Joshua Redman pubblicherà il suo terzo album per la Blue Note, If Ever You Would Leave Us (we play for Rollins), il 20 novembre, un omaggio a Sonny Rollins costruito attorno a undici brani tratti dal repertorio del sassofonista. L’album è introdotto dal singolo «Grand Street», con Redman accompagnato dal chitarrista Peter Bernstein, dal contrabbassista Christian McBride e dal batterista Marcus Gilmore.

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«Grand Street» è apparsa inizialmente su Sony Rollins And The Big Brass, e la nuova versione mantiene un legame di famiglia con quella registrazione: il nonno di Gilmore, Roy Haynes, suonò la batteria nell’originale. Il cast più ampio del disco comprende il pianista Kevin Hays, il contrabbassista Larry Grenadier, il saxofonista tenore Chris Potter e i cantanti Cécile McLorin Salvant e Gabrielle Cavassa. Sia Hays che Bernstein sono stati membri della band di Rollins. Nel corso dell’album, Redman lavora con i musicisti in diverse configurazioni, piuttosto che impiegare un solo ensemble fisso.
Redman ha iniziato a pianificare il progetto dopo la scomparsa di Rollins, avvenuta il 26 maggio. Ha detto che la notizia ha suscitato immediatamente la necessità di rispondere musicalmente, spingendolo a contattare amici e colleghi e a organizzare sessioni di registrazione a New York nel giro di poche settimane. «La scomparsa di Sonny mi ha colpito profondamente», ha detto Redman. «È sembrato quasi come la perdita di un genitore. Lui è stato senz’altro un padre musicale, un nonno e un padrino, tutto in uno, per me e penso per tutti noi.» Ha aggiunto inoltre che Rollins era presente «per l’interezza della mia vita, e per una vita anteriore alla mia.»
Redman ha descritto Rollins come la sua influenza maggiore sia come improvisatore sia come sassofonista, una relazione che risale alla sua infanzia. Ricorda di aver scoperto Saxophone Colossus presso la Berkeley Public Library quando aveva dieci o undici anni, all’incirca nel periodo in cui iniziò a suonare il saxofono. Ha detto che l’ascolto dell’album gli fece intuire «il vero potere e potenziale dell’improvvisazione jazzistica» e divenne un punto formativo cruciale nel suo sviluppo. «Quando ho scoperto Sonny Rollins, quello fu il mio varco d’ingresso, la mia stella polare», ha dichiarato. Quel legame di lunga data offre il quadro personale per If Ever You Would Leave Us (we play for Rollins).
Ascolta qui l’album di Joshua Redman «If Ever You Would Leave Us (we play for Rollins)».
