Per le ragazze di colore al Yard Theatre – Recensione

Cinquant’anni dopo la sua prima al Broadway, il rivoluzionario choreopoem di Ntozake Shange, for colored girls who have considered suicide / when the rainbow is enuf, torna in una nuova produzione diretta da Diane Page nel Yard Theatre recentemente rinnovato. Prodotto per la prima volta nel 1975, lo spettacolo resta una delle opere teatrali più durature scritte da una scrittrice nera nella storia di Broadway. L’opera di Shange esplora le esperienze delle donne nere attraverso una fusione potente di poesia, musica e movimento, creando un pezzo che resta attuale oggi come lo era mezzo secolo fa.

Alex Thomas-Smith, Nadine Higgin, Cherelle Skeete, Ibilola Rossi e Tatenda Naomi Matsvai in for colored girls…, © Camilla Greenwell

Lo spettacolo segue sette donne nere, identificate solo dai colori dell’arcobaleno: Donna in Blu (Nadine Higgin), Donna in Giallo, Donna in Verde (entrambi interpretate da Tatenda Matsvai), Donna in Marrone (Ibilola Rossi), Donna in Rosso (Cherrelle Skeete), Donna in Viola e Donna in Arancione (entrambe interpretate da Alex Thomas-Smith). La struttura non lineare permette a ciascuna di avanzare e raccontare la propria storia. Attraverso una serie di monologhi, canti e sequenze coreografate, esse rievocano storie di amore, rabbia, gioia, sessualità, trauma e sopravvivenza.

Il design delle luci di Ali Hunter inonda il palco di tonalità colorate e vivaci, spostandosi continuamente tra le donne e richiamando in modo astuto l’immaginario dell’arcobaleno. La produzione è ulteriormente arricchita dalla musica originale di Jammz. I ritmi elettronici moderni e in stile garage accompagnano diverse delle coreografie, conferendo all’opera una sensazione contemporanea e offrendo una prospettiva fresca sul testo di Shange. Tuttavia, il suono contemporaneo genera incertezza su quando e dove si svolga questa produzione.

La coreografia di Ingrid Mackinnon lungo lo spettacolo è brillante e splendidamente sincronizzata, con le donne che si muovono come un tutt’uno prima di scindersi in storie individuali. Che si stringano tra loro, si abbraccino o si sostengano fisicamente, il cast incarna i legami emotivi tra le donne.

Abbinata alla regia di Diane Page, la coreografia aiuta a stabilire quel senso di solidarietà e di sorellanza. La scena essenziale concentra l’attenzione interamente sui performer, sulle loro parole e sui loro movimenti. Questo minimalismo crea un’intimità che si adatta alla natura personale del materiale di Shange, permettendo ai momenti di vulnerabilità di risuonare senza distrazioni.

Tatenda Matsvai (Donna nel Giallo/Verde) e Alex Thomas-Smith (Donna nel Viola/Arancione) si esibiscono con fiducia, prestando voce a molteplici personaggi. Higgin brilla come Donna nel Blu, offrendo una performance autentica ed emotionalmente carica. La sua narrazione è avvincente; con ogni parola e gesto, ci coinvolge. Bilancia abilmente i momenti di humour con i temi più cupi dello spettacolo, assicurando che i cambi di tono risultino naturali. Rossi si distingue come Donna nel Marrone, portando una fisicità e una caratterizzazione coinvolgenti nel suo ruolo.

Cherrelle Skeete regala il momento più devastante della serata nel penultimo monologo. Raccontando la storia di una madre in pena con una profondità e una sensibilità notevoli, la sua performance è talmente commuovente che molti spettatori ne sono stati visibilmente toccati. Skeete dimostra brillantemente l’impatto emotivo della scrittura di Shange.

Nadine Higgin, Cherrelle Skeete, Ibilola Rossi, Tatenda Naomi Matsvai and Alex Thomas-Smith in for colored girls...
Nadine Higgin, Cherrelle Skeete, Ibilola Rossi, Tatenda Naomi Matsvai e Alex Thomas-Smith in for colored girls…, © Camilla Greenwell

Con sette personaggi interpretati da soli cinque interpreti, sarebbe stato necessario distinguere con maggiore chiarezza i passaggi tra i ruoli multipli—piuttosto che affidarsi a un pezzo di costume colorato per segnalare i cambi di personaggio. Forse una differenziazione attraverso scelte vocali, fisicità o caratterizzazione avrebbe facilitato la comprensione di quando veniva raccontata una nuova storia.

La produzione fatica anche a catturare appieno la forza del testo rivoluzionario di Shange. La sua scrittura è carica di emozione e radicale, ma alcune battute sembrano provenire da una sceneggiatura anziché dall’esperienza vissuta. Ciò indebolisce l’intensità sentimentale del pezzo, lasciando alcuni dei momenti più potenti meno incisivi di quanto dovrebbero.

Transizioni rapide tra le storie lasciano poco spazio per elaborare ciò che si è appena ascoltato. Dato la sensibilità dei temi trattati, uno spazio per respirare potrebbe essere estremamente utile. Questo avrebbe rafforzato il percorso emotivo, offrendo al pubblico l’opportunità di assorbire e riflettere sulle esperienze condivise.

Mentre lo spettacolo non riesce sempre a catturare appieno la scintilla rivoluzionaria, resta comunque una rivisitazione commovente di un pezzo teatrale all’avanguardia. Supportata da una splendida coreografia, da un’illuminazione d’impatto e da interpretazioni forti, la produzione ci ricorda perché la scrittura di Shange continua a risuonare. Cinquant’anni dopo, for colored girls who have considered suicide / when the rainbow is enuf resta una celebrazione potente e necessaria della femminilità negra, della sopravvivenza e della sorellanza.

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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