Un altro spettacolo tra quelli presenti ai Festival di Edimburgo di quest’anno affronta la natura scivolosa della verità e chi ha il controllo della narrazione – e questa ultima uscita del dinamico duo americano Xhloe e Natasha è davvero un vero delirio di risate.
Avendo già costruito un seguito fedele grazie ai successi precedenti, il team creativo (Xhloe Zeller e Natasha Roland) torna con il loro tipico marchio di teatro fisico. La trama prende il via con due adolescenti che, dopo un incidente automobilistico in un veicolo che non avrebbero dovuto guidare, finge un attacco di Sasquatch per coprire le proprie tracce. Naturalmente, l’alibi disperato si trasforma in un’isteria collettiva della comunità, aggravata dall’alluvione locale nella loro piccola cittadina di montagna.
Nel corso di un’ora, i due si trasformano senza soluzione di continuità in una dozzina di personaggi distinti, che vanno dal sindaco frenetico ai negozianti locali allo sceriffo della città, tutti reagendo alla repentina presenza della bestia mitica. Scritto con un ritmo quasi cinematografico, la narrazione salta tra scene dall’impatto rapido con una precisione mozzafiato.
È narrato in uno stile iper-fisico che sembra completamente in linea con il duo, ricco di coreografie affilate accompagnate da una colonna sonora travolgente di successi degli anni ’90 – che spazia da B*Witched, ai Vengaboys e all’“Barbie Girl” degli Aqua. Gli amanti dei loro precedenti successi molto apprezzati (o della serie Apple TV Widow’s Bay) adoreranno la cittadina peculiare e sbalorditiva creata in scena.
Ma sotto le risate frenetiche e i richiami nostalgici della musica pop c’è un nucleo riflessivo. In sessanta minuti copre un ventaglio sorprendente di temi: comunità, paranoia e chi detiene il potere di modellare la situazione quando il mito supera la realtà. Si tratta di un’ora serrata, sapientemente costruita da una delle coppie creative più entusiasmanti del Fringe.
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