Una percezione multipla del libro come oggetto d’arte e di simbolo
Il libro, elemento ricorrente e quasi esclusivo nella produzione artistica di questa serie, è concepito come un oggetto soggetto a molteplici soggettività. Non si limita ad essere semplicemente un contenuto scritto o stampato, ma assume molte forme, assumendo un ruolo come oggetto artistico da rappresentare attraverso fotografie, sculture e video. È anche considerato uno strumento ergonomico e antropologico, riflesso delle pratiche umane e delle culture che lo hanno utilizzato. Inoltre, funge da contenitore del passare del tempo, un simbolo del pensiero e della memoria umana. In questa accezione, il libro diventa anche un modo per occupare uno spazio, una metafora del volume della conoscenza che si espande e si percepisce nello spazio reale. Tuttavia, per Alicia Martín, nessun singolo esemplare rappresenta l’unico vero soggetto del suo lavoro; al contrario, si dedica con cura alla selezione di ciò che utilizza, smettendo di definire chiaramente chi può essere il vero pubblico o chi può vedere nelle sue composizioni e chi invece può rimanere escluso. La sua pratica artistica mostra una consapevolezza delle relazioni tra ciò che viene mostrato e ciò che resta nascosto, tra l’esteriorità e l’interiorità delle sue creazioni.
Il ruolo degli libri nel suo universo artistico
In molte delle sue opere, i libri appaiono come protagonisti che ci descrivono e attraverso i quali si stabilisce un gioco di equilibrio, spesso modellato da strutture che sembrano sfidare le leggi della gravità. Questo senso di equilibrio diventa anche il principio portante di uno degli interventi più recenti dell’artista, intitolato Specifico del sito. Quest’estate, infatti, Alicia Martín ha presentato questa installazione presso la Galleria Rafael Pérez Hernando, collocata nel monastero di Santa María de Bujedo de Juarros, nella provincia di Burgos. La mostra si configura come parte di un progetto annuale iniziato quattro anni fa, volto a sviluppare e riproporre interventi site-specific che dialogano con il luogo di esposizione.
Contrappeso: un’armonia simbolica e materiale
Il lavoro in questa occasione si intitola Contrappeso, e l’armonia tra le forze rappresentate non è solo simbolica, ma anche tangibile nel rapporto tra le strutture architettoniche di questo complesso monastico, che porta con sé implicazioni spirituali e religiose profonde, e l’atto artistico – spesso fugace – di Martín. La sua installazione ha cercato di mettere in collegamento, per così dire, due elementi che incarnano diverse forme di permanenza: da un lato, i libri, contenitori di conoscenza e memoria, e dall’altro le pietre del monastero, testimoni di una storia di durata e resilienza. Si evidenzia come, nella selezione dei testi utilizzati, l’artista abbia adottato un approccio accurato e ponderato: per questa mostra a Burgos ha deciso di impiegare le opere complete, in due volumi, del monaco e teologo francese Bernardo di Chiaravalle. Questa figura è stata fondamentale nella definizione dei principi spirituali dell’ordine cistercense, a cui appartiene anche questo complesso monastico, e ha influenzato notevolmente anche l’approccio architettonico delle sue costruzioni.
La metamorfosi dei testi attraverso l’acqua
Le opere complete di Bernardo di Chiaravalle, i due volumi, sono stati immersi nell’acqua, uno da un lato dell’abside e l’altro dall’altro, sottoponendo così il loro scritto alla corrosione e alle trasformazioni causate dall’ambiente liquido. L’effetto di questa immersione rivela lentamente la fragilità materiale del libro, soggetto alle forze naturali. Le parole e i messaggi che un tempo erano definiti immutabili e fissi ora si dissolvono, evocando la possibilità che la memoria del passato sia attraversata da un flusso continuo di mutamento. Questa trasformazione richiede al pubblico un atteggiamento di contemplazione paziente e attenta, invitandolo a riflettere sulla relazione tra testo e materia, tra eternità e transitorietà. La proposta di Martín invita a considerare i modi di vivere di coloro che un tempo abitavano questa zona, lasciando che siano le proprie percezioni a essere coinvolte nel processo di osservazione.
Un invito alla riflessione e al silenzio contemplativo
Le immagini dell’installazione mostrano come i libri, immersi e soggetti alle leggi della natura, diventino simboli di una verità universale: la costante trasformazione e la temporaneità di ogni forma di sapere e di esistenza. La resistenza iniziale di questi testi, rigidi e definiti, si dissolve lentamente, lasciando spazio a un’immagine di mutamento incessante. Il pubblico, dunque, si trova di fronte a un’opera che non chiede di essere scrutata con avidità, ma di essere contemplata con pazienza, assumendo un atteggiamento di silenzio e riflessione.
Informazioni pratiche sulla mostra
Alicia Martín. Contrappeso
Monastero di Santa María de Bujedo de Juarros
Santa Cruz de Juarros, Burgos
Dall’7 giugno al 28 settembre 2025
