui che si sviluppa l’amicizia tra i due protagonisti, è qui che due culture e due colori si uniscono e si fondono. È nella macchina che esplodono i sentimenti e i dialoghi più belli e divertenti. Per certi versi la vicenda ricorda il film Quasi amici, ma li c’era un forte handicap: il protagonista era sulla sedia a rotelle paralizzato, ma qui in Green Book ne abbiamo un altro: il musicista è nero e questo sarà considerato come un handicap o addirittura un reato in più momenti del film. Più si va verso il nord America più i due diventeranno veri amici, è un viaggio considerato come un climax e al ritorno si torna a casa non solo con più soldi nella tasca e un vero lavoro, ma con più valori umani e con una nuova amicizia: quella tra Tony e il musicista, quella tra due persone opposte tra loro, tra due culture, due modi di fare completamente diversi eppure si incontreranno lungo la strada per il tour americano e da li non si perderanno più. Ricordiamo la regia di Peter Farrelly e la sceneggiatura precisa e ironica di Brian Hayes Currie, Peter Farrelly e Nick Vallelonga. Correte a vedere Green Book nelle sale appena uscirà ed uscirete arricchiti e felici.

Annunci

1 Comment

Rispondi