Hilma af Klint: Dietro i fiori

Si è discusso spesso se, in passato, si sia attribuito a Kandinsky un ruolo nell’abbattere la figurazione, e si è spesso sottolineata la sua stretta relazione con lo spiritualismo dell’epoca, all’interno della società Edelweiss o dell’ordine Rosicruciano. Ma oltre i suoi esordi, in cui Hilma af Klint dipinse ritratti naturalistici e paesaggi, la pittrice svedese non mirò soltanto a trasferire sulla tela i messaggi che, in teoria, trasmetteva; aspirò anche a restituire la bellezza delle piante, una bellezza che custodisce enigmi non così lontani.

Fino al prossimo 27 settembre 2025, al MoMA di New York è in mostra una prima selezione di quaranta disegni botanici dell’artista, recentemente acquisiti dal museo, provenienti da periodi di studio tra la primavera e l’estate del 1919 e del 1920. Klint ha unito approcci volutamente astratti alle caratteristiche tradizionali della pittura botanica, quella fascia di opere che raffigurano piante con precisione dettagliata, ma inserite in diagrammi astratti. Possiamo dunque osservare una girlanda di girasole macchiato da cerchi concentrici, un narciso avvolto da un vortice di colori primari, alberi in fiore accompagnati da una scacchiera di puntini e linee. Tramite queste forme, l’autrice cercò, in ogni caso, di rivelare l’arcano: Ciò che è nascosto dietro i fiori. Sembra convinta che lo studio della natura possa aiutarci a conoscere verità profonde sulla condizione umana.

Hilma af klint. Ciò che si trova dietro i fiori. Moma, New York

“Ciò che è nascosto dietro i fiori” è, precisamente, il titolo di questa mostra di New York, presentata dal MoMA in collaborazione con la fondazione dell’artista, e mette in luce un nucleo di lavori che raggiunge il culmine in questi disegni botanici, nei quali non viene negato un codice astratto. In quell’entusiasmo, come lei stessa ha sottolineato, Innanzitutto, cercherò di penetrare nei fiori della terra; Userò le piante come punto di partenza.

In diversi taccuini, alcuni anch’essi esposti in mostra, Klint ha fornito resoconti delle sue riflessioni sulle specie e sui materiali studiati, nonché sul costante interesse a collegare la natura e la spiritualità, impiegando metodi differenti: nella serie del 1922 Sull’osservazione di fiori e alberi impiegò l’acquerello in toni vibranti che davano agli esemplari una qualità trascendente.

Hilma af klint. Ciò che si trova dietro i fiori. Moma, New York

Mentre il progetto veniva allestito, si sono vere e proprie scoperte fortunate: è emerso che l’approccio di Klint verso le piante ha avuto un impatto rilevante sull’intera visione dell’artista. Sono state inoltre rinvenute opere inedite: negli archivi del Museo svedese di storia naturale sono conservati sette disegni di specie fungine commissionati al micologo svedese Ma Lindblad, che sono stati messi a disposizione per questa mostra affinché gli spettatori possano constatare che la loro produzione, seppur apparentemente distante dal contesto scientifico, aveva delle ramificazioni. Inoltre, Laura Neufeld, conservatrice associata presso l’American Center, ha condotto la prima analisi tecnica dei metodi e dei materiali di AF Klint su carta; le sue conclusioni fanno parte del catalogo della mostra, ampiamente chiarite e illuminate.

Attenta ai ritmi di fioritura, Klint immaginò questa collezione come una sorta di atlante, un comparto di fiori della sua terra che, col tempo, si è avvicinato sia alla scienza sia alla spiritualità, quest’ultima legata alla comprensione delle profonde relazioni tra tutti gli esseri viventi. Hilma ha scritto per affermare che C’è una connessione tra il mondo delle piante e il mondo dell’anima.

Hilma af klint. Ciò che si trova dietro i fiori. Moma, New York

Hilma af klint. Ciò che si trova dietro i fiori. Moma, New York

Hilma af klint. “Ciò che si trova dietro i fiori”

MoMA. Il museo dell’arte moderna

11 West 53 Street

New York

Fino al 27 settembre 2025

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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