Intervista di Benedetta liguori, scritta da Federica Giuliani

La passione e l’amore per la musica che ha questo ragazzo si percepisce da km di distanza, anche attraverso un telefono. Zic è un cantautore che abbiamo avuto il piacere di intervistare per la nostra rubrica:

Iniziamo subito: com’è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica è nata prestissimo, da ascoltatore di musica inizialmente. Grazie a mio padre io ascoltavo tutta la musica anni 60-70 sia italiana che straniera. Dopo che ho iniziato a suonare a 10 anni è stato tutto un crescere fino a diventare un vero e proprio mestiere.

Esperienza amici: tu avevi già provato and entrare in un altro talent?

No, non avevo mai provato prima e non ero neanche sicuro di fare il provino per Amici.

Com’è maturata questa tua decisione?

In realtà non è stata una scelta facile, poi si tratta della propria vita quindi sono decisioni sempre difficili. Io poi non mi sono mai reputato il personaggio che funziona in questi format, quindi ero molto titubante. Dopo varie discussioni con il mio produttore e casa discografica abbiamo ritenuto fosse una buona possibilità.

Come definiresti la tua esperienza ad Amici?

La definirei un’esperienza, sicuramente mi ha dato tanta visibilità che posso usare per far conoscere le mie canzoni. Talvolta è stata anche dolorosa. Una volta uscito ho realizzato il mio album, a me basta entrare in studio, suonare e sapere di poter vivere di musica per poter stare bene. Questo è il mio lavoro. Uscire dalla scuola di Amici può far paura a volte se non si Sa quale strada prendere, per me era già chiaro che volevo entrare in studio e incidere il mio album.

Visto che lo hai nominato, parlaci un po’ del tuo album.

L’album ha 10 pezzi tutti miei, è un album lungo perché racchiude 2 anni di lavoro. Avrei potuto includere molti più pezzi, ma è difficile fare un album con un numero maggiore di brani. Per me è un album molto importante poiché in due anni è cresciuto con me, c’e uno dei primi pezzi che ho scritto in Italiano, Tregua, insomma è un traguardo. È un album all’insegna della verità, non c’e Niente di inventato. È un disco autentico, nato davvero dalla mia esperienza, trattandosi di roba autentica prende un certo tipo di valore. Adesso siamo in giro proprio per promuovere questo album sperando che piaccia.

Com’è nato questo album? C’e Una canzona che ha dato il via per scrivere le altre?

Diciamo che quando io scrivo non lo faccio mai pensando di dover fare un album. Ci sono brani scritti due anni fa mentre il singolo dell’album (che ricordiamo essere Ti ho cercato) ha preso forma subito dopo l’uscita da amici. Il collante poi ovviamente sono sempre io, più che altro perché sono esperienze realmente accadute a me. Questo crea un collegamento tra tutto nonostante le sonorità diverse ed è questa la cosa bella.

Hai completamente dato spazio alla tua creatività…

si perché secondo me quello è il senso. Se ti dai limiti non sarai mai te stesso: può starci il giorno che hai voglia di ballare e scrivi un pezzo con un Riff pazzesco, mentre due giorni dopo sei depresso e scrivi un brano solo chitarra acustica. Ed è questa la cosa bella, che il tuo album cresce con te e con quello che accade nella tua vita.

Ultima domanda: che consiglio dai ai giovani che si approcciano alla musica?

Sicuramente studiate, ascoltare tanta musica, scrivete ovunque e in qualsiasi momento della vostra giornata. Non vi preoccupate di scrivere della roba brutta perché dalla roba brutta può uscire fuori anche della roba bella. Non vi preoccupate di scrivere cavolate perché spesso è proprio da quelle che nasce una verità che invece nelle cose costruite non c’è e poi Ultimo suonate qualcosa. Perché avere gli strumenti per dire quello che avete da comunicare Da soli è già un gran bel passo avanti. Avere solo la voce non basta.

Ringraziamo Zic per la sua disponibilità e il tempo che ci ha dedicato.

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