L’ultima casa sulla Terra al Brighton Festival – Recensione

Last Haus on Earth, photo by Peter Dibden

Klanghaus ha sempre prosperato ai margini delle performance convenzionali, e Last Haus on Earth – presentato come esclusiva del Brighton Festival per la sua sessantesima edizione – vede la formazione raddoppiare la propria reputazione per l’arte sperimentale site-specific.

Allestito nella Anita’s Room, uno spazio attico al piano superiore del Brighton Dome, questa produzione totalmente unica, responsive al luogo, elimina la barriera tradizionale tra performer e pubblico, riformulando (o meglio riaffermando) il potere del teatro come un laboratorio volatile. In parte concerto intimo, in parte installazione cinematografica, indaga su come la musica dal vivo funzioni da collante comunitario in un’epoca digitale.

Il quadro narrativo è minimo, puntando sulla premessa di un raduno finale alla fine del mondo. I co-progettisti Klanghaus e la band art-rock The Neutrinos invitano direttamente la folla in un ambiente domestico drammaticamente potenziato. Qui i confini dello spazio personale vengono deliberatamente smantellati; il pubblico, ridotto, è invitato a sedersi, stare in piedi, inclinarsi e muoversi intorno ai musicisti.

Le evocative proiezioni dell’artista visivo e cineasta Sal Pittman avvolgono l’intero spazio, trasformando i mattoni in una tela vivente di luce e colori saturi. Nello specifico, una ripresa continua di un veicolo che percorre una strada turca è proiettata sulle pareti, creando una sensazione di slancio in avanti che sostiene la serata.

Questo flusso visivo contrasta nettamente con un paesaggio sonoro che percorre uno spettro sorprendente, dal silenzio assoluto al massimo fragore, con occasionali momenti di pura furia. Il volume durante i movimenti musicali più pesanti è senza compromessi alto – al punto che il locale distribuisce tappi per le orecchie all’ingresso. Indossandoli nasce una curiosa dualità: mentre le linee di basso e i rumori industriali vibrano fisicamente nel petto (sedersi su un subwoofer probabilmente non aiuta), lo spazio mentale risultante risulta leggermente isolante.

Il tratto di maggior successo della produzione è la sua dipendenza da un senso incrollabile di comunione. In una sequenza particolarmente intensa, il piccolo pubblico è ammassato in una stanza laterale ancora più piccola adiacente. Qui, privati della tecnologia, viene chiesto al pubblico di sostenere insieme una singola nota vocale di tipo ‘A’. È un momento inaspettato e vulnerabile che ripaga più avanti nel set quando una registrazione digitale di quella specifica nota collettiva viene loopata e integrata nel paesaggio sonoro dal vivo di una canzone successiva della colonna sonora dello spettacolo.

La partecipazione del pubblico è completamente non guidata. Durante la performance recensita, mi è stata consegnata una chitarra e mi hanno coinvolto nel suonare insieme all’ensemble. Piccolo problema: non ho mai suonato la chitarra elettrica in vita mia. Questo impianto elastico e caotico significa che lo spettacolo non è affatto perfetto. Si trascina nella parte centrale, e l’ostilità pura dei movimenti musicali più forti probabilmente allontanerà coloro che cercano una narrazione tradizionale.

Tuttavia, questi difetti sembrano secondari rispetto al raggiungimento complessivo dell’opera. In un’epoca in cui i media digitali dominano il nostro consumo culturale, Last Haus on Earth ci ricorda il valore grezzo della creazione dal vivo. È esattamente quel tipo di lavoro audace e ai margini che ci si augura di imbattersi durante un festival artistico. Si entra nell’attico come una stanza di estranei distaccati; si esce con la sensazione netta di aver sopravvissuto a un evento collettivo.

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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