KBR Fiamma: Opacità, Pausa e Fede

Quest’anno quattro talenti sono stati selezionati nell’ambito del progetto Flamma KBR, lanciato dalla Fundación Mapfre con l’obiettivo di sostenere coloro che, dopo aver terminato la formazione accademica, intraprendono una carriera professionale nel campo della fotografia; collaborano a questa iniziativa EASD-Serra I Abella, Elisava. Facoltà di progettazione e ingegneria di Barcellona, Idep Barcellona e IEFC, istituzioni educative catalane impegnate in questa proposta.

Nell’ultima edizione sono stati selezionati Irina Cervelló (Martorell, 2001), April Coudougnan (Perpignan, 1999), Bernat Erra (Barcellona, 2003) e Patrick Martin (Stockport, Regno Unito, 1996), scelti da una giuria composta da Javier Martín, Arianna Rinaldo e María Santoy.

Sebbene i linguaggi visivi siano differenti (dalla fotografia analogica a quella digitale, fino a una rilettura di archivi personali e pubblici), condividono alcuni interessi comuni: un approccio critico alla costruzione della memoria, sia essa intima, collettiva o territoriale. Questi giovani artisti hanno analizzato come la fotografia possa diventare uno strumento di indagine nei rapporti interpersonali, nelle dinamiche del contesto territoriale e nel ruolo che le immagini svolgono nel modellare identità e narrazioni storiche.

Il percorso espositivo che raccoglie le loro opere, presso la Fondazione Mapfre KBR, parte dall’Opaco di Irina Cervelló, in cui l’autrice esamina l’impatto del polo petrolchimico Solvay nella sua città natale, Martorell, da una prospettiva culturale, ambientale ed economica.

Questo progetto è nato da un’indagine prolungata che ha combinato le immagini realizzate dall’autrice con documenti storici e materiali d’archivio. L’azienda Solvay acquisì nei primi anni Settanta una terra di trenta ettari nel Polygon La Torre, aperto dalle autorità nel 1972; quell’alleanza politico-imprenditoriale facilitò il consolidamento dello stabilimento, che modificò l’ambiente urbano e mediatico della città, provocando al contempo effetti ambientali a lungo termine nei dintorni.

Le immagini del dossier di Cervelló, accompagnate dalle sirene di allerta della rete di emergenza esterna del settore chimico Catalano (PlaseqCat), si integrano con una cronologia degli eventi chiave legati a Solvay e con l’evoluzione storica, politica e territoriale di Martorell.

In Tous Les Maux muove i Sont Inventés di April Coudougnan, l’archivio fotografico personale dell’autrice, composto da numerose immagini realizzate nel corso di oltre sei anni, invita lo spettatore a un percorso di scoperta.

Non si è trattato di definire una cronologia o una narrazione unica, ma di generare una costellazione di sensazioni, associazioni e tensioni legate alle esperienze intime dell’autrice. Le immagini di questa autrice francese dialogano liberamente tra loro, indipendentemente dal tempo e dallo spazio in cui sono state scattate, creando connessioni attraverso l’aspetto e la prospettiva.

Coudougnan è interessata alla dualità tra natura e città, calma e fretta, e al suo rapporto con la ricerca di equilibrio emotivo e significato vitale. Propone inoltre una risposta originale all’attuale saturazione visiva: il flusso incessante di immagini sui social media permea il progetto, segnato dal desiderio di riflettere sul valore della pausa.

La fusione tra fotografia analogica e digitale offre trame, registri e tempi differenti, arricchendo la storia visiva: queste scene non solo documentano momenti, ma descrivono anche l’indeterminato, la memoria e il fugace.

April Co -end. Tous Les Maux Domping Sont Inventés, 2023

Per Per George che guarda di Patrick Martin, la ricerca si fonda sul mito che compone la memoria collettiva. Si concentra, in particolare, su San Giorgio, il santo romano martirizzato per non aver rinunciato alla sua fede cristiana, e lo presenta nella sua iconografia come una figura cavalleresca che affronta il serpente. La narrazione si è sviluppata dall’osservazione di come questa leggenda sia giunta in Occidente, trasformando la figura in un simbolo oggi riconoscibile: un gentiluomo con una Croce Rossa, che alla fine affronta un Drago.

Questa proposta esplora come quel mito sia stato fissato nella memoria culturale collettiva della Catalogna, dalle origini remote fino a Montblanc. Attraverso ritratti di persone, celebrazioni e architetture, la serie costruisce un labirinto visivo di storie e simboli intrisi di storia, radicato nelle prime testimonianze. L’autore inglese mostra come la memoria collettiva non sia morta, ma contrassegnata da una sorta di “modellizzazione del parco giochi della nostalgia e dell’amnesia”, capace di suscitare una rinnovata coscienza nazionale.

Patrick Martin. Alla ricerca di George, 2024

Chiudi la mostra Errata Faith, ovvero l’opera in cui Bernat Erra prosegue la stessa linea di ricerche orientate alla costruzione di un’identità collettiva dall’immaginario religioso legato al cattolicesimo.

Ricordando l’infanzia opprimente davanti alle immagini della fede, ha dedicato questa serie a quell’universo simbolico, che intreccia tradizione, mistero e un certo fatalismo, e che si è fuso alle icone della quotidianità. Più che documentare, le fotografie di Erra svelano frammenti, trame e atmosfere riferiti a quel patrimonio culturale, a immagini che possono inquietare se viste prive del contesto, un’idea che risuona fortemente nel contesto del premio.

Bernat Erra. Errata Faith, 2023

KBR FLAME’25

KBR Mapfre Foundation

Avenida del Litorale, 30

Barcellona

Dal 24 settembre 2025 al 1 febbraio 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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