Madrid Colleziona: CentroCentro celebra i nuovi mecenati

In concomitanza con la Settimana dell’Arte che anima Madrid, CentroCentro ha scelto di celebrare una figura fondamentale per il mercato e per il sostegno di artisti e gallerie: i collezionisti, quegli “insieme di occhi” che accompagnano e alimentano la scena creativa.

Cinquantuno di loro, per lo più con base a Madrid, sono stati invitati a presentare due opere al Palazzo di Cicas: una con cui nutrono un legame affettivo e un’altra che hanno acquistato di recente. Tra le centinaia di lavori in collezione si incontreranno opere di ogni formato (dipinti, fotografie, disegni, sculture, video e installazioni) e, per offrire una chiave di lettura sulle ragioni che muovono l’acquisto d’arte, ciascun partecipante ha fornito un testo nel quale spiega le proprie motivazioni.

L’interpretazione attenta di questi scritti può arricchire quanto l’osservazione delle opere stesse: per alcuni collezionare significa accompagnare l’artista nel suo percorso creativo (Manuel Urbano – Mónica García); per altri è una forma di amicizia (Juan Várez, Pilar Citoler). C’è chi mette in evidenza lo stimolo del desiderio che nasce dall’attesa di possedere un Juan Uslé (Juan Antonio Rodríguez Deorador); chi preferisce immergersi in altre visioni della natura (Sofía Barroso); alcuni cercano di trovare una propria voce (Alejandra González e Alejandro Lázaro); altri si lasciano guidare dal magnetismo delle opere (Álvaro Villacieros Zunzunegui) o accostano collezionismo e caccia, ma anelando al piacere e non al mero accumulo (Jaime García Crespo).

Jaime Colsa afferma di acquistare arte per condividerla e diffondere il desiderio di guardare; Pilar Lladó Arburua tende a valorizzare composizioni che uniscono forza e tenerezza; María del Rosario Algora Wesolowski ritiene che, come i gatti, le opere — nel suo caso quelle di Sonia Navarro — scelgano il collezionista, mentre Catalina D’Anglade è interessata all’autenticità.

I responsabili di TBA21 Thyssen-Bornemisza Art Contemporary desiderano contribuire con i propri fondi alla trasformazione sociale e alla tutela dell’ambiente; Irene Rodríguez e José Antonio Llorente mirano a promuovere trajectoires autentiche; José Antonio Trujillo (OTR) cerca pezzi che richiedano sguardi attenti; e Borja Fernández Cobaleda seleziona progetti legati alle aree rurali (Campocerrado).

Nel lungo elenco, alcuni confessano di trovare una scarica di adrenalina nella contemplazione; altri, invece, cercando serenità. A volte gli acquisti sono rapidi e impulsivi; altre volte sono frutto di lunghe ricerche. Le ragioni che li spingono ad acquistare arte sono quanto mai eterogenee quanto le opere stesse: dai toni conflittuali di Txomin Badiola a quelli allusivi ai modi di vivere primari di Asunción Molinos Gordo, dal tedesco Anselm Kiefer e il raffinato Imi Knoebel all’espressione vigorosa di Carlos León, dalle linee misurate di Soledad Sevilla alle dimensioni parallele di Leonor Serrano Rivas. Dai look alternativi di Nan Goldin a quelli legati al legno e alla semplicità di Jacobo Castellano.

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La direzione di CentroCentro ha strutturato l’esposizione attorno a cinque temi, supportata da un comitato consultivo composto da María de Corral, Joaquín Gallego, Rosina Gómez-Baeza, Julieta de Haro, Lorena Martínez de Corral e Lucía Ybarra. I capitoli sono: Orizzonti contemporanei, Oltre la linea, Ombre del potere, Il corpo come territorio e Lo spazio costruito; Come puoi intuire, i loro approcci confrontano le questioni della nostra contemporaneità con le sfide che da sempre accompagnano la rappresentazione.

Se tutte queste opere appartenessero a un solo mecenate, potremmo pensare a un principe di oggi, appassionato dell’insolito e custode di una camera delle meraviglie postmoderna. Voldremmo evocare lo spirito di Rodolfo II di Praga, ma senza il vuoto che talvolta accompagna il collezionismo: non c’è da riempire con l’arte il vuoto esistenziale, non c’è da colmare la consapevolezza della mortalità, né da cercare un’eredità a tappeto, né da antropizzare l’opera come totem.

Parallelamente, questo spazio cittadino accoglie in questi giorni le proposte di Ana Juan e Javier Garcerá, di FOD e di quattro giovani autori nati tra la seconda metà degli anni Novanta e i primi anni Duemila e residenti a Madrid: Sofía Briales (Arta Delharte), Mario Manso, Isabel Merchante e Ángel Sevillano.

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“Collezioni di Madrid: 50 collezioni di arte contemporanea”

CENTROCENTRO. PALAZZO DI CIBELE

Piazza di Cibeles, 1

Madrid

Dal 26 febbraio al 6 settembre 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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