Anonimo: Azione e Studio di Txuspo Poyo

Txuspo Poyo sa come iniziano la maggior parte dei suoi progetti, ma quasi mai come finiranno. Nei lavori dell’artista di Alsasua convivono fasi di studio e azione, e raramente seguono requisiti univoci o preconfezionati, ed è proprio questa incertezza a guidare i frutti finali.

La mostra più ampia finora dedicata a Txuspo Poyo, visitabile fino a maggio ad Azkuna Zentroa (Bilbao), è stata curata da Álvaro de los Ángeles e si intitola “Anónima”. Il titolo non nasce dal desiderio di celare l’identità delle proposte esposte, ma dall’uso di materiali privi di riferimenti d’autore, data o geografia. Potrebbero appartenere a chiunque o a nessuno: si tratta di cartoline, oggetti usati, pagine di quotidiani… che, proprio perché ci vengono presentati entro un contesto di incertezza, offrono all’autore un campo di ricerca aperto e, di conseguenza, per lo spettatore, un terreno ampio di interpretazione.

Nell’allestimento della mostra, inoltre, i materiali legati a ogni opera possono essere messi in relazione tra loro, rendendo possibili molteplici letture. Si rafforza così la percezione della complessità dell’opera di Poyo e l’impressione che essa sia profondamente intrecciata a un tempo, anche il nostro, nel quale difficilmente una settimana trascura le sorprese. Se osserviamo da vicino, entrambi i pezzi, indipendentemente dalle tecniche e dai formati, hanno in comune l’esame di come quell’entità divoratrice che designiamo come cultura faccia propri oggetti, parole e immagini preesistenti di provenienza diversa, per lanciarli al pubblico e rimetterli in circolazione; così come l’arte ha simbolicamente rappresentato la storia recente e le connessioni tra creazione e i sistemi politici odierni.

Sono quindici i progetti di Poyo che compongono il tour, a partire dal suo Cadaveri squisiti e dal loro corpi celesti, il primo completato lo scorso anno e il secondo ancora in corso. In Cadaveri sono intervenuti necrologi per formare con essi un archivio visivo in omaggio a chi abbiamo salutato; in Corpi hanno riunito oggetti che rimandano al tempo che ci trascende, come stele funerarie simili ad antiche illustrazioni di pianeti.

L’installazione ONU (Inverso) allude a ciò che quel tempo ha compiuto per l’ONU e il suo campo d’azione: dalla buona volontà a una pace impossibile; mentre in Ritardo del vetro è stato proposto un restauro tecnologico del Ottimo bicchiere, l’opera incompiuta di Duchamp, che rimandava anche a storia e desiderio.

Izaro si struttura, invece, come un saggio documentario articolato in tre parti in cui è possibile mettere in relazione il maschile, il femminile, la pesca del tonno, il cinema o la religione; Tunnel dell’inganno allude al fallimento della costruzione di questa grande infrastruttura che avrebbe dovuto collegare Santander al Mediterraneo durante l’epoca franchista; Casa sull’albero mostra come queste quattro tavole possano unire il mondo dei bambini e quello degli adulti: nascono dalla pretesa di libertà tipica dell’infanzia e spesso vengono abbandonate nel cammino della maturità.

Due capitoli della loro serie sono approdati anche ad Azkuna Zentroa sotto l’etichetta Gabinetti pedagogici. Nel primo capitolo propone una riflessione sui legami con un passato caratterizzato da spirito colonizzatore di animali esotici, fossili o erboristi depositati nei gabinetti di scienze naturali delle scuole più antiche ereditate dalle missioni evangelizzatrici; nel secondo riflette su ciò che dice del nostro tempo e del nostro vuoto il fatto che quei centri educativi pubblici, all’origine, siano oggi diventati hotel di lusso.

Vedremo anche Ambienti difficili/Chiodi e martelli, il primo video di animazione in 3D dell’artista, in cui costruisce digitalmente strumenti per il lavoro fisico; la proposta incompiuta Storia, Tempo, Notizie, Specchio e Trionfo che mette in discussione l’asepsi politica del graphic design, dopo aver riscontrato sviluppi simili in pubblicazioni con tendenze politiche diverse; e Lo Studio, un saggio dove propria stanza si presenta come un campo da gioco.

Infine, contempleremo una selezione di cartoline concepite come supporti per immaginari e ricordi; la simulazione fotografica nata dalla fusione letterale di due immagini La trama del fotogramma; e Celluloidi, un saggio videografico che collega arte e città. Dove Poyo interviene, quasi tutto si trasforma in tessuto, con nuove associazioni e pre-tecnologia.

La mostra si completa con numerose attività. A partire da domani, 5 marzo, ogni giovedì alle 18,30 si terranno le visite introduttive e i laboratori per il pubblico delle scuole, che si svolgeranno dalle 11,00 alle 13,00, nelle date del 6, 13, 20 e 27 marzo e 17 e 24 aprile. Da segnalare anche “Rifiuti, oscillazione, trasferimento. Una conversazione (con) Anónima”, di Txuspo Poyo con Fernando Bayón e Jaime Cuenca, che avrà luogo l’11 marzo, nella Sala Bastida di Azkuna Zentroa.

Txuspo Poyo. “Anonimo”

AZKUNA ZENTROA

Piazza Arriquíbar, 4

Bilbao

Dal 19 febbraio al 17 maggio 2026

Terzo Matni

Terzo Matni

Mi chiamo Terzo, fondatore di Hai sentito che musica e appassionato di cultura in tutte le sue forme. Da sempre esploro con curiosità suoni, immagini e storie che fanno vibrare l’Italia contemporanea. Nei miei articoli racconto ciò che mi emoziona, mi sorprende e alimenta la mia voglia di condividere la scena culturale italiana.

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