Una serata ricca di musica con ” il flauto magico di piazza Vittorio ” e il film documentario ” Noi siamo Afterhours”

L’auditorium parco della musica ormai è parte integrante delle nostre giornate. Ci svegliamo pensando

” Quale proiezione dobbiamo andare a vedere oggi?”

È un po’ come quando c’è Sanremo in tv, la mostra del cinema crea dipendenza. In previsione di un’altra grande serata ( che vi sveleremo sui nostri social ) vogliamo raccontarvi quella di ieri, trascorsa in Sala Sinopoli sia per la proiezione del Il flauto magico di Piazza Vittorio, sia per Noi siamo Afterhours.

L’atmosfera come al solito è magica ma noi non ci siamo ancora abituate e speriamo di non farlo mai. Desideriamo attraversare l’Auditorium con la bocca aperta ogni volta, rivivendo in qualche modo l’emozione della prima volta che abbiamo camminato in questo “Tempio”

Il flauto magico di piazza Vittorio

La cornice che fa da sfondo alla famosa opera di Mozart Il flauto magico è Roma, in particolare Piazza Vittorio. Infatti l’orchestra in questione è quella di Piazza Vittorio e da vita ad una bellissima musica per tutta la durata del film. Siamo in un contesto favolistico e può succedere davvero di tutto: il principe e il suo amico hanno il compito di riportare la principessa a sua madre. Cosi i due amici si mettono in viaggio verso la principessa e la vicenda prende inizio.
Non voglio svelarvi troppo la trama ma dirvi che questo spettacolo è una goduria per gli occhi e per le orecchie.
Siamo di fronte a scenografie barocche ricche di colori, di decorazioni e il fatto peculiare è che anche essendo di fronte ad uno schermo cinematografico troviamo più volte scene girate dentro un teatro e comunque tutto il film è diretto come se fosse un’opera teatrale girata però con la cinepresa.
Quindi da citare è certamente la regia di Mario Tronco e Gianfranco Cabiddu.
Tutto quindi è più dettagliato e la recitazione degli attori è a metà tra l’espressività teatrale e quella cinematografica.
Siamo costantemente in bilico tra questi due mondi, li tocchiamo entrambi ma nessuno dei due è veramente il protagonista della pellicola.
Quest’ opera è stata tradotta in 8 lingue ed è proprio il mix di culture, razze, lingue che fará si che uno dei suoi messaggi principali sarà proprio l’unione tra mondi e persone diverse.
Non si poteva scegliere location migliore che Piazza Vittorio frequentata sempre da gente con culture, colori e storie diverse l’una dall’altra.
Un inno alla solidarietà quindi, al tendere la mano verso il diverso in cui alla fine poi ci riconosciamo tutti.
Perché è proprio vero il detto : la diversità è ricchezza.
Molto dolce e delicata la voce di Violetta Zironi nel ruolo della principessa perduta, anche se manca di espressività e maturitá attoriale.
Magistrale l’interpretazione invece di Fabrizio Bentivoglio nel ruolo del padre della principessa.
Degna di nota è la capacità canora infine di Petra Magoni , la regina madre della principessa.
Non perdetevelo prossimamente nelle sale .

Noi siamo Afterhours

Dopo una breve pausa durata 20 minuti, giusto il tempo di scambiarsi le opinioni sulla proiezione precedente, ci avviciniamo al red carpet, dove gli Afterhours si accingono a fare foto e a rispondere alle domande dei numerosi giornalisti tra la folla che li acclama.

Intorno alle 22.00 ritorniamo in Sala Sinopoli, questa volta in platea, per goderci il documentario con regia di Giorgio testi.

Vi giuro che vedere il Film sugli Afterhours con gli stessi alla fila dietro di noi è una cosa davvero incredibile. La consapevolezza che le persone presenti sul maxi schermo non sono soltanto reali, ma dietro di te, regala delle emozioni difficili da raccontare a parole. Il film racconta con la voce del frontman, Manuel Agnelli, conosciuto anche per essere uno dei giudici di Xfactor, il concerto di Aprile al Forum di Assago, evento straordinario per la band che lo calca per la prima volta per un vero e proprio concerto solista. Oltre alle scene del concerto, sono presenti anche piccole scene che raccontano qual’è stato il percorso evolutivo dalla band. Dalla pellicola traspare la fatica, il lavoro fatto negli anni per arrivare dove sono ora, le volte in cui hanno pensato di non farcela, quelle volte in cui sono caduti e quelle in cui invece si sono rialzati alla grande.

La musica riecheggia nella sala, qualcuno canta, qualcuno non riesce a stare fermo sulla poltrona e quindi inizia a muoversi, ma gli occhi rimangono sempre puntati lì sullo schermo.

Non vi svelerò qual’è la parte che mi è piaciuta di più, ma penso che se lo vedrete lo capirete da voi, vi lascio un indizio: Pubblico.

A fine proiezione, mentre il pubblico è intento a urlare, applaudire e inneggiare gli Afterhours, i fonici salgono sul palco, e all’improvviso, da grandi teloni neri compaiono degli strumenti. Ovviamente la band sale subito sul palco, tra il delirio della sala, e ci regalano un mini live.

” Io non volevo farla questa cosa, nel film ci fanno sembrare bravi e ora si scoprirà che non è così”

Esclama Ridendo Manuel Agnelli mentre accorda la chitarra. Tra i pezzi che suonano live spiccano Non voglio ritrovare il tuo nome e Piccola Iena, anche perchè in quei due pezzi c’è stata una reazione davvero fantastica da parte del pubblico che ci ha fatto emozionare molto.

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