Concha García e Ignacio Llamas: maestri dell’intuito

Concha García osserva con attenzione gli effetti del tempo, sia sul piano quotidiano sia in quello pubblico, e li fissa nei nostri oggetti di uso comune, mettendone in risalto la fragilità. La sua attenzione unisce quella vulnerabilità alla forza dell’esperienza umana, tanto da aver presentato sculture i cui materiali sembravano ingannarci: ceramiche finissime imitando la durezza della pietra. Le sue opere portano tracce visibili: segni del trascorrere degli anni o percorsi figurati lungo sentieri immaginari; sotto la superficie, tali tracce possono essere lette come esperienze o ricordi umani.

Lui, Ignacio Llamas, da molti anni ci propone scatole bianche da guardare attraverso le loro aperture. All’interno si svelano spazi essenziali, che, a seconda delle prospettive, possono risultare inquietanti o bucolici: il vuoto, le ombre, l’assenza di riferimenti temporali o spaziali che puntino a momenti precisi possono suscitare fascino e turbamento. Anche le figure umane sono assenti da queste scatole; almeno nel senso fisico, non tanto in quello emotivo.

Concha García e Ignacio Llamas. La comprensione non si fa con la ragione. Galleria Daniel Cuevas

La Galleria Daniel Cuevas, che li rappresenta entrambi, li riunisce fin da questo fine settimana nell’allestimento “Comprendere non si fa con la ragione”, la seconda mostra che riunisce in una sede opere di due artisti con affinità estetiche o concettuali. Questa linea espositiva era stata inaugurata un anno fa con Miguel Aguirre ed Eduardo Nave, in “Parallels in Time”.

La nuova proposta, il cui titolo richiama consapevolmente Goya, intende evidenziare che la conoscenza può essere utile o necessaria, ma non è sempre sufficiente per capire la realtà, soprattutto in un’epoca in cui domina il potere dell’immagine e delle mezze verità. Oltre agli artisti aragonesi, hanno trovato riferimenti teorici: lo psicologo e ricercatore di Harvard Howard Gardner, autore negli anni Ottanta della Teoria delle intelligenze multiple, secondo cui nell’essere umano si distinguono almeno otto tipi di intelligenza, e non la ragione come unica via dominante; e il filosofo-psicologo Jean Piaget, che affermò che l’intelligenza è “quello che usi quando non sai cosa fare”.

In questa mostra, le opere di García e Llamas invitano a riconoscere l’importanza potenziale del senso e dell’intuizione come vie di apprendimento. Puntando su tali concetti, hanno giocato con idee apparentemente contraddittorie per sottolineare che, se non le affrontiamo con schemi mentali chiusi, potrebbero non esserlo affatto; ci riferiamo alla realtà e all’apparenza, alla leggerezza e alla pesantezza, all’uno e al diverso, o all’infinito e al limitato. Per entrambi gli artisti, questi principi non devono essere visti come contrari, ma come protagonisti di equilibri precari, di zone di transito che possono essere vissute davvero solo senza cercare spiegazioni.

Concha García e Ignacio Llamas. La comprensione non si fa con la ragione. Galleria Daniel Cuevas

Concha García e Ignacio Llamas. La comprensione non si fa con la ragione. Galleria Daniel Cuevas

Concha García e Ignacio Llamas. La comprensione non si fa con la ragione. Galleria Daniel Cuevas

“Concha García e Ignacio Llamas. La comprensione non si fa con la ragione”

GALLERIA DANIEL CUEVAS

C/ Santa Engracia, 6 – Bajo Centro

Madrid

Dal 24 gennaio al 21 marzo 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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