The Car Man di Matthew Bourne al Sadler’s Wells e in tour – Recensione

Ashley Shaw and Harrison Dowzell in The Car Man, © Johan Persson

Il thriller seducente di danza di Matthew Bourne ritorna… ed è ancora una volta ipnotico.

The Car Man resta una delle produzioni di Bourne più audaci e provocatorie. Prendendo ispirazione dall’opéra di Bizet, Carmen, e infondendo elementi di noir cinematografico classico, questo thriller avvincente ci trasporta in una piccola cittadina americana degli anni Cinquanta, dove la lussuria, la gelosia e la vendetta bollono sotto la superficie.

Debuttò nel 2000; questa produzione di New Adventures è tornata in scena e continua a sembrare fresca. Ambientata nella cittadina di Harmony, la storia inizia con l’arrivo di un misterioso vagabondo, Luca (Harrison Dowzell, nella serata stampa), che accetta un lavoro presso l’officina locale. La sua presenza attira immediatamente l’intera comunità, suscitando l’attenzione sia della moglie del suo capo, Lana (Cordelia Braithwaite), sia del collega meccanico Angelo (Leonardo McCorkindale). Ciò che segue è una storia di lussuria, tradimento e vendetta, con conseguenze devastanti.

I temi sono intrecciati in modo così fluido che sembrano una saga hollywoodiana tanto quanto un pezzo di danza. Bourne è noto per reinventare storie tradizionali, dai Il lago dei cigni e Romeo e Giulietta a Edward mani di forbice. Con The Car Man, offre un’esperienza più cupa, più sexy e decisamente cinematografica.

La scenografia dinamica su due livelli di Lez Brotherston si trasforma tra officina, diner, bar cabaret poco illuminato e prigione, sfruttando al massimo la scena del Sadler’s Wells. Unita ai costumi d’epoca, dai vestiti a campana agli overalls da meccanico, fino agli abiti in stile western, la produzione immerge completamente il pubblico nell’ambientazione degli anni Cinquanta.

La colonna sonora riconoscibile, arrangiata da Terry Davies dalla Carmen Suite di Rodion Shchedrin (in seguito all’opera di Bizet, Carmen), fornisce una colonna sonora drammatica a tutta l’azione. Le ricche orchestrazioni aumentano l’intensità, mentre l’illuminazione atmosferica di Chris Davey completa magnificamente l’estetica noir ispirata alla storia.

Jamie Duncan Campbell and the cast of The Car Man
Jamie Duncan Campbell and the cast of The Car Man, © Johan Persson

Una delle più grandi conquiste della produzione è la sua narrazione. Nonostante il minor ricorso al dialogo, le emozioni di ogni personaggio, le loro relazioni e i conflitti sono comunicati con chiarezza. La coreografia di Bourne fonde magistralmente danza contemporanea e balletto classico, mentre movimenti sottilmente ispirati al flamenco riconoscono l’influenza di Carmen sulla produzione. Il risultato è elegante e ardente.

Dowzell è magnetico nel ruolo di Luca. Eccita l’attenzione con un carisma immediato, scivolando sul palcoscenico con una sicurezza che rende impossibile distogliere lo sguardo. Sebbene il suo personaggio sia il catalizzatore del dramma che ne segue, la sua performance accanto a Braithwaite e McCorkindale (nella serata stampa) è carica di passione e tensione – la chimica è innegabile.

Il cast è altrettanto impressionante. La sequenza di apertura, con una performance sfrontata dei meccanici dell’officina, stabilisce immediatamente l’energia giocosa e lo stile dello spettacolo. Per tutta la durata dello spettacolo, i balletti di gruppo sono eseguiti con una precisione straordinaria, tenendoci completamente incollati alla scena. La coreografia richiede certamente un alto livello di atletismo, ma va anche riconosciuta la capacità di raccontare emotivamente fornita dall’intero cast.

Le sequenze di danza più intime sono drammatiche e appassionate, poiché catturano i desideri dei personaggi l’uno per l’altro. Le scene di combattimento, abilmente eseguite, mescolano movimento e danza, creando momenti che appaiono sia realistici sia emozionanti. La direzione di Bourne mantiene lo spettatore coinvolto dall’inizio alla fine.

Audace, sexy, teatrale e straordinariamente divertente, The Car Man resta una delle icone del repertorio New Adventures. La produzione continua a incantare e rappresenta un esempio potente della visione creativa distintiva di Bourne.

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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